L’ULTIMA SPARATA DEL BANANA: “SE MI SALVANO LASCIO LA POLITICA” - B. SOGNA UN CONDONO “TOMBALE” ANCHE SU RUBY E GLI ALTRI PROCESSI (AUGURI)

Francesco Bei per "la Repubblica"

Il cavaliere è stanco. «Da un mese non dormo più», ha raccontato angosciato a un amico. Rabbuiato per un futuro che gli appare senza prospettive. Marchiato come un delinquente, senza il passaporto, senza più una protezione se a un pm venisse in mente di mandargli ad Arcore i carabinieri per arrestarlo.

Così, sospinto dai figli (pronti a chiedere la grazia) e dai collaboratori di una vita, pressato dagli interessi delle aziende, Berlusconi è arrivato a confidare cosa sarebbe disposto a mettere sul piatto se quella che nel Pdl tutti chiamano "la trattativa" dovesse andare in porto positivamente: «A Napolitano l'ho anche fatto sapere. Sarei pronto a uscire dalla politica domani se solo me ne dessero la possibilità. Anzi, la vedrei come una liberazione».

La svolta, una vera e propria scelta di vita, è maturata negli ultimissimi giorni. Proprio quando tutto sembrava a un passo dal precipitare. E ovviamente quegli stessi amici che la raccontano la condiscono con una sana dose di scetticismo, consapevoli che potrebbe essere l'ennesima offerta al rialzo dell'eterno giocatore. Ma c'è, è sul tavolo. E Berlusconi aspetta
che qualcuno, il capo dello Stato in primo luogo, la vada a vedere.

Per questo, dopo i fuochi e i fulmini che partivano da Arcore fino a mercoledì, improvvisamente sul Pdl sembra scesa una cappa di silenzio. Tutto fermo. Eppure il video-messaggio della crisi era pronto per essere registrato e trasmesso stasera o domattina. L'ufficio di presidenza del partito, convocato per ieri, era già stato cancellato nei giorni scorsi dall'agenda. Così anche la partecipazione di lunedì al festival "Controcorrente", organizzato dal Giornale a Sanremo, è stata per ora messa in pausa.

Con un'intervista dal palco al direttore Sallusti il Cavaliere avrebbe infatti dovuto soffiare nel corno per incitare i suoi alla pugna. Invece ha preferito declinare. Tutto fermo. Per consentire alle colombe - Fabrizio Cicchitto sarebbe in attesa di salire sul Colle - di compiere il loro lavoro diplomatico senza il rombo di cannoni di sottofondo.

«C'è una riflessione in corso - ammette a mezza bocca un falco come Daniele Capezzone - ma la corda resta tesa. Tesissima». Preoccupato che questa «riflessione» possa portarlo a cambiare idea e accettare la resa, ieri Denis Verdini si è precipitato ad Arcore come una furia per convincere il Cavaliere a non farsi abbindolare dalle sirene pacifiste delle colombe. «Se ti metti nelle mani di Napolitano e del Pd sei finito. È la tua fine». Eppure Berlusconi
ancora aspetta. Pronto a rovesciare il tavolo, ma aspetta.

Angelino Alfano, dopo essere stato ad Arcore giovedì sera, ha comunicato personalmente il cambiamento del clima a Enrico Letta, impegnato al G20 di San Pietroburgo: «Abbiamo guadagnato altre 48 ore di tempo ». Per fare cosa? L'oggetto del desiderio è sempre il condono "tombale" per Berlusconi. Una grazia che estingua non solo la pena principale ma anche quella accessoria.

Una grazia politicamente motivata, che indichi a tutte le procure e ai tribunali impegnati a giudicarlo per vari reati - da Ruby alla compravendita dei senatori - che sul Cavaliere è scesa la protezione presidenziale. Che sarebbe meglio lasciarlo andare, dimenticarlo, scontargli quel che resta e accompagnarlo in amicizia sul viale del tramonto.

Consegnandolo a una nuova vita e magari a nuove nozze con Francesca Pascale. Come un padre fondatore del centrodestra che, a quel punto, si aprirebbe a nuovi innesti moderati. Questo è l'obiettivo perseguito palesemente dalle colombe - politiche e aziendali - e da quanti in famiglia temono uno scenario da Sansone che muore con tutti i Filistei.

Certo, se da un lato il Cavaliere si mostra disponibile a concedere tutto, persino la sua uscita di scena (ma con onore), dall'altro tiene gli occhi aperti sugli altri giocatori. E quello che vede lo rende molto nervoso. Ad angosciarlo è la sensazione, alimentata dagli avvocati, che il Tribunale di Milano stia stringendo i tempi per arrivare alla riformulazione dell'interdizione dai pubblici uffici.

È furioso per la motivazione della sentenza di condanna a Marcello Dell'Utri, «arrivata guarda caso alla vigilia della riunione della giunta delle elezioni», dove vengono riepilogati i suoi rapporti con i boss mafiosi attraverso la mediazione dell'ex senatore siciliano.

Ma soprattutto non si fida del Pd e di quanto gli raccontano le colombe. E attende di vedere come si svolgerà realmente il dibattito durante tutta la prossima settimana a palazzo Madama. Prima di decidere se staccare la spina al governo e puntare dritto al voto anticipato. Come lo supplicano di fare Verdini, Santanché e gli altri falchi. «Lunedì si capirà se vogliono accelerare e arrivare al voto entro pochi giorni oppure no. Li aspetto. Io ho messo sul tavolo tutto». Wait and see.

 

VIDEO MESSAGGIO DI BERLUSCONI DOPO LA CONDANNA DELLA CASSAZIONE BERLU E NAPOLITANO BERLUSCONI NAPOLITANODENIS VERDINI FABRIZIO CICCHITTO DELLUTRI E BERLU hsGetImage

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO PER SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...