1. L’ULTIMA SPIAGGIA DELLE LARGHE INTESE: SOLTANTO UNA MANICA DI STRACCIAROLI E PARACULI DI PROVINCIA PUÒ CONCEPIRE OBBROBRI - GIURIDICI E DI EGUAGLIANZA - COME LA PRIVATIZZAZIONE DELLE SPIAGGE CON UN EMENDAMENTO ALLA LEGGE DI STABILITÀ 2. NEL NOSTRO PAESE, VERGOGNOSAMENTE INDIETRO SU DEPURATORI E RECUPERO DELLE COSTE DEVASTATE DALL’INDUSTRIALIZZAZIONE FORZATA, CI SONO GIÀ REGIONI COME LAZIO, LIGURIA, ROMAGNA E CAMPANIA DOVE LE SPIAGGE LIBERE SONO QUASI SPARITE 3. IN FUTURO AVREMO, COME PER LA GRANDE DISTRIBUZIONE, STABILIMENTI GESTITI DA UN MIX DI CATENE INTERNAZIONALI, COOP ROSSE E MAFIA, SECONDO LE ZONE DI INFLUENZA

a cura di COLIN WARD (Special Guest: Pippo il Patriota)

1 - L'ULTIMA SPIAGGIA DELLE LARGHE INTESE
Soltanto una propaganda sciocchina e sottilmente autoritaria pretende che le manovre non siano emendabili dal Parlamento, chiudendo gli occhi sul fatto che sono sempre più dettate dall'estero e dal Quirinale (che sono la stessa cosa). Però è anche vero che soltanto una manica di stracciaroli e paraculi di provincia può concepire obbrobri - giuridici e di eguaglianza - come la privatizzazione delle spiagge con un emendamento alla legge di stabilità.

Un pugno di senatori del Pdl, guidati dall'ex banchiere trapanese D'Alì Antonio, propone la "sdemanializzazione" delle spiagge con offerta in prelazione ai concessionari attuali e un incasso previsto che oscillerebbe "tra i 5 e i 10 miliardi" (complimenti per l'accuratezza delle stime). E nove colleghi del Piddimenoelle, in onore delle larghe intese, hanno presentato un emendamento assai simile, pronti a convergere sul nuovo business che renderà le spiagge italiane ancora meno libere e fruibili per tutti (Repubblica, p. 4 e Sole p. 4)

Nel nostro Paese, vergognosamente indietro su depuratori e recupero delle coste devastate dall'industrializzazione forzata, ci sono già regioni come Lazio, Liguria, Romagna e Campania dove le spiagge libere sono una porzione infinitesimale del litorale. L'Europa, con la direttiva Bolkestein, ci sta addosso da anni perché abbiamo il vizio di non mettere a bando le concessioni e le rinnoviamo a prezzi stracciati ai figli dei figli e agli amici degli amici.

Tutto vero, ma nella soluzione spinta dagli inciucisti dell'ombrellone - con la scusa di "mettersi in regola con Bruxelles" - c'è la prelazione ai concessionari attuali. I quali si dovranno far finanziare dalle banche per comprarsi gli stabilimenti. Oppure dovranno passare la mano ad altri privati che la banca giusta ce l'hanno già. Tra chi lavora nel settore, il grandissimo interesse delle banche per la privatizzazione delle coste non è un mistero, anche perché gli istituti di credito amano prestare soldi soltanto a chi può fornire adeguate garanzie reali.

E le spiagge sono una garanzia perfetta. In futuro avremo, come per la grande e per la media distribuzione, stabilimenti gestiti da un mix di catene internazionali, cooperative rosse e mafia, a seconda delle rispettive zone di influenza. Eppure basterebbe guardare alla Francia, dove le spiagge sono quasi tutte libere e tenute bene, con i depuratori che rendono balneabile persino il centro di Nizza e le passeggiate a mare piene di caffè e ristoranti.

2 - E IN ITALIA SCEMO CHI PAGA
Con la pressione fiscale alle stelle solo sui poveri fessi costretti a pagare le tasse, fa proprio piacere vedere che non si ferma neppure la macchina dello sberleffo di Stato. Repubblica: "Sconto del 20% sulle cartelle. Ecco il condono fiscale targato Pdl. L'emendamento si chiama ‘Rottamazione dei ruoli'. Insieme agli stabilimenti balneari contribuirebbe a trovare altri 8 miliardi" (p. 4). Si tratterebbe di far pagare solo l'80% delle somme iscritte a ruolo, togliendo sanzioni e interessi di mora.

Il Corriere delle banche dedica apertura di prima pagina, e ampi servizi interni, al grave e popolare problema di avere un conto in Svizzera. "Stretta sui capitali all'estero. Le banche svizzere ai clienti: basta anonimato o conto chiuso. Saccomanni: meno sanzioni per chi fa rientrare i fondi" (p. 1). "La firma della convenzione per lo scambio di dati il 18 ottobre. Le comunicazioni ai clienti in vista dell'entrata in vigore in Svizzera del reato fiscale. Secondo le stime, gli italiani hanno depositato in Svizzera tra i 120 e i 180 miliardi di euro" (p. 3).

Sulla Stampa un raro esempio di che cosa significhi il termine - ormai quasi vuoto - "politiche di destra": "Alta tensione sulla casa. Via la Trise, il centrodestra tira fuori dal cilindro il Tuc. La nuova imposta sarebbe una stangata per gli inquilini, ma più leggera per i proprietari" (p. 2). Il Messaggero ha il merito di far sapere alla nazione che c'è anche un emendamento della Lega Nord che vuole "corsi professionali per i clown" (p. 2). Li terrà Umberto Bossi.

Repubblica, forse esagerando un po' con il processo alle intenzioni, lancia anche l'allarme contro un'ennesima, possibile, legge-vergogna: "E dietro la depenalizzazione chiesta per i reati tributari spunta la norma salva-Silvio. Tentazione di colpo di spugna sul processo Mediaset. Brunetta e Capezzone promettono: saranno esclusi i comportamenti più gravi. Obiettivo: far passare la norma della delega e far slittare la decadenza" (p. 4). In realtà, lo stesso giornale diretto da Ezio Tomb Raider Mauro scrive che difficilmente il Pd appoggerebbe la trasformazione del reato di frode fiscale in semplice illecito amministrativo.

3 - NANO DECADENCE
Si marcia verso il "nulla di fatto" al consiglio nazionale del Pdl di sabato. "I governativi non andranno al Consiglio nazionale. Forza Italia nasce spaccata in due" (Stampa, p. 6). Per il Corriere, "Non ci sarà un dietrofront. Berlusconi sulla linea dura. La contromossa di Alfano. L'appello pro governo delle ‘colombe'". "Né soldi né simbolo a chi dice no al Cavaliere. I dirigenti lanciano la formula della ‘fusione per incorporazione'. Il nodo dei rimborsi elettorali, circa 18 milioni di euro.

Gli amministratori berlusconiani: non ci sarà divisione dei beni" (p. 9). Sul Giornale lealista, "La via d'uscita dei governativi: disertare il congresso del Pdl. Senza il 40% delle firme non andranno al Consiglio nazionale. Continua la guerra psicologica: con noi mezzo partito. Oggi gli alfaniani si radunano per mettere a punto la strategia" (p. 2)

Sulla Stampa, Gianmenefrego Fini si toglie qualche soddisfazione postuma: "Alfano si accorge ora dei metodi usati contro di me. In moto la macchina del fango. Chi aveva gli occhi per vedere già nel mio caso avrebbe dovuto denunciare l'uso di metodi intimidatori" (p. 7). Il Messaggero ausculta gli aruspici: "Angelino come Fini? Ex An e sondaggisti dicono no: questa è tutta un'altra storia. Mannheimer: una scissione amichevole questa volta non sarebbe possibile. Matteoli: Gianfranco se ne andò dicendo che non condivideva più Silvio leader. Ora questo non lo dice nessuno" (p. 6).

4 - SPOSTANDO RENZIE SEMPRE PIU' IN LA'
Non va meglio in casa Piddimenoelle. "Caos Pd, quattro congressi sospesi. Tensione Epifani-Cuperlo. E Prodi: ‘La mia decisione è personale, spero che vadano alle primarie in tanti". Davvero mitico Mirellino Crisafulli, il cicciottone di Enna: "Ormai avere consenso sta diventando un problema" (Stampa, p. 10). No, è avere certi consensi che è un problema.

5 - MA FACCE RIDE!
"Non sono confusa, è la materia che è complessa: non esiste ancora uno studio epidemiologico univoco". La ministra alla salute (di se stessa) Beatroce Lorenzin, lamenta con Repubblica che il Centro Ricerche Marlboro Country non abbia ancora prodotto uno studio esauriente sulle sigarette elettroniche (p. 19).

6 - TELECOM-MEDIA E I "CAPITANI FUGGITIVI"
Sul Corriere delle banche azioniste (e creditrici), coraggiosa presa di posizione di Salvatore Bragantini ("Telecom già spagnola nel modo peggiore", p. 1-42). L'ex commissario Consob si toglie lo sfizio di scrivere queste poche righe in prima pagina: "Chi voleva cambiamenti radicali in Telecom Italia è servito. In barba ai divieti Antitrust, la spagnola Telefonica è già al volante, complici gli altri condomini in Telco; Generali, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, i nostri capitani fuggitivi". E dopo passa a demolire punto per punto il piano di Patuano, compresa la vendita delle torri.

Repubblica ammolla invece il sedicente retroscena: "Mandati a Morgan Stanley e liste con i fondi. Le grandi manovre in vista dell'assemblea. Patuano ha affidato alla banca presieduta da Siniscalco, numero uno di Assogestioni, il convertendo e la vendita delle torri. La possibilità di una lista unica tra Findim (Fossati) e i gestori italiani per contrastare Telco" (p. 24).

7 - ALI-TAGLIA ALLO SBANDO
Anche in Alitalia è l'ora che paghi chi ha meno colpe, come sempre accade nel nostro disgraziato paese: "Alitalia, nel piano Del Torchio 2000 esuberi. Tagli dei costi tra 250 e 400 milioni. Domani il cda, il nodo dell'aumento. Oggi il governo incontra i sindacati. Il ministro Zanonato: un problema gestire eventuali licenziamenti della compagnia" (p. 25). Sì, bravo, un problema. Hai qualche idea, per caso? Ti pagano anche per questo. Per la cronaca, il Messaggero invece parla di ben 4.000 esuberi (p. 22). Sul fronte estero, il Sole racconta: "Alitalia, tavolo finale con Air France. Per Le Figaro la decisione è già presa: no all'aumento di capitale. Domani sera Parigi dirà se aderirà o meno alla ricapitalizzazione da 300 milioni" (p. 32).

8 - NON AVRAI ALTRA LEGGE CHE IL CODICE IBAN
Difficile decidere se sia più inutile l'intervista del Corriere alla Bonino (p. 14) o a Gian Maria Gros Pietro (p. 29). Propendiamo per la prima e vi risparmiamo di leggere la seconda, anticipandovi che il presidente del consiglio di di-gestione di Intesa Sanpaolo annuncia "l'addio alla banca di sistema" voluta da AirOne Passera, con uscita a medio termine ("ma senza sconquassi") dai disastri di Alitalia e Telecom. Alla buon'ora. In tutto ciò, comunque, è chiaro che il presidente vero, Abramo Bazoli, passava di lì per caso.

9 - NICCOLAI IN REDAZIONE
Sommarietto sul Corriere delle banche. "Se le banche vietano di chattare in ufficio per salvare il mercato. Contromossa di Jp Morgan e Credit Suisse: basta con i ‘complotti' via computer" (p. 27). Complotti solo al telefono o nelle pause caffè.

10 - FREE MARCHETT
Dopo aver preso il "buco" da Repubblica su una delle non-notizie più stupide dell'anno, alcuni giornali corrono pure ai ripari con la marchetta del giorno dopo. Sole: "Accordo Servizi-garante: più tutela per la privacy" (p. 16). Messaggero: "Privacy, un ruolo al Garante sulle comunicazioni trattate dai servizi segreti" (p. 12). Per la serie: facciamoci rispettare.

11 - ULTIME DA UN POST-PAESE
Tanto per capire a chi è in mano il calcio, ecco chi è il padrone della Nocerina, la squadra che domenica si è illustrata con la sceneggiata dei finti infortuni. Lo spiega bene il Corriere: " Citarella, il boss della squadra tra cemento, appalti pilotati e il padre ucciso dalla camorra. L'amministratore unico che ha rilevato nel 2009 la società in crisi. Implicato anche in un'inchiesta su presunti fondi neri che sarebbero stati utilizzati nelle operazioni di compravendita dei calciatori" (p. 21). Se guardate la sua foto, capite che sarebbe davvero un delitto non vendergli anche un pezzo di litorale.
colinward@autistici.org

 

Spiaggia desertaANTONIO DALI RAFFAELLA LEONE SANDRA CARRARO enrico_letta_vacanze_moglie_figliLETTA IN VACANZARenato Brunetta Capezzone fini e berlusconiBERLUSCONI STRINGE LA MANO A FINI - ANSArenzi e epifani GIANNI CUPERLO COL MINI MEGAFONO LORENZIN CARFAGNAlorenzin SALVATORE BRAGANTINI CONSULENTE BORSA alitalia vignettaGABRIELE DEL TORCHIODERBY SALERNITANA-NOCERINAASSEMBLEA GENERALI DI BANCA DITALIA GAETANO CALTAGIRONE E GIOVANNI BAZOLI FOTO LA PRESSE DERBY SALERNITANA-NOCERINA

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