LA7 DELLE MIE TRAME - IL BANANA CONTRO BERSANI: “HA MANDATO UN MESSAGGIO MAFIOSO: ‘’ASPETTATE A VENDERE LA TV, SE VADO AL GOVERNO IO, VARRÀ DI PIÙ” - CULATELLO: “NON SO SE CAIRO È COLLEGATO A MEDIASET. CI SONO DELLE AUTORITÀ CHE SI OCCUPANO DI QUESTE COSE MA CHI GOVERNA È AMICO DI TUTTI E PARENTE DI NESSUNO” - IN BORSA, DOPO IL DOPING-DELLA VALLE, IL TITOLO SI AMMOSCIA. MA TANTO LO SCARPARO ARRIVERÀ IN UN SECONDO MOMENTO…

Da "Repubblica.it"

La decisione del consiglio di amministrazione di Telecom di concedere l'esclusiva a Urbano Cairo per concludere la vendita de La7 tiene banco da Piazza Affari al dibattito politico. Se sul primo versante il mercato reagisce con freddezza alla decisione, sostanzialmente bocciandola, sul secondo sale la temperatura e si registra un botta e risposta piccato tra Pier Luigi Bersani e Silvio Berlusconi.

LA VENDITA ACCELERATA.
Da più parte si è in passato sottolineato come fosse una scelta complicata in un momento difficile, proprio perché arrivava a ridosso delle elezioni e riguardava un'azienda importante come Telecom e una televisione ormai centrale nel panorama italiano. La decisione di procedere con la vendita giocando in anticipo rispetto alle elezioni - e quindi alla formazione del nuovo governo - è stata giudicata quantomeno controversa.

LA POSIZIONE DEL LEADER PD.
Secondo Pier Luigi Bersani, interrogato sulla vicenda nel corso di un forum del Corriere, "siamo in una settimana cruciale e io tendo a ragionare come se fossi già al governo. Devo preoccuparmi che le decisioni vengano prese senza conflitti di interesse, senza costruire in modo diretto o indiretto posizioni dominanti, e in una prospettiva di lavoro. C'è un tavolo delle regole e c'è un tavolo industriale", ha proseguito Bersani. "Non so se Cairo è collegato a Mediaset. Ci sono delle autorità che si occupano di queste cose - ha aggiunto il segretario Pd - ma chi governa è amico di tutti e parente di nessuno".

BERLUSCONI ALL'ATTACCO.
Immediata la replica del numero uno del Pdl: "Non ho rapporto con Urbano Cairo, che per alcuni anni è stato mio assistente poi è diventato un imprenditore in proprio ed è diverso tempo che non lo sento", ha spiegato cercando di smorzare la sua vicinanza al probabile acquirente de La7.

L'ex presidente del Consiglio, da navigato imprenditore dei media, ha spiegato che "in questo momento non ci sono affari in editoria perchè con la crisi c'è stato il calo della pubblicità intorno al 20%: non c'è azienda in Italia che produca utili", ha detto annunciando per il 2012 il primo bilancio in perdita di Mediaset. Il Cavaliere ha lanciato poi un affondo a Bersani, dicendo che "su La7 ha mandato un messaggio, fra virgolette, mafioso dicendo 'aspettate a vendere perché se andrò al governo La7 varrà di più". Berlusconi ha reiterato il concetto dicendo che "c'è il vecchio vizio della sinistra di essere minacciosa con gli avversari".

CONTROREPLICA.
Spostatosi a Busto Arsizio (Varese) per un incontro del partito, Bersani ha di nuovo replicato: "Non si può dire niente che subito si offende. Le regole gli fanno venire l'orticaria". I leader Pd ha ricordato di "non avere neanche nominato Berlusconi e La7. Ho parlato di regole che riguardano eventuali conflitti di interesse e posizioni dominanti e che quindi il governo e le Authority devono avere gli strumenti per vedere che ogni operazione sia a posto su questi due criteri".

LA REAZIONE DI BORSA.
Mentre lo scontro passa dal campo industriale e a quello politico, in ambito finanziario le azioni di Telecom Italia Media, la società controllata dalla compagnia di Tlc cui fanno capo La7 ed Mtv, oltre che tre multiplex, dopo un lunedì in forte rialzo (concluso con un rally di oltre il 10%) soffrono a Piazza Affari. A deludere gli investitori è stata la decisione del cda della controllante, arrivata nella serata di ieri.

LA DECISIONE DI TELECOM.
Sul tavolo del board, riunito per la verità solamente un paio d'ore, è finito come d'attese il dossier della vendita della controllata. La decisione è stata di affidare un'esclusiva alla Cairo Communication dell'editore e concessionario pubblicitario Urbano Cairo - l'uomo specializzato nei periodici che ha avviato la sua carriera come assistente di Berlusconi.

Sono così state scartate sia la proposta di Clessidra - che era sì più alta economicamente ma comprendeva anche il passaggio dei proprietà dei multiplex, la vera componente redditizia del pacchetto in vendita esclusa dalla proposta di Cairo - sia la mossa in extremis di Diego Della Valle, che chiedeva tempo per perfezionare un'offerta in cordata con altri imprenditori italiani.

FESTEGGIA CAIRO.
Tra l'altro proprio in seno al cda della controllata sarebbero state espresse delle perplessità sulla decisione, ma ha finito per imporsi la volontà della controllante. Di tutti i titoli coinvolti, a gioire maggiormente è Cairo Communication, che secondo quanto dichiarato da Cairo stesso in un colloquio con il sito del quotidiano MF punta a chiudere l'operazione "entro il primo semestre dell'anno, se non prima". Piatta invece in Borsa Telecom.

Quanto a Della Valle, la sua reazione di ieri è stata improntata al fair play, termine calcistico adeguato visto che sia lui che Cairo sono impegnati attivamente in Serie A, rispettivamente a Firenze e sulla sponda granata di Torino. "Prendiamo atto della decisione, volevamo tentare di costruire un nuovo modello di società che coinvolgesse professionisti che lavorano a La7 per sviluppare un polo coerente con i principi di salvaguardia dell'indipendenza dell'informazione", ha detto l'imprenditore marchigiano, auspicando "che questo avvenga comunque, il Paese ne ha sicuramente bisogno".

La consolazione arriva oggi dalla sua Tod's, ben intonata a Piazza Affari e tra i migliori del Ftse Mib. Probabilmente al mercato piace un Della Valle concentrato sulle scarpe di alta qualità, e comunque gli analisti di Nomura - pur indipendentemente dalle vicende La7 - hanno portato il giudizio su Tod's a "neutral" dal precedente "reduce", con prezzo obiettivo innalzato da 94 a 112 euro.

 

 

la7 berlusconi-bersaniberlusconi-bersaniUrbano Cairo - Copyright PizziDiego della valleCATTELAN PIAZZA AFFARI BORSA MILANO

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"?