DA LAZZARO A LAZZARONE? - SCIABOLETTA SCAJOLA FINORA È SEMPRE RISORTO: DOPO L’ARRESTO QUANDO ERA SINDACO DI IMPERIA (1983), IL “ROMPICOGLIONI” A MARCO BIAGI (2002), LA CASA AL COLOSSEO (2010), L’INDAGINE SUL PORTO DI IMPERIA - MA ADESSO, DOPO AVER FATTO PURE L’OPPOSIZIONE INTERNA A UN BANANA CHE VUOLE LIBERARSI DEI MARPIONI (PER IMBARCARNE ALTRI), IL BORDELLO FINMECCANICA POTREBBE AFFONDARLO DEFINITIVAMENTE…

Ferruccio Sansa per il "Fatto quotidiano"

Il "Lazzaro" della politica. Lo hanno soprannominato così nella sua Liguria, adesso che la sua stella è in declino e ci si può permettere di contrastarlo. E chissà se a Claudio Scajola riuscirà di risorgere ancora dopo la terza inchiesta che lo tocca in un paio di anni.
Un brutto colpo davvero: indagato per corruzione internazionale nell'infinito scandalo Finmeccanica. Da appena tre settimane "u ministru", come continua a chiamarlo qualcuno a Imperia, si era affacciato ancora una volta sulla scena.

Quella più protetta della Liguria, tanto per cominciare, in attesa, chissà, di tentare poi il salto verso Roma. Ma l'aria è cambiata : il Pdl, o quello che ne resta, in Liguria è diviso. C'è addirittura chi, come Eugenio Minasso, osa porre in discussione la leadership del Grande Capo. Nella Capitale non va meglio: Silvio Berlusconi l'ha già fatto capire, le candidature al Parlamento di personaggi "scottati" come Roberto Formigoni e, appunto, Scajola non saranno gradite.

E poi... poi le esternazioni di Guido Crosetto (Pdl) che addirittura dice: "Niente Fiorito e niente Scajola", mettendo vicino un consigliere regionale del Lazio e l'ex ministro, che una volta trattava da pari i grandi del mondo. Sì, Scajola è stato uno degli uomini più potenti d'Italia. Uno dei consiglieri più seguiti dal Cavaliere. Passato remoto. Certo, per i grandi navigatori le tempeste vanno messe in conto, "ma quando la nave fa acqua da tutte le parti non resta che il naufragio", racconta un (ex) amico, uno che ai congressi del Pdl gli sedeva a poche sedie.

È dura la politica: oggi c'è perfino chi ricorda l'arresto di Scajola nel lontano 1983, come sindaco di Imperia, per una storia di tangenti. Ma il "Lazzaro" della politica fu assolto da ogni addebito e tornò sulla scena. Ancora sindaco, in quella città in cui pochi per anni hanno osato metterlo in discussione. Poi il grande balzo sulla scena nazionale. Diventa ministro dell'Interno nel 2001, in tempo per seguire il G8. Ma ne esce indenne.

I guai arrivano un anno dopo, nel 2002. Perché Scajola è davvero uno strano miscuglio umano: scaltro come pochi, ma terribilmente irruente. Pesa le parole, le virgole, come insegna il suo passato democristiano e poi gli scappa di definire Marco Biagi, ucciso dalle Br, un "rompicoglioni". Risultato: dimissioni. Ma lui, appunto, risorge. Il Purgatorio della politica italiana dura poco: nell'agosto 2003 rieccolo nel Governo del Cavaliere. E di nuovo nel 2008, dopo la parentesi di Prodi.

Questa volta, però, ci si mettono di mezzo i magistrati. E ancora quella dannata irruenza. Scoppia lo scandalo della Cricca, esce fuori la casa vista Colosseo. La Finanza lo accusa: è stata comprata con 80 assegni circolari in nero (per un totale di 900mila euro) provenienti da Diego Anemone che si sarebbero aggiunti ai 600mila pagati in chiaro dal ministro. Scoppia lo scandalo. Scajola alla fine cede e deve dimettersi. Ma più delle accuse nella memoria resta la sua difesa, quella frase dal sen fuggita: "A mia insaputa", diventata proverbio.

Una botta durissima. Ma lui reagisce. Aspetta che le acque si calmino e nel 2010 ritorna. Nasce la fondazione Cristoforo Colombo che raccoglie oltre sessanta parlamentari. Scajola pesa ancora. Eccome. Ma non passano due mesi ed ecco la seconda tegola giudiziaria: indagato, con il costruttore Francesco Bellavista Caltagirone (un patriota Alitalia) per associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta per il porto di Imperia, un'opera fortissimamente voluta da Scajola, che vide il costo previsto di 80milioni moltiplicato quasi per tre. Un'inchiesta che, se possibile, gli dà più dolore della casa al Colosseo: qui lo toccano nella sua Imperia. Ed ecco organizzata, davanti allo stesso molo della discordia, una manifestazione di sostegno all'illustre indagato. Parlano in tanti. Foto da conservare: parlamentari e sindaci che oggi magari si sono dileguati.

Scajola abbassa di nuovo la testa. Intanto, però, lavora al ritorno. Nei giorni dell'agonia del Governo Berlusconi qualcuno fa il suo nome come possibile ministro in un rimpasto d'emergenza. Ma la sorte pare aver voltato le spalle a "u ministru". Il Cavaliere affonda. L'idillio tra i due è sfumato. Pesa qualche colpo d'ala di Scajola, qualche suo accenno di dissenso.

Fino a ieri, a Finmeccanica. Ora esprime "Meraviglia, amarezza e rabbia". Dice a SkyTg24: "Di essere indagato l'ho saputo questa mattina leggendo un'Ansa. Poi all'una ho avuto la consegna dell'avviso di garanzia per concorso in corruzione internazionale. Ma non c'è scritto il merito, per questo ho chiesto di essere ascoltato: ho tutto l'interesse di collaborare con le indagini".

Dice anche di non avere "conoscenza diretta" delle persone che lo accusano. Conclude più da statista che da indagato: "Finmeccanica fa gola a molti Paesi, mi preoccupa la tendenza alla vendita di alcuni asset". Stavolta però Scajola non può dimettersi, perché non è più ministro. È solo deputato, e anche quella poltrona pare piuttosto malferma.

 

 

claudio scajola CLAUDIO SCAJOLA CON MASSIMO NICOLUCCICLAUDIO SCAJOLACLAUDIO SCAJOLA DURANTE UN COMIZIO AL PORTO DI IMPERIASCAJOLASILVIO BERLUSCONI CLAUDIO SCAJOLA CLAUDIO SCAJOLA

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO