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CARROCCIO CATORCIO! - SALVINI È LA MINA VAGANTE ALL'INTERNO DEL GOVERNO - LA LEGA È IN SUBBUGLIO: DA TEMPO, SALVINI DEVE FARE I CONTI CON LE CORRENTI INTERNE E CON IL TRACOLLO DEI CONSENSI - DA UN LATO, È MINACCIATO DA ZAIA. DALL'ALTRO, DAL GENERALE VANNACCI CON LE "SUE" 160 SEZIONI DEL MOVIMENTO "IL MONDO AL CONTRARIO" - SALVINI TEME CHE SUOI I PARLAMENTARI SCAPPINO VERSO ALTRI LIDI - I MALUMORI INTERNI NEI CONFRONTI DI GIORGETTI (CHE VIENE CHIAMATO "GIANCARLO FINI", PER DARGLI DEL TRADITORE). ADDIRITTURA, DOPO L'ULTIMA FINANZIARIA, IL LEGHISTA BORGHI HA DICHIARATO LO HA DEFINITO "UN TECNICO..."

Estratto dell'articolo di Simone Alliva per “Domani”

 

LUCA ZAIA - ALBERTO STEFANI - MATTEO SALVINI

[...] Ma Salvini non affonda solo da ministro. La sua Lega è in subbuglio: tra correnti interne e consensi che scivolano, il leader deve fare i conti con un partito sempre più nervoso. La sua capacità di comandare è messa in discussione. C’è un sentimento di panico che corre su via Bellerio, da mesi ci si chiede se la guerra la vincerà Luca Zaia o il capitano.

 

Galvanizzato dagli odi e dalle trame, il vicesegretario Roberto Vannacci, mentre marca le distanze da Zaia, guarda oltre: alle 160 sezioni locali del suo movimento «Il mondo al contrario». È una guerra che non si placa. Fa un baccano tremendo. L’inizio di una resa dei conti all’orizzonte, e per capirla bene bisogna partire da chi è stato messo da subito all’angolo.

MATTEO SALVINI - LUCA ZAIA - FOTO LAPRESSE

 

Il “responsabile” Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze, dai salviniani battezzato «Giancarlo Fini», quindi il traditore di Salvini e della Lega. Silenzioso, riflessivo, esperto di nomine e bilanci. Con Salvini naviga su un’altra rotta: niente Papeete, rubli, rosari. L’idea di una Lega che resta al governo con disciplina.

 

Per questo scaricato dalla Lega stessa dopo l’ultima legge di bilancio. «È un tecnico», ha sentenziato il senatore Claudio Borghi, fuori tempo dunque dentro la Lega dei nuovi contendenti.

 

MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE

Il generale Vannacci, fino a poche settimane fa, lo si sarebbe raccontato come “portatore di un pacco di voti non indifferente”. Dopo che nella sua Toscana ha raccolto meno del 17 per cento, l’insofferenza del partito nei suoi confronti tocca vette altissime. Restano comunque una truppa di fedeli dentro il parlamento. I deputati Edoardo Ziello, Elisa Montemagni, Andrea Barabotti, Rossano Sasso, Domenico Furgiuele. Al senato gravitano intorno al “mondo al contrario”: Claudio Borghi, Manfredi Potenti. Mentre subisce il fascino di Luca Toccalini, segretario della Lega giovani.

 

I voti reali sono quelli che può vantare Luca Zaia, l’ex Doge che raccoglie intorno alla sua figura nomi che pesano e formano quello che è stato battezzato come il “Partito del Nord”, tra questi: il presidente della Lombardia Attilio Fontana, il presidente del Friuli-Venezia Giulia, Maurizio Fugatti presidente del Trento. [...]

 

Matteo Salvini e Luca Zaia

Della Lega di Salvini Premier rimane una fortezza. In questi mesi torbidi, il Capitano resta a galla con «la paura di essere tradito», spiegano. Dunque via a disegnare una geografia di trame con i fedelissimi che rimangono: i vice Claudio Durigon e Silvia Sardone, il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, la deputata Laura Ravetto. Ci sarebbe anche Susanna Ceccardi, europarlamentare di peso e storica dirigente toscana del partito.

 

MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE

Ma ancora nera di rabbia dopo essere stata marginalizzata da Roberto Vannacci in Toscana. Da settembre, dopo un scontro verbale senza precedenti tra lei e il Capitano, tra i due non scorre buon sangue. Lei si era sfogata contro Vannacci che «crea disagio e imbarazzo nel partito», Salvini le aveva risposto per le rime, chiedendo di smetterla con «le polemiche».

 

Nervoso e ossessionato dal successo degli alleati, tra Giorgia Meloni che brilla di luce propria e Forza Italia che scala la Lega nei sondaggi, il Capitano teme le imboscate dei suoi. Ha paura di un’emorragia di parlamentari stanchi di star lì a premere il pulsante. Qualcuno se ne è già andato, Davide Bellomo tra le braccia di Tajani a inizio dello scorso anno. [...]

 

MATTEO SALVINI E ROBERTO VANNACCI - PONTIDA 2025

Tutti segnali che Meloni raccoglie con timore, quello che l’alleato così fragile e sempre più litigioso nella maggioranza, rischi di diventare una mina vagante sotto i piedi del potere, pronta a esplodere a ogni passo.

GIORGIA MELONI - MATTEO SALVINI - CAMERA DEI DEPUTATI - FOTO LAPRESSE

salvini vannacciROBERTO VANNACCI RICEVE LA TESSERA DELLA LEGA DA MATTEO SALVINIsalvini vannacci pontida 2025

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