MA QUANTO ROSICANO I LEGHISTI PER L’ADDIO DI VANNACCI! - LA LEGA LAVORA A UNA PROPOSTA DI LEGGE PER MODIFICARE L'ARTICOLO 67 DELLA COSTITUZIONE ED EVITARE I CAMBI DI CASACCA (DAL 2022, CI SONO STATI 59 CAMBI DI CASACCA) - SALVINI PUNTA A INTRODURRE IL VINCOLO DI MANDATO IN COSTITUZIONE: “I MEMBRI DEL PARLAMENTO CHE, ALL'INIZIO DEL MANDATO O NEL CORSO DELLA LEGISLATURA, ADERISCONO AD UN GRUPPO PARLAMENTARE CHE RAPPRESENTA UN PARTITO O MOVIMENTO DIVERSO DA QUELLO A CUI APPARTENEVANO AL MOMENTO DELL'ELEZIONE DECADONO DAL MANDATO PARLAMENTARE" – CI HANNO GIA’ PROVATO, SENZA RISULTATO, SILVIO BERLUSCONI E BEPPE GRILLO…
PROPOSTA DI LEGGE DELLA LEGA, BASTA CAMBI DI CASACCA IN PARLAMENTO
ROBERTO VANNACCI RICEVE LA TESSERA DELLA LEGA DA MATTEO SALVINI
(ANSA) - ROMA, 07 FEB - La Lega ha preparato una proposta di legge "per modificare l'articolo 67 della Costituzione. L'obiettivo è evitare i cambi di casacca, che nell'ultima legislatura sono stati quasi 300". Lo comunica il partito di Matteo Salvini che propone in sostanza di introdurre il vincolo di mandato in Costituzione. Nella riformulazione proposta dalla Lega, spiega una nota, l'articolo 67 cambierebbe così: "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni con vincolo di mandato. I membri del Parlamento che, all'inizio del mandato o nel corso della legislatura, aderiscono ad un gruppo parlamentare che rappresenta un partito o movimento politico diverso da quello a cui appartenevano al momento dell'elezione decadono dal mandato parlamentare"
IL GENERALE ROBERTO VANNACCI CONTRO MATTEO SALVINI - IMMAGINE CREATA CON GROK
BERLUSCONI GRILLO ORA SALVINI QUANDO I LEADER INVOCANO IL «VINCOLO DI MANDATO»
Estratto dell’articolo di Roberto Gressi per il “Corriere della Sera”
Va bene, ci risiamo. Roberto Vannacci molla Matteo Salvini, ma il posto al Parlamento europeo se lo tiene. […] Non è il primo, probabilmente non sarà l’ultimo, in una legislatura, la XIX, che ha già visto, dal 2022, 59 cambi di casacca (dati aprile 2025). Che poi uno dice: accidenti, così tanti. Macché, bazzecole, quisquilie, pinzillacchere. La volta precedente hanno cambiato partito in 464, il record se lo tiene la XVIII legislatura, quando si arrivò a 569. Tutte le volte, quello a cui tocca, si «ingrugna».
IL GENERALE ROBERTO VANNACCI CONTRO MATTEO SALVINI - IMMAGINE CREATA CON GROK
È il turno di Salvini di farsi girare le scatole, un po’ vai a dargli torto, un po’ chi è causa del suo mal pianga sé stesso. E ora dice: «Sarebbe ora di cambiare l’articolo 67 della Costituzione, che dice che i parlamentari non hanno vincolo di mandato. Cambi idea? Vannacci cambia idea perché si rende conto che si trova a disagio? Ti dimetti dal posto in Parlamento».
Non sarà il solo a sbatterci la faccia, ci hanno già provato inutilmente, nel recente passato, tra gli altri, sia Silvio Berlusconi che Beppe Grillo. Eccolo l’articolo 67: «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato». La ragione della norma ha una solidità difficile da scalfire: gli eletti dal popolo rispondono di fronte all’intero Paese, e non sono dei galoppini di partito.
matteo salvini bacia roberto vannacci creato con ia
Tanto più in una situazione in cui le forze politiche di massa si sono in gran parte trasformate in realtà in cui il leader ha un grande e pressoché incontrastato potere. Insomma, deputati e senatori non possono essere trasformati in marionette che votano a comando.
Non è un caso se in Europa ci sia solo il Portogallo ad avere una forma di restrizione, in genere tutte le democrazie rappresentative lo rifiutano. Certo, un problema resta. Anche perché capita che il cambio di casacca sia dettato più dall’ interesse personale, prima di tutto la possibilità di rielezione, che da motivi di principio. Succede anche, rara avis , che qualcuno si dimetta. Ma anche lì, almeno in prima battuta, la Camera di appartenenza respinge le dimissioni, proprio per evitare che siano dettate da patti occulti, contrari appunto alla Costituzione.
Difficile uscirne, perché il principio costituzionale in sé è giustamente intangibile.
[…] Marta Fascina presentò una proposta per vincolare gli eletti al partito e al programma. Luigi Di Maio, ligio controllore della linea del Movimento, fu l’artefice della scissione più grande subita dai Cinque Stelle. Matteo Renzi si portò via una bella fetta di eletti del Pd quando fondò Italia viva, e successivamente combatté all’arma bianca (spuntandola) contro Azione di Carlo Calenda. Va da sé poi che, quando il cambio di casacca non ti danneggia, ma invece ti favorisce, quelli che normalmente si indignano, stavolta fischiettano. […]
ROBERTO VANNACCI MATTEO SALVINI
roberto vannacci e matteo salvini cantano generale a pontida 5