“LO STOP A SCHENGEN È DETTATO DA PREGIUDIZI, DISINFORMAZIONE E IGNORANZA” – LA FURIA ROSSA DI PEDRO SANCHEZ CONTRO L’ITALIA: “LA MAGGIOR PARTE DEI GOVERNI CI HA MOSTRATO SOSTEGNO E SOLIDARIETÀ E ASSISTENZA. ALTRI, INVECE, HANNO SCELTO DI ATTACCARCI E CHIEDERE L’ESCLUSIONE DALL’AREA SCHENGEN. UN SIMILE ATTEGGIAMENTO NON SOLO È CONTRARIO AL DIRITTO EUROPEO, AL DIRITTO UMANITARIO E AI PRINCIPI DI SOLIDARIETÀ CHE CI UNISCONO, MA ANCHE AGLI INTERESSI A LUNGO TERMINE DELL'EUROPA E AL PIÙ ELEMENTARE BUONSENSO". MA NON CITA MAI GIORGIA MELONI NÉ IL NOSTRO PAESE...
Sanchez, 'stop a Schengen dettato da ignoranza o interessi politici'
pedro sanchez giorgia meloni conferenza per la ricostruzione in ucraina foto lapresse
(ANSA) - Nella lettera inviata a Bruxelles, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha definito "piuttosto asimmetrica" la reazione Ue sulla crisi a Ceuta. "La maggior parte" dei governi "ci ha mostrato sostegno e solidarietà, offrendo assistenza", scrive.
"Altri, invece, hanno scelto di attaccare la Spagna e di chiedere l'esclusione temporanea dall'area Schengen. Un simile atteggiamento - dettato da pregiudizi, disinformazione, ignoranza o interessi politici - non solo è contrario al diritto europeo, al diritto umanitario e ai principi di solidarietà che ci uniscono, ma anche "agli interessi a lungo termine dell'Europa e al più elementare buonsenso", aggiunge in riferimento alla decisione di Roma senza tuttavia citare l'Italia.
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Nella lettera inviata al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen e alla presidenza irlandese del Consiglio Ue, Sanchez ricorda che 50.000 migranti sono entrati a Ceuta in maniera irregolare e inaspettata all'inizio della settimana e che "in meno di 48 ore" il governo spagnolo "è riuscito a ripristinare completamente il controllo della frontiera" dell'exclave in Marocco, ha fornito "un'ampia assistenza umanitaria", ha rimpatriato "praticamente tutti i migranti entrati irregolarmente" e ha impedito "qualsiasi spostamento non autorizzato verso l'Europa continentale".
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"Tutto ciò è stato realizzato in coordinamento con le autorità marocchine e con un supporto minimo da parte di altri Stati europei", scrive il premier.
Madrid, 'lo stop a Schengen un'azione imperdonabile'
(ANSA) - Lo stop a Schengen è "un'azione imperdonabile". Lo afferma il ministro degli Esteri spagnolo, Fernando Grande Marlaska, in conferenza stampa a Ceuta, riferendosi alla lettera inviata oggi da Pedro Sanchez a Bruxelles, in cui il premier chiede una riunione dei ministri dell'Interno dei Ventisette, criticando lo stop a Schengen annunciato dall'Italia per l'arrivo in massa di migranti nell'exclave spagnola in Marocco.
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"E' vero che la maggior parte dei Paesi dell'Ue ha manifestato il suo sostegno alla Spagna in una situazione difficile, complessa, che abbiamo invertito in un breve lasso di tempo. Ma ci sono altri Paesi che hanno manifestato un'atteggiamento assolutamente egoista, insolidale, poco responsabile", ha detto il ministro.
Sanchez scrive a Bruxelles per riunione urgente dei ministri Interni
(ANSA) - II presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, ha inviato oggi una lettera alle istituzioni europee per esprimere "seria preoccupazione riguardo alla recente reazione che alcuni governi europei hanno mostrato" rispetto ala crisi migratoria di Ceuta.
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Nella lettera, visionata dall'ANSA, Sanchez sollecita la convocazione di una riunione urgente dei ministri degli Interni dei Ventisette, per "stabilire una risposta comune" e "riaffermare che la sicurezza dei nostri confini esterni è una responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri, e non solo di quelli sulla prima linea dell'Unione", si legge.
Nella lettera inviata al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen e alla presidenza irlandese del Consiglio Ue, Sanchez ricorda che 50.000 migranti sono entrati a Ceuta in maniera irregolare e inaspettata all'inizio della settimana e che "in meno di 48 ore" il governo spagnolo "è riuscito a ripristinare completamente il controllo della frontiera" dell'exclave in Marocco, ha fornito "un'ampia assistenza umanitaria", ha rimpatriato "praticamente tutti i migranti entrati irregolarmente" e ha impedito "qualsiasi spostamento non autorizzato verso l'Europa continentale".
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"Tutto ciò è stato realizzato in coordinamento con le autorità marocchine e con un supporto minimo da parte di altri Stati europei", scrive il premier.
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