LA LOTTA ALL’EVASIONE SERVE SOLO PER TAPPARE I BUCHI DI BILANCIO – COL NOSTRO DEBITO PUBBLICO LE TASSE NON POTRANNO CHE AUMENTARE…

Roberto Petrini per "La Repubblica"

Ottanta miliardi di promesse. Che sono state regolarmente disattese. La "formula magica" che consentirebbe di abbassare le tasse ricorrendo alle risorse provenienti dall'evasione fiscale si ripresenta regolarmente nella storia recente del Paese. Appare e poi scompare. Crea aspettative e poi le delude.

Sul fronte della lotta all'evasione ci sono gli uomini dell'Agenzia delle Entrate che anno dopo anno snocciolano le cifre del "raccolto" frutto del contrasto agli evasori. Quanto nel 2011? Circa 12,7 miliardi. Nel 2012 una cifra analoga: 12,5 miliardi. Quest'anno, come ha confermato il direttore dell'Agenzia Attilio Befera, facendo i conti, in cassa ci sono 12-13 miliardi. Il dibattito politico, raccoglie, trasforma l'incasso in "tesoretto" e lo utilizza per ipotizzare diminuzioni di tasse.

Anche il premier Enrico Letta, di cui tuttavia non si hanno ancora le prove se rispetterà o meno l'impegno, ha detto martedì, in visita all'Agenzia delle Entrate, che con il gettito dell'evasione si ridurranno le tasse. Tuttavia, qualora la promessa fosse mantenuta, riguarderebbe il prossimo anno perché i 12-13 miliardi di cui parla Befera sono stati già inglobati dal Bilancio dello Stato del 2013.

In realtà l'unica manovra di restituzione delle tasse avvenne nel 2000: il ministro delle Finanze Ottaviano Del Turco sostituì Visco nel governo Amato e distribuì un bonus di 150 mila lire a testa (77,4 euro), si limarono gli scaglioni ed eliminò l'Irpef dalla prima casa. Non c'erano particolari risorse dovute alla lotta all'evasione fiscale, ma il 2001 era un anno elettorale.

Successivamente la prassi fu quella, storicamente consolidata, di usare la voce "lotta all'evasione" per mettere una toppa al bilancio dello Stato: quando le coperture non erano sufficienti si ricorreva al gettito dell'evasione che, come ha dimostrato la Corte dei Conti, si rivelava regolarmente sovrastimato.

Solo nella Finanziaria 2011, paradossalmente sotto il governo Berlusconi-Tremonti, fu approvato un emendamento del Pd, a firma di Morando-Rossi, che ribaltava la vecchia prassi: diceva in sostanza che il bilancio dell'evasione andava fatto a consuntivo, cioè una volta che i soldi erano al sicuro in cassa, e che a quel punto l'extragettito doveva essere destinato alla riduzione delle tasse sul lavoro e sulle imprese.

Una delle tante leggi dello Stato disattese, perché da allora, in un modo o nell'altro, la lotta all'evasione è diventata una priorità dei governi e i risultati parlano negli ultimi tre anni di circa 38 miliardi recuperati. Nessuno di questi è tornato nelle tasche dei contribuenti onesti. Perché il bilancio dello Stato non ha margini, perché siamo costantemente costretti a rispettare le regole europee e perché l'operazione di taglio delle spese correnti non va avanti.

Tentare di rispettare, in queste condizioni, il meccanismo Morando-Rossi, è un'impresa difficile. Come risultano giuste ma di complessa risoluzione le richieste di sindacati e Confindustria di ridurre il cuneo fiscale: si tratterebbe di un'ottima occasione per mettere in azione quella norma, ma è obbligatorio in prima battuta uniformarsi ai dettati del pareggio di bilancio imposto dal Fiscal compact.

Non c'è dunque alternativa se non quella di rilanciare la spending review, sempre che non si vogliano percorrere strade "creative" come quella che propone il capogruppo del Pdl alla Camera Brunetta della rivalutazione delle quote che gli istituti di credito detengono in Bankitalia. Oppure quella, più fattibile, ma una tantum, di utilizzare il maggior gettito Iva derivante dall'accelerazione dei pagamenti dei debiti dello Stato alle imprese. Risorse che comunque avrebbero già come destinazione la copertura del mancato aumento dell'Iva e del taglio dell'Imu.

 

evasione fiscaleEVASIONE FISCALE EVASIONE FISCALEEvasione FiscaleATTILIO BEFERALETTA, ALFANO, SACCOMANNIBerlusconi TremontiGIULIANO AMATO GIULIO TREMONTI - Copyright Pizzi

Ultimi Dagoreport

matteo piantedosi claudia conte

TUTTE LE DOMANDE SUL CASO CONTE-PIANTEDOSI – PERCHÉ CLAUDIA CONTE, CHE SOSTIENE DI ESSERE UNA “PERSONA MOLTO RISERVATA”, HA DECISO DI ROMPERE GLI INDUGI E DICHIARARE AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO PROPRIO ADESSO? LA GIORNALISTA E “PRODUCER” DEI SUOI AFFARI SI È RESA CONTO DI AVER MESSO IN DIFFICOLTÀ IL PREFETTO IRPINO, E PURE SE STESSA (I SUOI INCARICHI PASSATI E FUTURI SARANNO PASSATI AL SETACCIO) – CON TUTTI I GIORNALISTI CHE CONOSCE, PERCHÉ CLAUDIA CONTE SI È FATTA INTERVISTARE DAL “FRATELLINO D’ITALIA” MARCO GAETANI, CONCORDANDO PRIMA LA DOMANDA SU PIANTEDOSI? IL BOCCOLUTO CONDUTTORE DI RADIO ATREJU SI È ACCORTO CHE LA NOTIZIA SAREBBE STATA UNA BOMBA SU PALAZZO CHIGI? – INFINE, LA DOMANDA DELLE DOMANDE: QUAL È L’OBIETTIVO DEL “COMING OUT”? C’È UN INTERESSE SINGOLO O MULTIPLO? E DI CHI? È DI CONTE E PIANTEDOSI INSIEME? DELLA SOLA EX "RAGAZZA CINEMA OK"? OPPURE LA NOTIZIA INTERESSA ANCHE QUALCUN ALTRO, CON CONSEGUENZE POTENZIALMENTE FATALI PER IL GOVERNO?

parolin papa leone xiv prevost pena parra barbara jatta franceaca francesca immacolata chaouqui

DAGOREPORT - GRRRRR! LA ZAMPATA DI PAPA LEONE: IN SOFFITTA L’ERA BERGOGLIO, PIENI POTERI A PAROLIN - PREVOST HA RESTITUITO IL FAVORE DELLA SUA ELEZIONE AL TRONO DI PIETRO CONCEDENDO, FINALMENTE IL GOVERNO DELLA CHIESA A PIETRO PAROLIN - PER 13 ANNI IL SEGRETARIO DI STATO E' STATO INFATTI IGNORATO E UMILIATO, PREFERENDO IL PAPA ARGENTINO FARSI RIMBAMBIRE DAL DISCUSSO EDGAR PEÑA PARRA, UNA SORTA DI RASPUTIN NELLE STANZE DI SANTA MARTA - COME NUOVO SOSTITUTO AGLI AFFARI GENERALI DELLA SEGRETERIA DI STATO ARRIVA PAOLO RUDELLI, MENTRE PEÑA PARRA VIENE ACCANTONATO COME NUNZIO IN ITALIA MA PARE CHE DURERÀ POCO: IL SUO NOME È DESTINATO A RIENTRARE NELLE CARTE DEL PROCESSO BECCIU - CON PAROLIN LA CURIA TORNA AD ESSERE UN'ISTITUZIONE CATTOLICA. E FORSE PER QUESTO C’È GRANDE AGITAZIONE TRA “LE CARDINALESSE” DELL'ERA BERGOGLIO, PRIVE DELLO SCUDO  DELLO SCUDO DI PEÑA PARRA: SUOR RAFFAELLA PETRINI, PRESIDENTE DEL GOVERNATORATO VATICANO; BARBARA JATTA, DIRETTRICE DEI MUSEI VATICANI; L’AVVOCATO CANONICO LAURA SGRÒ, PALADINA DI CAUSE MOLTO MEDIATIZZATE E FRANCESCA IMMACOLATA (SI FA PER DIRE) CHAOUQUI...

matteo piantedosi claudia conte

FLASH – FERMI TUTTI: MATTEO PIANTEDOSI E CLAUDIA CONTE SI CONOSCEVANO GIÀ PRIMA CHE IL PREFETTO IRPINO DIVENTASSE MINISTRO! IL 16 DICEMBRE 2021, PIANTEDOSI PARTECIPÒ ALLA PRESENTAZIONE DEL ROMANZO DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, “LA LEGGE DEL CUORE”. UN EVENTO PATROCINATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA, ALLORA GUIDATO DA “SU-DARIO” FRANCESCHINI – GLI “ADDETTI AI LIVORI” “DATANO” L’INIZIO DELLA RELAZIONE TRA I DUE AL 2023, QUANDO CLAUDIA CONTE MODERÒ UN CONVEGNO SULL'EREDITÀ DI ALDO MORO AL SENATO, A CUI PARTECIPAVA IL MINISTRO DELL'INTERNO. AVEVANO INIZIATO A FREQUENTARSI PRIMA?

claudia conte

DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA LIASON TRA IL MINISTRO DEGLI INTERNI MATTEO PIANTEDOSI E LA CURVACEA CLAUDIA CONTE? - SAPETE CHI E' STATO AD INTERVISTARLA? NIENTEMENO CHE IL SOCIAL MEDIA STRATEGIST DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA, MARCO GAETANI, UN BOCCOLUTO DONZELLIANO TENDENZA ARIANNA - BENE: SE TUTTO È STATO CUCINATO IN VIA DELLA SCROFA, PERCHÉ STENDERE IL TAPPETO ROSSO ALLA DICHIARAZIONE D'AMORE DELLA "PREZZEMOLONA" DEI PALAZZI ROMANI, METTENDO IN MUTANDE IL NUMERO UNO DEL VIMINALE? - PERCHE' LA SUA POLTRONA È DA ANNI RICHIESTA VIGOROSAMENTE INDIETRO DA MATTEO SALVINI, DI CUI PIANTEDOSI ERA ALL'EPOCA IL SUO FIDO CAPO DI GABINETTO, POI PASSATO SOTTO L'ALA DELLA MELONA ACCHIAPPATTUTTO? - VISTO CHE È IN VENA DI RIVELAZIONI, PERCHÉ CLAUDIA CONTE NON CI DICE DA QUANTO TEMPO VA AVANTI LA SUA AFFETTUOSA AMICIZIA CON IL MINISTRO DELL'INTERNO? ''TRE ANNI DI PIANTEDOSI'', COME QUALCHE "ADDETTO AI LIVORI" SUSSURRA? PERCHÉ - MA GUARDA TU IL CASO! - È PROPRIO DA TRE ANNI CHE LA STELLA DI CLAUDIA HA INIZIATO A SBRILLUCCICARE NEI CIELI TRICOLORI - VIDEO

donald trump roberto cingolani

FLASH! – L’INCAZZATURA DI MELONI CON ROBERTO CINGOLANI? FOLLOW THE MONEY! L’IRRITAZIONE DELLA PREMIER CON L’AD DI LEONARDO NON SI DEVE A QUESTIONI POLITICHE O AL SOLO DESIDERIO DI FARE PIAZZA PULITA DOPO LA BATOSTA REFERENDARIA. LA “COLPA” DI CINGOLANI È DI AVER PROGETTATO IL SOFISTICATISSIMO SCUDO ANTI-MISSILE “MICHELANGELO DOME”. DAGLI STATI UNITI SI ASPETTAVANO CHE L’ITALIA, COME LA GERMANIA, RICORRESSE AL COLLAUDATO SISTEMA ISRAELO-AMERICANO “IRON DOME”, A CUI IL PROGETTO ITALIANO FAREBBE UNA BELLA CONCORRENZA…