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IL M5s HA PERSO L’X-FATTORI (ELENA) – “VENGO LASCIATA DAL MOVIMENTO. E’ MOLTO DIVERSO DA QUELLO IN CUI SONO CRESCIUTA”, LA SENATRICE ANDRÀ NEL GRUPPO MISTO MA CONTINUERÀ AD APPOGGIARE IL GOVERNO. DIETRO LA SUA SCELTA IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE, CHE NON SI È ANCORA CONCLUSO, E L’ISOLAMENTO IN CUI SAREBBE STATA MESSA DA UN ANNO A QUESTA PARTE

Valentina Santarpia per corriere.it

 

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La notizia era nell’aria da qualche giorno, ma adesso arriva l’ufficializzazione: Elena Fattori, senatrice, lascia il Movimento 5 Stelle anche se continuerà ad appoggiare il governo. Anzi, come scrive lei oggi sul suo blog, non lascia, ma «sono stata lasciata», «il capitano mi ha lasciato senza pane e acqua». La scelta di passare al Gruppo Misto non è improvvisata ma lungamente meditata: «Sono stata isolata -lamenta Fattori- perfino sul territorio che mi ha dato mandato per portare avanti un programma che di certo non abbandono». Il dissapore con i big del Movimento prende vita un anno fa, quando «senza peraltro nessuno che me lo abbia comunicato ufficialmente», la senatrice finisce sotto procedimento disciplinare per non aver votato il decreto sicurezza e aver spesso espresso critiche nei confronti delle scelte dei vertici.

 

A distanza di un anno, la vicenda non è ancora conclusa: «Un mese fa dunque ho pensato di sollecitare affinché questa storia venisse conclusa tramite una lettera inviata ai Probiviri, al capogruppo entrante e a quello uscente, con la preghiera di ridarmi quella possibilità di lavorare che mi è stata sottratta in questi mesi. Non ho ottenuto alcuna risposta». Ma l’isolamento di cui si è sentita vittima la senatrice si è tradotto anche in un atteggiamento di indifferenza, secondo quanto lei stessa racconta, anche nei confronti delle sue proposte politiche.

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«Nessuna risposta ho mai ottenuto ai miei appelli sui provvedimenti ai quali ero maggiormente sensibile come i decreti Sicurezza, passati in maniera indefessa salvo poi essere ammendati dal Presidente della Repubblica con le stesse motivazioni e perplessità da me espresse mesi prima. Non un emendamento, non un atto (sono la prima firmataria del disegno di legge sulle Agromafie della commissione Caselli) sono stati avallati dalla dirigenza 5 stelle».

 

L’esclusione sul territorio

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L’amarezza di Fattori deriva anche da un terzo, ultimo ma non meno importante aspetto, ovvero la sensazione di non essere valutata e considerata per i consensi ottenuti: «Sebbene sia stata la seconda più votata a livello nazionale alle parlamentarie Senato in termini di voti ricevuti», ricorda, «non ho potuto partecipare alle iniziative locali per la campagna elezioni europee ed amministrative.

 

Per non parlare della esclusione a riunioni dei parlamentari laziali svolte prima con il sindaco Virginia Raggi sulla questione rifiuti, che direttamente mi riguarda considerati i siti presi in considerazione nel mio territorio, e successivamente con il vice ministro Cancelleri sulla autostrada Roma-Latina». Una «esclusione» da «percorsi decisionali su temi delicati riguardanti il collegio» che rappresenta, che l’avrebbe delegittimata, impedendole «di esercitare il ruolo di portavoce in maniera incisiva».

 

Il M5S? «Molto diverso da quello in cui sono cresciuta»

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Ma cosa è cambiato? Secondo Fattori, «l’involuzione del Movimento 5 stelle di oggi, molto diverso da quello che conoscevo e nel quale sono cresciuta, è fatto di deroghe ai principi originari e di assenza di condivisione». La sua analisi è che «il potere evidentemente cambia e snatura le persone che non hanno lo spessore per affrontarlo col giusto distacco e con in mente una visione e degli obiettivi».

 

Ma poiché lei ha «aderito al Movimento 5 stelle per i suoi valori di partecipazione, attenzione all’ambiente, al territorio, alla giustizia sociale e perché predicava la politica come servizio e non come carriera» adesso decide di essere la «portavoce -assicura in conclusione Fattori- di chi crede ancora in questi valori al di là delle bandiere».

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