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MACRON, T’HANNO RIMASTO SOLO – OLTRE ALL’ITALIA DI GIORGIA MELONI, ANCHE LA POLONIA SI SFILA DALL’INVIO DI SOLDATI IN UCRAINA COME GARANZIE DI SICUREZZA DOPO UN EVENTUALE CESSATE IL FUOCO. VARSAVIA NON SI SBILANCIA PERCHÉ TEME DI ESSERE IL PROSSIMO PAESE INVASO DA PUTIN: I MILITARI È MEGLIO TENERLI IN CASA – LA GERMANIA DI MERZ PRENDE TEMPO, MA COSÌ LO SFORZO DEI “VOLENTEROSI” RISCHIA DI ESSERE VANO: SOLO FRANCIA E REGNO UNITO, DEI PAESI PIÙ IMPORTANTI, SONO DISPOSTI A INVIARE SOLDATI – PUTIN MINACCIA: “LE TRUPPE OCCIDENTALI DIVENTEREBBE BERSAGLIO PER LE FORZE RUSSE

EMMANUEL MACRON E VOLODYMYR ZELENSKY - VERTICE DEI VOLENTEROSI A PARIGI

PUTIN, TRUPPE OCCIDENTALI IN UCRAINA SAREBBERO UN BERSAGLIO

 (ANSA-AFP) - Il presidente russo, Vladimir Putin, parlando da Vladivostok ha detto che qualsiasi presenza di truppe occidentali in Ucraina diverrebbero bersagli per le forze russe.

 

UCRAINA: CREMLINO, RUSSIA NON PUÒ PERMETTERE TRUPPE NATO VICINO CONFINI

(LaPresse) - La Russia non può permettere alla Nato di schierare un contingente in Ucraina, vicino ai suoi confini, e farà tutto il necessario per garantire la propria sicurezza.

 

Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, come riporta l'agenzia di stampa russa Tass. Peskov ha affermato che Mosca considera la presenza di forze armate straniere e della Nato sul suolo ucraino, vicino ai suoi confini, un pericolo.

 

"Questo è un pericolo per noi, perché la Nato considera la Russia un nemico, come si evince dai loro documenti. Non possiamo permetterlo. E faremo tutto il necessario per garantire la nostra sicurezza", ha dichiarato a margine dell'East Economic Forum, aggiungendo che "è impossibile garantire la sicurezza di un Paese creando una minaccia per un altro" quindi "a nostro avviso, questo non contribuirà ad avvicinarci alla risoluzione del conflitto".

 

LE GARANZIE DEI 26 PAESI E IL RUOLO DELL’ITALIA: ECCO IL PIANO DEI VOLENTEROSI PER KIEV

Estratto dell’articolo di Francesco Munafò per www.lastampa.it

 

Garanzie di sicurezza a tre livelli, ventisei Paesi (su trentacinque) impegnati per mantenerle e un possibile coinvolgimento statunitense.

 

DONALD TRUMP - VLADIMIR PUTIN - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

Sono i primi dettagli del piano che i Volenterosi hanno messo a punto per Kiev quando la guerra sarà finita. A scendere nel merito […] è stata la presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen.

 

[…] "La prima e più solida linea di garanzie di sicurezza sono delle forze armate ucraine forti e senza restrizioni – ha detto -. Dobbiamo trasformare l'Ucraina in un porcospino d'acciaio, indigeribile per aggressori presenti e futuri”. Che significa scommettere sull’ammodernamento e sul buon equipaggiamento dell’esercito ucraino.

 

Esattamente come vuole il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che dopo l’incontro ha parlato di “linee di produzione di armi europee che devono operare a pieno regime per sostenere la resistenza ucraina”.

VERTICE DEI VOLENTEROSI ALL ELISEO A PARIGI CON VOLODYMYR ZELENSKY

 

[…] "Le nostre industrie della difesa stanno accelerando la cooperazione per rendere tutto ciò possibile” ha confermato Von Der Leyen. Che poi ha ribadito: “L’Europa continuerà ad addestrare i soldati ucraini”, in aggiunta ai 90mila già passati per l’allenamento europeo. "E ci siamo impegnati a fare di più” ha puntualizzato.

 

[…] C’è poi un secondo livello di garanzie, un contingente multinazionale che Von Der Leyen ha chiamato “forze di rassicurazione”. Verrà realizzato da ventisei Paesi, sarà dislocato nella parte occidentale dell’Ucraina e prevede il supporto Usa. E’ il punto più complesso del piano. Dopo un cessate il fuoco o un accordo di pace, i partner saranno “pronti a dispiegare forze a terra, in aria o in mare”.

ursula von der leyen volodymyr zelensky

 

Tra i Paesi che parteciperanno, come ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron, ci sarà anche l’Italia, insieme a Germania e Polonia. Ma “ognuno ha le sue modalità di contributo. Alcuni invieranno truppe sul territorio, altri metteranno a disposizione le loro basi Nato”.

 

Da Roma, per esempio, non dovrebbero partire truppe alla volta di Kiev, come aveva anticipato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Più probabile un supporto in termini di mezzi militari. L’indisponibilità all’invio dei soldati italiani è stata ribadita anche dalla premier Giorgia Meloni oggi durante il vertice.

 

EMMANUEL MACRON E VOLODYMYR ZELENSKY - VERTICE DEI VOLENTEROSI A PARIGI

[…] Meloni che ha invece nuovamente illustrato la proposta di un meccanismo difensivo di sicurezza collettiva ispirato all'articolo 5 del Trattato di Washington e, come spiega una nota di Palazzo Chigi, “ha confermato l'apertura a supportare un eventuale cessate il fuoco con iniziative di monitoraggio e formazione al di fuori dei confini ucraini”.

 

Anche la Polonia ha chiarito che “non prevediamo di inviare truppe in Ucraina, nemmeno dopo la fine della guerra – ha spiegato il primo ministro Donald Tusk -. Siamo responsabili della logistica".

 

La Germania, infine, attraverso una nota della cancelleria, ha dichiarato che “darà il proprio contributo e deciderà su un intervento militare a tempo debito, una volta chiarite le condizioni quadro”.

 

xi jinping putin kim jong-un e donald trump - vignetta by ellekappa

Al di là delle singole posizioni, queste forze di retrovia "dovrebbero contribuire a garantire una pace duratura e scoraggiare future aggressioni" ha aggiunto Von Der Leyen.

 

[…]  Infine c’è il terzo livello, che Von Der Leyen chiama “una postura di difesa forte e credibile”. Per raggiungerla c’è bisogno di “un incremento negli investimenti per la difesa. Perciò è una buona notizia che Safe, il nostro fondo per la difesa da 150 miliardi di euro, sia stato interamente sottoscritto, con la partecipazione di 19 stati membri. La maggior parte di essi non investirà solo nelle proprie basi industriali per la difesa, ma anche in quelle dell'Ucraina”.

 

KAROL NAWROCKI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Tutto resta condizionato alla cessazione delle ostilità, che le sanzioni, per Von Der Leyen, potrebbero favorire, “incentivando la Russia ad abbandonare il campo di battaglia per sedersi al tavolo dei negoziati”.

 

Anche perché, secondo la Coalizione riunitasi oggi a Parigi, il problema resta solo a Mosca, che esige “come precondizione a qualsiasi discussione di pace il ritiro dell'esercito ucraino – ha spiegato ancora Macron in conferenza stampa insieme a Zelensky - da un territorio più o meno equivalente a quello che è costato circa 250.000 morti e un milione di soldati fuori combattimento alla Russia”. Un'idea che per l’Eliseo è “immorale, illegale ed impossibile".

vladimir putin, xi jinping e kim jong un alla parata militare in piazza tienanmen a pechino foto lapresse

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