PRIMO MAGGIO, SU CORAGGIO! - A POCHE ORE DAL CONCERTONE DI PIAZZA SAN GIOVANNI I SINDACATI SNOBBANO LA RICHIESTA DI ALEMANNO DI 240MILA EURO PER I COSTI ORGANIZZATIVI - LUI MINACCIA LA CANCELLAZIONE, LORO FANNO SPALLUCCE, SANNO CHE CANCELLARE IL CONCERTONE, CON MOLTI GIOVANI IN ARRIVO DA TUTTA ITALIA, SI TRASFORMEREBBE IN UN PROBLEMA DI ORDINE PUBBLICO DIFFICILMENTE GESTIBILE. ALLA PEGGIO PIOVERÀ…

Jacopo Granzotto per "il Giornale"

Fanno gli gnorri, non rispondono e prendono tempo. A 24 ore dal Concertone di piazza San Giovanni i sindacati snobbano la richiesta del sindaco di pagare le spese. Lui minaccia la cancellazione, loro fanno spallucce, sanno che non succederà. Alla fine, come al solito, non tireranno fuori un euro, se non la tassa Siae. In questa città non si scrocca solo il mezzo pubblico. Il sindaco Alemanno chiede 240mila euro per i costi organizzativi?

La triplice si barrica dietro lo slogan dell'evento «patrimonio cittadino»,un concetto inconciliabile con certi affanni eurorecessivi ma ottimo per non sganciare.
Il presidente della commissione Bilancio, Federico Guidi prova a mobilitare le coscienze: «A tutt'oggi, alla richiesta del Gabinetto del sindaco di un impegno a pagare trasporti, pulizia della piazza e occupazione del suolo pubblico i sindacati non ci hanno neppure risposto. Teniamo conto che fino ad ora c'è solo l'autorizzazione al cantiere per montare il palco, ma non quella per il concerto».

In fondo che male c'è a pretendere quello che ottengono tutti gli altri sindaci italiani? Ufficialmente se entro questa mattina non ci sarà una risposta dei sindacati,secondo il Campidoglio l'autorizzazione all'utilizzo di piazza San Giovanni per il concerto non ci sarà. Poi però Guidi si tradisce: «Se i sindacati decidessero di non pagare i costi pubblici del Concertone farebbero un dispetto non al sindaco Alemanno ma a tutti i romani che sarebbero costretti ad accollarsi le spese dell'evento.

C'è un regolamento comunale che vale per tutti e non sono previste esenzioni per chi organizza un concerto privato per il quale, oltretutto, incamera risorse consistenti. Ho grande rispetto per il ruolo dei sindacati, proprio per questo credo che non vorranno passare per scrocconi ai danni dei romani incamerandosi i profitti del Concertone ma scaricando sulla collettività i costi pubblici dell'evento».

Quest'anno il Campidoglio agisce in modo preventivo e presenta una lista dei costi che porta a un totale di 240mila euro. Nel dettaglio: 18.370 euro all'Ama per il noleggio dei bagni chimici; 38.123 euro sempre all'Ama per la pulizia dell'area; 46.000 euro all'Atac per il potenziamento del trasporto pubblico; 117.000 euro per gli straordinari della Polizia municipale; 5.000 euro per l'occupazione del suolo pubblico; 19.000 euro per il servizio del 118.

«Solo i sindacati - aggiunge Marco Marsilio del Pdl- con arroganza e prepotenza, pretendono di esserne esentati a danno dei romani, nonostante il concerto del Primo Maggio sia diventato un evento commerciale, che incassa ingenti diritti televisivi da un'azienda pubblica come la Rai e risorse importanti dagli sponsor .

Qualora i sindacati non procedessero al pagamento di quanto dovuto e per evitare la beffa di un intervento della prefettura che, per ragioni di ordine pubblico motivate dall'arrivo a Roma di centinaia di migliaia di persone, potrebbe imporre la celebrazione del concerto, chiedo al sindaco Alemanno di procedere al sequestro di un cantiere illegale. Hanno idea Cgil, Cisl e Uil di quanti asili nido avremmo potuto costruire con i soldi finora non ricevuti dal 1991 ad oggi?».

Il braccio di ferro tra Alemanno e gli organizzatori del Concertone, i sindacati, va avanti da tempo. Nel 2010 il sindaco affermò «il principio che quando si fanno manifestazioni a Roma i costi di pulizia, servizi e interventi sanitari devono essere pagati dagli organizzatori». Parole al vento. Tanto Cgil, Cisl e Uil sanno bene che cancellare il concerto a poche ore dal primo maggio, con molti giovani in arrivo da tutta Italia, si trasformerebbe in un problema di ordine pubblico difficilmente gestibile.
Alla peggio pioverà.

 

GIANNI ALEMANNO SUSANNA CAMUSSO VERSIONE PLATINATAConcerto primo maggio romaconcerto primo maggio

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...