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PRIMARIE FATTE A MAGLIE - INCREDIBILE MA VERO, TRUMP FA SBROCCARE I REPUBBLICANI DE' NOANTRI: BERLUSCONI PRENDE LE DISTANZE (''E' UN MISTO DI SALVINI E GRILLO'') E FERRARA DEFINISCE ''SCEMENZE'' LE SUE FRASI ANTI-ABORTISTE. LUI CHE CI HA FATTO UN PARTITO

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

 

ferrara anti abortoferrara anti aborto

“Se l’aborto dovesse diventare illegale, una qualche forma di punizione per le donne che vi facciano ricorso dovrebbe essere trovata”. Poffarbacco e per Bacco Baccone, l’ha detta veramente grossa, ha detto addirittura che se una cosa diventa reato, chi dovesse continuare a farla commette un reato.

 

Non ci fosse, e non si fosse candidato, Donald Trump bisognerebbe inventarlo, stesso toupet rosa e linguaggio apparentemente candido e brutale, per le reazioni esilaranti che riesce a suscitare non tanto e non più negli States, dove ormai lo prendono molto sul serio e si tratta di guerra nessun colpo escluso, ma nel mondo occidentale, e segnatamente in Italia, dove per distrarsi dalle marachelle della Boschi e dal terrorismo che ci si mangia ma stiamo sereni, niente è meglio della versione 2016 del cretino americano.

 

donald trump sull abortodonald trump sull aborto

Fresca di agitazione è ancora la Repubblica, che una settimana fa più o meno aveva tradotto un’intervista a Trump del New York Times con “Ecco il mondo alla rovescia secondo Donald Trump”, laddove le cose alla rovescia erano nell’ordine: cautela sull’uso del nucleare senza condannarne il potenziale; prudenza sugli abusi dello spionaggio internazionale; parere favorevole all’utilizzo della tortura in casi estremi come quelli di individui accusati di terrorismo internazionale; creazione di zone-cuscinetto di sicurezza in Siria e negli altri teatri di guerra e crisi per evitare le migrazioni di massa; ripudio dei ricatti energetici di paesi esportatori di petrolio come l’Arabia Saudita e altri Stati del Golfo;

 

richiesta pressante di collaborazione nella lotta all’Isis; riflessione sul rapporto costi-benefici della Nato, visto che gli Usa la finanziano per il 75 per cento, l’Europa imbroglia sulle cifre e flirta pure con Putin; infine ferma convinzione che gli americani debbano mettere l’interesse del proprio Paese prima di quelli delle nazioni alleate. Si può dissentire, ma che c’è alla rovescia? Proprio niente, solo che l’ha detto Trump.

berlusconi will smithberlusconi will smith

 

Il quale Trump attizza anche le battute cattive del Cav, che deve averlo confuso con la Meloni, e in una conferenza stampa ieri lo ha liquidato come “un incrocio tra Grillo e Salvini”, concedendo poi di fare “tutti i paragoni che vogliono”. Fu l’ex corrispondente del New York Times, all’inizio della campagna elettorale americana, a coniare il termine di Trumpusconi, segnalando similitudini naturalmente negative tra i due, dalla ricchezza alla passione per le donne giovani alle gaffes. Trump non si offese, anzi manifestò stima per l’italiano.

 

Boutades alle quali si fa ricorso nel duro mestiere del giornalista, soprattutto se fazioso, ma, diciamoci la verità, con quale faccia tosta Silvio Berlusconi fa lo snob su Trump? Va in giro con gli occhiali come quelli di John Belushi, il trapianto di capelli numero 10 color mogano, la faccia smaltata come una vasca da bagno; miliardario è miliardario, anche se 57 posti sotto il newyorchese nella classifica di Forbes, (ehi non sarà invidia?);

maria giovanna magliemaria giovanna maglie

 

faceva le corna alle foto dei vertici mondiali, chiamava Obama l’abbronzato, le serate con le Olgettine “cene eleganti”, (fatti suoi sia chiaro), spacciava Ruby per la nipote di Mubarak, in una delle sue ville c’è pure il vulcano che erutta; ha appena fatto la gran pensata di un esercito anti Isis coordinato dall’Onu, che tutti risero; e, ripeto, fa lo snob su Trump, paragonandolo a due che non c’entrano niente con lui, il primo assomigliando casomai a Bernie Sanders, il rivale sinistrorso della Clinton, il secondo una specie di Ted Cruz de noantri, ma con il quale il Cav condivide un candidato sindaco a Milano. Che c’è di sensato? Niente, solo che quello è @therealDonaldTrump.

 

donald trump oggidonald trump oggi

Il quale Trump per Giuliano Ferrara, ex direttore dell’ex berlusconiano Il Foglio, è come il rosso per il toro, gli fa perdere la testa, pur essendo stato Ferrara estimatore tanto viscerale delle debolezze del suddetto Cav da indossare parrucche e mettersi il rossetto in onore dell’amor suo. Ma di clown gliene è piaciuto solo uno, tutti gli altri son nessuno. Aveva liquidato Trump come un buffone di passaggio, ora giustamente si rode, e che c’è di meglio della battuta sull’aborto per un triplo salto mortale con avvitamento?

 

Ora la frase pronunciata durante l’intervista alla Msnbc è quella già citata, ovvero che “se l’aborto dovesse diventare illegale, una qualche forma di punizione per le donne che vi facciano ricorso dovrebbe essere trovata”.Alla fine il candidato ha precisato che prima ancora dovrebbero essere sanzionati i medici che praticassero aborto illegale.

 

ted cruzted cruz

A giugno la Corte Suprema si deve pronunciare su un ricorso contro le leggi restrittive imposte dal Texas, è dal 1973, da Roe versus Wade, che la questione divide il Paese, provoca scontri, manifestazioni, omicidi. I candidati da più di quarant’anni ci si giocano in parte la presidenza, quest’anno predominano crisi e terrorismo, ma è pur sempre un argomento che scotta.

 

Trump era pro choice, a favore dell’aborto, ora è diventato pro life, ma è un moderato, non un fanatico come Ted Cruz, e ritiene il Planet parenthood, l’organizzazione nazionale che assiste le donne per contraccezione e aborto, una struttura che fa anche un servizio utile, quindi non la giudica negativamente.

 

Vaglielo a spiegare in Italia. Giuliano Ferrara combatte la legge che consente l’aborto ormai da anni, ci costruì intorno una lista elettorale, giudica medici e scienziati che lo giustifichino e lo approvino  dei criminali, e vuole denunciarli per istigazione a delinquere, in Italia, dove pure l’aborto è consentito da una legge e sancito da un referendum.

DI MAIO RENZI GRILLO SALVINI DI MAIO RENZI GRILLO SALVINI

 

Cito da un suo articolo per Il Giornale: “ Il reato istigato è l’infanticidio (articolo 578 codice penale, nel testo modificato dalla legge 5 agosto 1981, numero 442). Sulla morte dei bambini non nati o appena nati, morte procurata per ideologia, si può marciare, chiedere moratorie, digiunare, presentare liste alle elezioni politiche, invocare referendum, proporre nuove norme di diritto in Italia e nel mondo, fare tante altre commendevoli cose e prendersi le sassate del tempo, ma non si può tacere.

 

E, forse, bisogna procedere in giudizio”, perché “ha senso considerarsi esseri razionali e animali politici e non capire che, comunque giustificato, l’infanticidio, variante postmodernista dell’aborto di massa, è un delitto contro la nostra comune natura umana?”Dovrebbe insomma plaudire al Trump che alla vecchiaia è diventato pro life.

 

TRUMP ECONOMISTTRUMP ECONOMIST

Invece no, scrive che "Le donne che abortiscono vanno punite, dice The Donald. Una scemenza, ovviamente. La scorrettezza politica, in un mondo cementato dal conformismo, c’è, ma quella del candidato repubblicano è falsa, come tutte le caricature”. Eh già, perché nella furia di scandalo, ribellione, indignazione di Giuliano Ferrara, le donne sono escluse da responsabilità, non si capisce perché, forse perché giudicate cretine, e dunque dagli a Trump. Ha senso, certo che no, ma quello è Trump.

 

Intnato, l’emittente Msnbc festeggia il record di ascolti con l’intervista incriminata , il 6 in Wisconsin prova generale del tutti contro Trump, almeno nelle speranza del Gop. Vedremo, perché se il clown prosegue la sua marcia, agli amici italiani gli viene un coccolone.

 

 

 

 

 

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