gorsuch trump

AMERICA FATTA A MAGLIE - LE SPIATE DI OBAMA E QUELLE DI PUTIN, TILLERSON IN COREA, L’ULTIMATUM DI TRUMP AI PARLAMENTARI SULLA RIFORMA SANITARIA. E L’IPOCRISIA DEMOCRATICA SU GORSUCH, VOTATO ALL’UNANIMITÀ GIUDICE FEDERALE (ANCHE DAI SENATORI CLINTON E OBAMA) E ORA OSTRACIZZATO E CONSIDERATO INELEGGIBILE ALLA CORTE SUPREMA

 

trump e obama alla casa biancatrump e obama alla casa bianca

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

 

“Si è comportato da vero gentiluomo, dovevamo scendere una scala ripida e mi ha aiutato prendendomi per mano. Mi piace pensare che ci siamo incontrati...Naturalmente si tratta di una vittoria inaspettata e clamorosa  ottenuta da un uomo  fuori dalla politica”. Così Theresa May, nuovo premier conservatore inglese, in un'intervista a Vogue che sarà pubblicata tra poco, descrive il gran villano del mondo, Donald John Trump.

 

Punti di vista, non direbbe così Angela Merkel, e non per la ridicola vicenda della richiesta della stretta di mano numero 3 davanti ai fotografi da lui ignorata, o secondo il suo portavoce  non sentita, ma per il viso dell'arme mostrato dal presidente americano durante l'incontro col cancelliere tedesco, che è in campagna elettorale, su commercio, Nato, Russia, immigrazione e quant'altro.

 

TRUMP MAYTRUMP MAY

Sempre meglio della relazione a distanza con il dittatore della Corea del Nord Kim Jong Un il quale ha appena messo in giro un bel video di propaganda nel quale si vede l'attacco a un aereo americano, e il commentatore dice con soddisfazione “gli abbiamo piantato un coltello nella gola” e ancora “cadrà dal cielo dopo essere stato colpito da una lingua di fuoco”.

 

In questi anni quella specie di cucina dell'inferno che e’ la Corea del nord, ha liberamente condotto esperimenti nucleari, ma ora il segretario di Stato Rex Tillerson in visita alla Corea del Sud ha detto che la politica della pazienza strategica è finita e che tutte le opzioni sono sul tavolo, anche quella militare, naturalmente dopo aver tentato tutte le  misure diplomatiche, di sicurezza ed economiche. Non proprio isolazionista.

 

Ci sono talmente tante notizie sugli Stati Uniti e sul presidente più pop della storia, si scrivono e si leggono talmente tante castronerie, quasi nessuna composta in buona fede, che ogni giorno toccherebbe fare un puntuto elenco dopo essersi fatti largo nella giungla col machete.

 

donald trump angela merkeldonald trump angela merkel

E sì, Obama lo ha fatto spiare Trump, da candidato e da presidente eletto, magari non direttamente, attraverso il suo consigliere per la sicurezza nazionale, il suo Attorney General, i suoi consiglieri; e sì, anche Putin faceva spiare i candidati in campagna elettorale americana, così fan tutti, ma questo è servito da pretesto agli uomini di Obama per mettere in piedi un'inchiesta che ancora dura, la quale inchiesta, mentre non ha dimostrato assolutamente che l'attività dei russi abbia cambiato il risultato delle elezioni, manomettendole in qualche modo, ha invece consentito di continuare a spiare il medesimo Trump e di trasmettere su di lui e su i suoi uomini notizie con tanto di nome e cognome, che avrebbero dovuto a rimanere riservate, ai giornali e alle tv amiche.

 

E sì, forse Donald Trump la storia che lo abbiano intercettato a casa sua, a Trump Tower, l'avrà anche esagerata e utilizzata per fare casino, ma almeno così ha tenuto alta l'attenzione su una vicenda torbida nella quale lui è la vittima, non l'assassino.

 

REX TILLERSON  REX TILLERSON

E sì, infine, se mai la Commissione del Congresso incaricata di capire che cosa i servizi di intelligence abbiano combinato andrà avanti nonostante le titubanze di repubblicani che sembrano più preoccupati di non dare fastidio ai media che di favorire il proprio partito; se mai si dovesse arrivare a far dire qualcosa di vero a mummie come il direttore dell'FBI  James Comey, che ieri si è esibito in un non so, non ho informazioni, non mi risulta; se questo accadrà e si dovesse arrivare alla nomina di un procuratore speciale, come invoca il New York Times affamato di impeachment, l'indagine non riguarderà Donald Trump, ma il presidente che lo ha preceduto e che ha trasformato la legittima delusione per la bruciante sconfitta, dalla Presidenza all'ultimo dei parlamenti statali, dei democratici in un pantano nel quale la democrazia non affoga solo grazie alla forza del sistema e alla persistenza di Trump.

 

james comeyjames comey

Il quale ieri a sorpresa ha deciso di comunicare ai parlamentari repubblicani che devono decidere la controriforma della Salute che o la votano o nel 2018, quando si rinnova l'intera Camera, vanno a casa perché non saranno ricandidati o comunque non saranno sostenuti dal partito e dalla Casa Bianca. Parlava sia agli irriducibili conservatori contrari a qualunque compromesso sulla assistenza sanitaria estesa a poveri e anziani sia ai cosiddetti repubblicani democratici che invece volevano mantenere molti più elementi della cosiddetta Obamacare.

 

Scandalo a Palazzo perché è arrivato l'elefante a rompere i cristalli, ma sono settimane che va avanti il dibattito e visto che la riforma di un'assistenza sanitaria fallita, che è costata un sacco di soldi alle classi medie americane senza migliorare le prestazioni, era una delle promesse principali del candidato Trump, il presidente Trump ha fatto quel che credeva giusto.

 

NEIL GORSUCH  NEIL GORSUCH

Non potra’ invece fare molto nell'altra discussione importante al Senato di questi giorni ovvero gli hearings di conferma del suo nominato a giudice della Corte Suprema, Neil Gorsuch. E’ un giudice talmente stimato e considerato un applicatore fedele della Costituzione che 10 anni fa quando fu nominato giudice federale, che è poi la nomina veramente importante tra i giudici americani, lo votarono con entusiasmo e all'unanimità, pur essendo lui un simpatizzante repubblicano, anche i democratici, compreso Barack Obama e  Hillary Clinton, all'epoca tutti e due senatori.

 

Ora i democratici che hanno deciso opposizione dura dicono che Gorsuch rappresenta l'ideologia che ha già infettato i banchi della Corte Suprema, e che è stato nominato da un presidente che ha perso il voto popolare, che la sua dottrina dell'originalismo, ovvero dell'applicazione della lezione dei padri fondatori consentirebbe ancora oggi la segregazione, e via con le sciocchezze.

 

Nel caso di Gorsuch Trump può permettersi di tacere perché l'onere della figuraccia agli occhi della pubblica opinione è tutto sui democratici, la maggioranza dei repubblicani almeno su questo è compatta, qualche Democratico di buona volontà si troverà.

 

 A proposito di pubblica opinione, per chi ancora sia interessato ai sondaggi, mentre in Italia viene sbandierato quello della Gallup  che darebbe Trump al 39% di gradimento, io vi propongo quello di Rasmussen reports, ovvero di una società che ha azzeccato tutto in campagna elettorale, compresa la differenza tra voto elettorale e voto popolare, che da il gradimento al 50%. Palla al centro, sempre pericolosamente.

 

NEIL GORSUCH E TRUMPNEIL GORSUCH E TRUMP

Ma ricordatevi che gli indici chiave di Wall Street navigano serenamente ai massimi, la fiducia degli investitori e degli operatori del mercato è aumentata  dopo troppo tempo, e gli analisti concordano sul merito che va all’agenda  di Trump su tasse ed economia, alla promessa di deregulation radicale e choc fiscale, con aliquota unica al 15% per le imprese a fronte di picchi obamiani del 35. 235mila posti di lavoro in più nel solo mese di febbraio, triplicato il numero di impieghi nel manifatturiero,  debito diminuito di 60 miliardi di dollari in un mese e mezzo. Pericolosamente ma non troppo.

 

 

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...