luigi di maio

CERCASI GRILLO DISPERATAMENTE – DI MAIO, UN DEMOCRISTO PRONTO AD ALLEANZE PER GOVERNARE E PUNTA SU LEGA E GRASSO – M5S DICEVA: MAI TECNICI, MA VORREBBE FLIRTARE CON PIACENTINI (EX AMAZON E CONSULENTE DI RENZI), GUARINIELLO (MAGISTRATO) E PURE CON COTTARELLI E PEROTTI (SPENDING REVIEW DI ENRICO LETTA)  

 

Annalisa Cuzzocrea per la Repubblica

                    

DI MAIO GRASSO

Non passerà solo dai « temi » , l' alleanza di governo che il Movimento 5 Stelle è pronto a fare dopo le elezioni pur di guidare il Paese. Non sarà solo il programma - come Luigi Di Maio ha detto ieri a In mezz' ora - a essere messo al centro di future intese per la formazione di un esecutivo. È infatti da settimane, da quando il Quirinale ha fatto capire chiaramente che non darà il via libera a un governo che non abbia già una maggioranza sulla carta ( i contatti informali ci sono da tempo) - che i 5 stelle hanno intensificato la ricerca di nomi « terzi » e « inattaccabili » da mettere in campo per poter convincere tanto Sergio Mattarella che le forze politiche di cui serviranno i voti.

DI MAIO SALVINI

 

 «Non so rispondere tra Lega e Liberi e Uguali - ha detto il deputato a Lucia Annunziata, che lo intervistava con Matteo Salvini - perché non so quale sarà la consistenza di questo o quel gruppo parlamentare » . Dipende dai numeri, quindi. Solo da quelli.

 

PM RAFFAELE GUARINIELLO

Il vicepresidente della Camera è stato per la prima volta molto chiaro. «Il nostro obiettivo è arrivare al 40% e governare da soli - ha spiegato - ma se non sarà così ci assumeremo comunque la responsabilità di governare. La sera delle elezioni faremo un appello. E incontreremo alla luce del sole chi vorrà rispondere». A quel punto, non offrirà solo temi come il reddito di cittadinanza (al centrosinistra) o gli sgravi «shock» alle piccole e medie imprese ( alla Lega), ma nomi che lo stesso Di Maio definisce « patrimonio del Paese, non dei 5 stelle».

Carlo Cottarelli

 

Sono finiti i tempi in cui il candidato premier M5S diceva di diffidare dei governi " tecnici". Quelli in cui la senatrice Barbara Lezzi ( secondo cui l' aumento del pil era dovuto al caldo e ai condizionatori) ambiva al ruolo di ministro dello Sviluppo. I nomi che Di Maio sta cercando sono di tutt' altro tipo. E vanno dal procuratore anti 'ndrangheta Nicola Gratteri (che allarga il campo più di quanto non faccia il siciliano Nino Di Matteo) al magistrato ambientalista Raffaele Guariniello, passando per l' ormai noto sociologo Domenico De Masi ( che ieri era con lui a Milano a un evento sulla robotica) fino agli ex commissari alla spending review, Carlo Cottarelli e Roberto Perotti, con cui il candidato premier M5S vorrebbe avviare una collaborazione.

roberto_perotti

 

E a Diego Piacentini, l' ex vicepresidente di Amazon chiamato da Matteo Renzi all' Agenda digitale. In più, per strizzare l' occhio al centrodestra, si stanno cercando « uomini di Stato » sul modello " legge e ordine" per i ruoli di ministri dell' Interno e della Difesa.

 

spadafora di maio

Lo scouting è affidato a tre figure fondamentali: Vincenzo Spadafora, ex garante per l' Infanzia ora responsabile relazioni istituzionali del vicepresidente della Camera e sua ombra, insieme al portavoce Rocco Casalino. Luca Lanzalone, il presidente di Acea che aveva aiutato i cinquestelle nella trattativa per lo stadio della Roma e che fa ora da tramite, attraverso i suoi incontri, con il mondo dell' economia e della finanza.

rocco casalino 3

 

E Riccardo Fraccaro, il deputato trentino fedelissimo della prima ora messo negli ultimi tempi « a caccia di ministri » . Strategia del tutto nuova, quindi. Anche per questo, non è il momento di cambiare regole come quella del limite dei due mandati. Al sindaco di Pomezia Fabio Fucci che vuole ricandidarsi dopo averli superati (uno era interrotto) Di Maio dice chiaro: «Ti sei messo fuori dal Movimento».

Ultimi Dagoreport

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…