luigi di maio

“ERO PERPLESSO SULL'ALLEANZA CON IL PD MA IL MOVIMENTO È CONCORDE SUL RESTARE AL GOVERNO” - DI MAIO NON SA COME COPRIRE LA BATOSTA IN UMBRIA: “DIVERSI PARLAMENTARI CHIEDONO LA MIA TESTA? NON MI RISULTA - IO RESPONSABILE DELLA SCONFITTA? SI VINCE E SI PERDE INSIEME - HO SENTITO FRANCESCHINI, NELLE PROSSIME ORE SENTIRÒ ZINGARETTI, SI LAVORA BENE CON LORO, MEGLIO DI QUANTO SI LAVORASSE CON LA LEGA…”

Emanuele Buzzi per il “Corriere della sera”

 

I MEME SULLE REGIONALI IN UMBRIA - DI MAIO - CONTE - SALVINI

Luigi Di Maio, lei ha detto che stare al governo con la Lega prima e il Pd poi vi ha penalizzato: ma se siete passati dal 27 al 7 in Umbria o dal 32 al 17 a livello nazionale qualcosa avrete sbagliato pure voi.

«Veramente tutte le analisi di voto dicono che la metà dei nostri elettori si è astenuta a causa della coalizione con il Pd. Quindi il tema c'è. Poi penso che serva grande umiltà nel ripartire. Dobbiamo azzerare le aspettative e affrontare le regionali come le comunali con lo spirito di chi vuole dare una opportunità ai cittadini di partecipare».

 

Se tornasse indietro rifarebbe le stesse scelte?

«Non è un mistero che durante la formazione del governo io fossi abbastanza perplesso. Ma l'approvazione del taglio dei parlamentari, del carcere per i grandi evasori, il decreto clima e il decreto che stabilizza gli insegnanti precari mi convincono che se stiamo facendo cose per gli italiani è giusto andare avanti. Sono del parere che si vince e si perde sempre insieme e mai come in questo momento il Movimento nelle sue varie parti è concorde sul restare al governo».

il centrosinistra unito a narni - roberto speranza nicola zingaretti vincenzo bianconi luigi di maio giuseppe conte

 

Così sembra che il M5S debba tornare alla versione di Gianroberto Casaleggio: governare soli con il 51%.

«Dobbiamo pensare che il nostro percorso è appena iniziato, che adesso con responsabilità dobbiamo dare il massimo per portare a casa ciò che ci chiedono i cittadini ma l' obiettivo non deve cambiare: arrivare al governo del Paese con una maggioranza autonoma che ci permetta di metterci veramente alla prova, se miglioreremo significativamente la qualità della vita degli italiani allora migliorerà anche la percezione delle nostre proposte».

I MEME SULLE REGIONALI IN UMBRIA - SPERANZA - ZINGARETTI - BIANCONI - DI MAIO - CONTE

 

Renzi ha detto che la foto di Narni è stata una genialata.

«Non commento queste cose, non me ne importa nulla. Immedesimarsi nell'anti-Salvini lo trovo un po' goffo. I cittadini non vogliono leader politici che si punzecchiano nei talk show ma vogliono essere coinvolti nelle scelte politiche così da risolvere veramente i problemi».

 

Ha comunicato a Zingaretti la scelta di non ripetere l'esperimento umbro?

salvini conte

«Andare da soli alle elezioni amministrative è sempre stata la posizione del M5S: siamo alternativi ai partiti, non complementari. Quello in Umbria è stato un esperimento, non ha funzionato e punto. Si guarda avanti».

 

Ma lo ha sentito?

«Ho sentito Franceschini, nelle prossime ore sentirò Zingaretti, si lavora bene con loro, meglio di quanto si lavorasse con la Lega».

 

E Conte?

«Con Giuseppe anche ci siamo sentiti e siamo tutti perfettamente consapevoli che serve una spinta maggiore nelle risposte da dare al Paese. Anche sul tema migranti, mi faccia dire, non se ne può fare un tema elettorale. Guardiamoci in faccia: esiste un problema? Sì. Va risolto? Sì e non dobbiamo aver paura a dirlo, non si può arrivare al paradosso che dire che l' Italia non può farsi carico di tutti i migranti che partono dalle coste del Nord Africa, diventi motivo di vergogna. Bisogna fare la cosa giusta, non quella che spaventa di meno. Non è possibile che la Viking per l' ennesima volta sbarchi sempre e solo in Italia».

DI MAIO ZINGARETTI E LE REGIONALI IN UMBRIA

 

Conte pare rilanciare con le alleanze: dice che se l' esperimento non è andato bene si può migliorare.

«Capisco che Conte inviti alla riflessione. Ma dopo uno tra i nostri minimi storici alle Regionali, direi che può considerarsi una esperienza chiusa. Nelle prossime ore ho incontri con gli eletti di Calabria ed Emilia-Romagna per iniziare un percorso. Saranno i territori a decidere, ma sono pronto a scommettere che nessuno mi chiederà di allearci con il Pd dopo il dato umbro».

 

Cosa cambia adesso?

«Nel governo nulla, finché si portano avanti, con il dialogo e la responsabilità, i punti su cui ci siamo impegnati con i cittadini. Questa è la strada da seguire».

 

Ha detto che il governo dura ma va rinnovato. Volete scrivere ora un nuovo contratto di governo?

«Non è questione di nuovo o vecchio contratto. Quando lo proposi io, quando alzai la voce durante le consultazioni tutti mi accusarono di voler far cadere tutto, ma la realtà è proprio un' altra, la realtà sono i contenuti, dobbiamo pensare non al chi ma al che cosa si fa. Non c' è nulla di incondizionato, c' è il programma. E in questa settimana che ho trascorso in Umbria mi si avvicinavano cittadini, artigiani, commercianti chiedendomi delucidazioni sulle carte di credito, l' obbligo del pos e altro, questo significa che occorre affinare il metodo partendo dalle proposte».

zingaretti di maio

 

In Emilia-Romagna il Movimento ci sarà?

«Ascolterò tanto i nostri attivisti, chi in strada ci mette il cuore per questo progetto, dopo di che si deciderà insieme sul da farsi, ma se ogni elezione regionale diventa decisiva per il governo, allora per i cittadini sarà un thriller continuo visto che fino a maggio ce ne sono altre sette. Per gli italiani sono decisive le misure che metteremo in legge di bilancio per i loro figli e famiglie. Altro che exit poll».

 

Quindi conferma che non si voterà se il centrodestra vince in Emilia-Romagna?

«Ma non possiamo mica fare questo per tutte e sette le elezioni regionali che ci dividono da maggio 2020. Una elezione regionale è una elezione regionale, non nazionale».

Sarebbe un segnale forte al governo, però, lo ammetterà anche lei «Vedremo come andrà, io sono una persona pragmatica, non parlo davanti ai se».

luigi di maio dario franceschini

 

Con questi numeri il M5S rischia di essere marginale a livello nazionale.

«Mi sembra che sul nazionale i numeri siano altri. Siamo l' ago della bilancia in Parlamento Europeo dove gli atti passano o vengono bocciati in base al voto del Movimento 5 Stelle. Come l' ultima risoluzione sulle Ong. E continuiamo ad esserlo in Italia. Certo non significa che l' Umbria non ci debba far riflettere. Come le ho detto prima serve umiltà e non dobbiamo mai dimenticarci da dove veniamo».

 

Diversi parlamentari chiedono la sua testa.

«Non mi risulta».

 

fico grillo di maio

Beh, alcuni hanno criticato pubblicamente le scelte.

«È giusto che lo abbiano fatto, se lo pensano. Questo è il M5S e dobbiamo continuare a dirci le cose in faccia».

 

Si sente responsabile della sconfitta dato che ha lanciato lei il patto civico o questa volta la sente condivisa con chi come Grillo e Fico ha appoggiato l' asse con il Pd?

«Le ribadisco che si vince e si perde insieme».

Ultimi Dagoreport

corsini piervincenzi di pasquale malara monteleone ranucci

FLASH! - MAI DIRE RAI! FERMENTO NELLA REDAZIONE DI “REPORT”: CORSA A BLINDARE TUTTI I CONTRATTI DELLA SQUADRA, A PARTIRE DAI CONDUTTORI (DANIELE PIERVINCENZI E CLAUDIA DI PASQUALE): NEL CASO IN CUI VINCESSE IL RICORSO PER IL REINTEGRO, SIGFRIDO RANUCCI SI RITROVEREBBE A DOVER ACCETTARE IL FATTO COMPIUTO (ANCHE SE NON E’ DETTO CHE LA RAI, IN CASO DI CONDANNA, OTTEMPERI AL RICOLLOCAMENTO DI SIGFRIDO A “REPORT”) - INTANTO VOLANO GLI STRACCI INTORNO A “FILOROSSO”: IL RESPONSABILE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE DOPO L’ENNESIMO FLOP D’ASCOLTI - SULLA GRATICOLA FINISCE ANCHE ANTONINO MONTELEONE PER LA SCELTA DI AFFIDARE IL MONOLOGO ALL’EX “RAGAZZO DELLA TERZA C”, FABIO FERRARI…

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...

tommaso calderone vannacci schifani tajani

DAGOREPORT - COME MAI IL FORZISTA TOMMASO CALDERONE TRASLOCA DA VANNACCI E DIVENTA IL NONO DEPUTATO DI FUTURO NAZIONALE? - AVVOCATO SICILIANO CAMPIONE DI PREFERENZE (NE HA RACCOLTE 11.200  NELL'ISOLA ALLE POLITICHE DEL 2022) E' ENTRATO IN CONFLITTO SIA CON IL GOVERNATORE RENATO SCHIFANI, SIA CON ANTONIO TAJANI, CHE NON GLI AVREBBERO GARANTITO IL POSTO DA CAPOLISTA ALLE PROSSIME ELEZIONI - SI TRATTA DEL TERZO SCIPPO DELL’EX GENERALE AI DANNI DI FORZA ITALIA DOPO GLI “ACQUISTI” DI ATTILIO PIERRO E DAVIDE BERGAMINI (ENTRAMBI PASSATI PURE DALLA LEGA) - PROTAGONISTA DI MOLTE BATTAGLIE CONTRO I MAGISTRATI, CALDERONE E’ VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA (UN SALTO DI QUALITA' PER VANNACCI E LA SUA “SPORCA DOZZINA”)

repubblica gedi mirja cartia d’asero kyriakou

DAGOREPORT – CHE ARIA TIRA ALLA “REPUBBLICA” DI ATENE? NELL’INCONTRO TRA IL CDR DEL QUOTIDIANO E L’AD DI GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO, È STATO CHIARITO IL METODO DEL NUOVO EDITORE GRECO, THODORIS KYRYAKOU: PIÙ PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI, PERCHÉ IL RILANCIO NON PUÒ ESSERE CALATO DALL’ALTO, E SOPRATTUTTO ATTENZIONE AI CONTI – IL VERO INNESTO È SULL’INNOVAZIONE, CON L’INGRESSO DI VERONICA DIQUATTRO, MANAGER CON UN PASSATO IN SPOTIFY E GOOGLE, PER IL RILANCIO DEL DIGITALE – IL PIANO INDUSTRIALE 2027-2030: IL PAREGGIO DI BILANCIO IN TRE ANNI, SENZA LICENZIAMENTI E SENZA UN PREPENSIONAMENTO IN PIÙ RISPETTO A QUELLI GIÀ PREVISTI – IL PRIMO BANCO DI PROVA DEL NUOVO CORSO SARÀ IL LANCIO DI “REPUBBLICA EUROPE”...

giuseppe conte giorgia meloni elly schlein

DAGOREPORT – SCHLEIN E CONTE SE LE DANNO DI SANTA RAGIONE, SCIORINANDO UNA MINCHIATA DOPO L'ALTRA – PEPPINIELLO SCRIVE UNA LETTERA A “REPUBBLICA” NELLA QUALE, PRENDENDO FISCHI PER FIASCHI, RINNEGA LA ''CULTURA WOKE'': UN CALCIONE A ELLY, CHE HA COSTRUITO LA SUA ASCESA POLITICA SUL WOKISMO – PER FAR CAPIRE A CONTE CHE LA PRIMA VOCE DEL CENTROSINISTRA E' IL LEADER DEL MAGGIORE PARTITO, ANCHE ELLY SCRIVE A "REPUBBLICA" PER INVITARE MELONI A CERCARE INSIEME SOLUZIONI PER LA CRISI ENERGETICA - UNA MOSSA CHE SI È RIVELATA UN DOPPIO BOOMERANG: LA DUCETTA FURBETTA L’HA SBERTUCCIATA E CONTE, COME REAZIONE, HA INGRANATO LA QUINTA SULLO STOP AGLI AIUTI ALL’UCRAINA - E NESSUNO DEL PD GLI HA REPLICATO CHE IL NOSTRO SOSTEGNO A KIEV, DAL 2022 A OGGI, E' STATO DI TRE MILIARDI, CIOE' 50 EURO PRO-CAPITE PER OGNI ITALIANO. UNA CIFRA NOTEVOLMENTE PIÙ BASSA DEI 230 EURO PRO CAPITE DELLA GERMANIA O DEI 206 EURO DELLA GRAN BRETAGNA, MA ANCHE DEI 90 EURO DELLA FRANCIA...