luigi di maio

DI MAIO FRIGNA PERCHE’ NESSUNO S’ALLEA CON LUI (“CI VOGLIONO SABOTARE”) MA BASTAVA MOLTO POCO PER CAPIRE CHE PALAZZO CHIGI L’AVREBBE VISTO SOLTANTO CON IL BINOCOLO - CON IL “ROSATELLUM”, RENZI HA TAGLIATO LE GAMBE A OGNI POSSIBILITA’ DEL M5S DI GOVERNARE DA SOLO. POI SALVINI LI HA SEDOTTI E ABBANDONATI PER STARE CON BERLUSCONI - HANNO COSTRETTO I CINQUESTELLE A USCIRE ALLO SCOPERTO PER POI LASCIARLI CON IL CERINO IN MANO... - AVEVA RAGIONE GRILLO: PER IL M5S C'ERA SOLO L'OPPOSIZIONE...

LUIGI DI MAIO ROBERTO FICO

1 - IL LEADER DEI 5 STELLE: ORA IN PIAZZA E IN TV, CI VOGLIONO SABOTARE

Emanuele Buzzi per il “Corriere della Sera”

 

Galeotta è stata l'elezione di Roberto Fico a presidente della Camera. «Salvini ha dimostrato di essere una persona che sa mantenere la parola data», aveva detto all' epoca Luigi Di Maio. Luna di miele o quasi, con vista su un possibile governo. L' intesa tra il capo politico del Movimento e il leader del Carroccio era sembrata talmente solida che Di Maio - parlando alla riunione di deputati e senatori M5S - aveva riferito di contatti ancora più frequenti di quanto fosse filtrato sui media.

MATTARELLA E LUIGI DI MAIO

 

Quaranta giorni dopo è l' ora dello scontro. Di Maio in una lunga lettera ai parlamentari spiega il suo punto di vista. «In questi giorni è emerso chiaramente che sia Berlusconi e Renzi, sia Renzi e Salvini si sono sentiti in tutto questo periodo per sabotare qualsiasi possibilità di far andare al governo il Movimento», scrive il leader. Che elogia il capo dello Stato: «L'unico corretto con noi è stato il presidente Mattarella».

 

luigi di maio salvini

«Abbiamo dato il massimo e agito con linearità e prendendoci tutta la responsabilità di una situazione causata da una legge elettorale che hanno voluto tutti, tranne noi», si difende il leader pentastellato. E spiega a suo modo il perché abbia tenuto in piedi la politica dei due forni: «Avevamo creduto che i partiti, con tutte le batoste che hanno preso in questi anni, avessero imparato la lezione e avessero capito che è finalmente arrivato il momento di dare delle risposte agli italiani».

 

Di Maio annuncia un supplemento di campagna elettorale per spiegare le scelte dei Cinque Stelle («Parleremo nelle piazze e nelle tv»), lancia la battaglia sui vitalizi e si difende sugli esiti del voto alle Regionali. «Viste le Amministrative dicono che perdiamo voti - scrive -. Nessuno dice che a giugno 2017 abbiamo preso alle Amministrative l'8% di media. Dopo pochi mesi in Sicilia il 35%».

SALVINI - DI MAIO - BERLUSCONI - RENZI

 

Di Maio poi ipotizza una offensiva mediatica dei Tg Rai contro il Movimento: «Negli ultimi 50 giorni ci avevano trattato con i guanti bianchi perché avevano paura che andassimo al governo e sostituissimo i direttori. Lo faremo molto presto grazie a una legge finalmente meritocratica».

 

«Dicono che siamo dei poltronari. Che abbiamo mirato al potere a tutti i costi - prosegue il leader -. È un'accusa che mi fa sorridere, perché se avessimo voluto le poltrone avremmo potuto accettare di fare un contratto con Berlusconi e avremmo avuto le "nostre" poltrone al governo. E adesso vedremo chi sono i poltronari».

DI MAIO SALVINI

 

2 - I DUE «VINCITORI» SI PREPARANO A RIDISEGNARE IL SISTEMA

Massimo Franco per il “Corriere della Sera”

 

Si sta abbozzando un'alleanza di fatto non per il governo, ma per il voto anticipato. È punteggiata da insulti, accuse di tradimento e di infantilismo. E ha per protagonisti i due «vincitori» del 4 marzo: Movimento Cinque Stelle e Lega. Meglio: i candidati premier Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Il fallimento delle «esplorazioni» decise dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, aggrava uno stallo che rischia di riportare a elezioni. I veti che Di Maio e Salvini continuano a porre, il primo contro Silvio Berlusconi, il secondo contro un Pd in piena sindrome autodistruttiva, disegnano un vicolo cieco.

 

berlusconi salvini

Per un mese e mezzo sembravano davvero potenziali alleati: perni di una nascente «Terza Repubblica», come fu definita pomposamente. Ora, si stanno trasformando in acerrimi avversari. E se davvero il conflitto M5S-Lega assumerà i toni virulenti registrati ieri, sarà difficile evitare le urne. Sebbene siano una scorciatoia scivolosa, in assenza di una riforma elettorale, potrebbero risultare l'epilogo di una lettura forzata e faziosa del 4 marzo; e della pretesa di analizzare con lenti maggioritarie una situazione che esprime soprattutto una logica proporzionale.

 

berlusconi salvini 1

Ma alle forze che hanno avuto la migliore affermazione due mesi fa, il voto può apparire il male minore. La nuova inimicizia potrebbe risultare l'embrione di un'intesa per far saltare la legislatura. In realtà, i Cinque Stelle sostengono che dietro la baldanza dell'ex segretario dem Matteo Renzi contro il Pd che cercava il dialogo con Di Maio, ci sia stata una manovra concordata con Salvini. La tesi grillina è che Renzi avrebbe bruciato il tentativo incoraggiato dal Quirinale, dopo l'assicurazione dalla Lega che non si andrà alle urne presto.

 

RENZI BERLUSCONI

C'è da chiedersi se non sia una tesi consolatoria. Il Movimento ha mostrato un misto di sicumera e di ingenuità, giustificabili solo con l'inesperienza. E ora, scottato e con una base in rivolta, la tentazione di chiudere questa fase col ritorno a un'opposizione estremistica è vistosa. Le elezioni anticipate sarebbero un modo per additare le colpe del sistema e velare le proprie; e cercare di tornare in Parlamento con gli stessi seggi. I Cinque Stelle temono una legislatura che parte senza di loro.

 

renzi berlusconi

Il voto di domenica in Friuli Venezia Giulia è stato preoccupante, nella loro ottica. Ha detto che i consensi in uscita dal M5S non vanno al Pd ma alla Lega. Dunque, nell'acrimonia delle ultime ore non c'è solo la delusione di chi si sente giocato da Salvini sull'altare dell'alleanza e di un «rapporto economico» con Berlusconi. Si avverte anche la voglia di colpire il vero concorrente. «La partita è tra noi e Salvini», conferma Di Maio. In attesa di perfezionare con la Lega il bipolarismo incompiuto emerso il 4 marzo.

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...