virginia raggi e luigi di maio

DI MAIO IN PEGGIO - DAL PAPOCCHIO QUARTO AL CASO MARRA, LUIGINO (CHE E' RESPONSABILE DEGLI ENTI LOCALI DEL M5S!) DIMOSTRA UN TALENTO PER L’ARTE DI INABISSARSI DAVANTI AI PROBLEMI - PRIMA HA DIFESO LA RAGGI, POI L’HA ABBANDONATA AL SUO DESTINO - LE SCUSE SULLA MURARO, IL SILENZIO CON PIZZAROTTI

virginia raggi luigi di maiovirginia raggi luigi di maio

Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

Come un sommergibile, si inabissa senza quasi far rumore. E poco importa che si tratti del pasticcio di Quarto, delle firme false di Palermo o delle promozioni di Raffaele Marra: se sospetta uno scoglio, Luigi Di Maio diventa afono, scompare dai radar, entra in modalità offline. Un frullato di uscite pubbliche e dissolvenze, offensive mediatiche e ritirate strategiche. Non fa altro, in fondo, che tener fede alla sua fama. «Io imparo sempre da Luigi mise agli atti Beppe Grillo - anche quando sta zitto».

 

luigi di maio onestaluigi di maio onesta

Il metodo è tutto. La grana del Campidoglio, per dire. Il reggente cinquestelle difende finché può Virginia Raggi. Quando si accorge che tutto precipita, però, la abbandona al suo destino. Si inabissa, più semplicemente. Un passo avanti quando tutto funziona, una poltrona vuota nei talk quando la situazione s’incastra. Andò così per la prima puntata di Politics, nel bel mezzo del mailgate di Roma. Prima accetta l’invito in Rai, poi annulla in fretta e furia. Meglio spiegarsi con un monologo durante un comizio a Nettuno che trovarsi di fronte a qualche domanda in prima serata.

 

Era il tempo dello scandalo Muraro. Quello dei messaggini con cui il 4 agosto il mini direttorio romano informa il reggente. «Quale reato viene contestato a Muraro? ». «Attività di gestione dei rifiuti non autorizzata». «Posso almeno sapere se il 335 è pulito o no?». «No, non è pulito».

luigi di maio luigi di maio

 

Eppure, il big va avanti in modalità offline e il 4 settembre si aggrappa a un distinguo lessicale: «A oggi Muraro afferma di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia. Non esistono le carte per poter valutare e io non dichiaro sui “se”». Quando l’assessora ammette in commissione ecomafie di essere indagata, escono fuori i messaggini. Di Maio non può evitare di scusarsi, poi si inabissa.

 

Nulla deve frenare la carriera del reggente. «Volevo fare il poliziotto – raccontò in un’intervista – la politica è un’esperienza di passaggio». Ci ha investito tutto, però, anche a costo di inciampare. Su Marra, ad esempio. «Condividete la scelta di un ex alemanniano? », domanda una cronista il primo luglio.

 

LUIGI DI MAIO E L ERRORE SU PINOCHET IN VENEZUELALUIGI DI MAIO E L ERRORE SU PINOCHET IN VENEZUELA

E Di Maio: «Chi ha distrutto questa città non fa parte della squadra. Chi in questi anni ha dimostrato buona volontà, e ha competenza e storia personale all’interno della macchina amministrativa, ci venga a dare una mano». Parole non ostili, non c’è dubbio. Sempre ai primi di luglio, riceve il dirigente nel suo studio di Montecitorio. Ma soltanto quando finisce in galera si scaglia pubblicamente contro di lui: «Gli riportai che il Movimento non aveva fiducia in lui».

 

LUIGI DI MAIO - ALESSANDRO DI BATTISTALUIGI DI MAIO - ALESSANDRO DI BATTISTA

A un certo punto dell’ascesa, la Casaleggio associati gli cuce su misura l’incarico perfetto: responsabile enti locali. Nessuno immagina i guai che si porterà dietro, costringendolo a faticosi zig zag. Di Maio lo intuisce dopo il caso Quarto, tanto da confidare a Repubblica (per poi smentire): «Dopo quella vicenda abbiamo aperto una riflessione al nostro interno. Siamo a un passo dal conquistare Roma, vicini al governo del Paese. Esiste una questione di garantismo che dobbiamo affrontare». A dire il vero deve gestire anche la dialettica con le lobby. Come se la cava? Prima le incontra, poi spiega: «Il rapporto tra portatori di interessi e politica va regolato per legge».

luigi di maio foto ilaria magliocchetti lombiluigi di maio foto ilaria magliocchetti lombi

 

Quando sceglie di oscurare i radar, nulla lo smuove. Ne sa qualcosa Federico Pizzarotti. I due si confrontano per lunghi mesi. Poi la situazione sfugge di mano. E il big letteralmente scompare, tanto da spingere il sindaco a pubblicare gli sms caduti nel vuoto: «Possiamo prendere appuntamento per chiarire alcune dinamiche? ». Silenzio. «Ciao Luigi, visto che leggi ma non scrivi ti aggiungo una puntata». Silenzio.

 

Resta comunque il metodo un passo avanti, un passo indietro - ormai consolidato. E pure un album di ricordi, reso pubblico da Vanity Fair dopo il successo. C’è uno foto del bambino Luigi, a cavallo di una moto della Stradale. E del deputato Di Maio, mentre guida una Mini Minor. Almeno per adesso, non risultano scatti a bordo di un sottomarino.

luigi di maio pizzarottiluigi di maio pizzarotti

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....