omicidio stradale 4261-85c7-b0a438936612

DEMAGOGIA PENALE - MANCONI CONTRO L'OMICIDIO STRADALE: "I MORTI SULLE STRADE SONO DIMEZZATI DAL 1990 A OGGI. DOV'È L'EMERGENZA? DARE 18 E PIU' ANNI DI GALERA A CHI AMMAZZA QUALCUNO ALLA GUIDA VIOLA IL PRINCIPIO DI PROPORZIONALITÀ DELLA PENA"

Luigi Manconi per “il Foglio

 

Luigi Manconi Luigi Manconi

Si può osare un ragionamento tanto impopolare quanto inconfutabile, almeno nelle sue premesse? Proviamoci. Se i morti per incidente stradale, sono passati, nell’ultimo quarto di secolo, dai 6.621 dell’anno 1990 ai 3.385 del 2013, come è possibile parlare oggi di “emergenza” a proposito di questa indubbia tragedia? E, più in generale, come è possibile che la cosiddetta insicurezza percepita – l’ansia per sé, per i propri cari e i propri beni – sia così totalmente scissa dai dati concreti della criminalità reale?

 

Per esempio, da un dato quale il seguente: nel 1990 gli omicidi volontari sono stati 1.633, mentre nel 2013 ne sono stati commessi 502. Ora, sappiamo benissimo e da decenni che non sarà la razionalità illuministica e, tantomeno, la contabilità statistica a orientare i moti e i sentimenti dell’animo umano, a sedare le angosce collettive e a determinare gli orientamenti e, ancor prima, gli umori delle comunità.

 

INCIDENTE STRADALE INCIDENTE STRADALE

Ma, certo, l’ampiezza dello scarto tra alcuni dati di realtà e le elaborazioni fantasmatiche che covano nella mentalità condivisa, fa impressione. E temo che l’opera degli imprenditori politici della paura, pur così rilevante nel piegare a fini elettorali le emozioni dei soggetti più vulnerabili, non sia il fattore prevalente. E, tuttavia, a questo dobbiamo prestare attenzione, richiamati come siamo dall’attualità politico parlamentare.

 

E’ di appena due giorni fa l’approvazione da parte del Senato di un disegno di legge che introduce l’autonomo reato di omicidio stradale e che prevede un apparato sanzionatorio abnorme. Ora, nessuno può sottovalutare il dolore che una morte improvvisa, come quella determinata da un incidente stradale, può suscitare in una famiglia o in una più ampia comunità di affetti.

INCIDENTE STRADALE  INCIDENTE STRADALE

 

E naturalmente chi se ne renda responsabile deve risponderne davanti a un giudice. Ma ciò – come esige uno stato di diritto – nella giusta misura e secondo il fondamentale principio della proporzionalità: tenendo conto, cioè, delle circostanze e del grado di consapevolezza dell’autore del reato (e, quindi, della sua colpevolezza). Per questo motivo, la giurisprudenza ha già articolato una serie di risposte sanzionatorie che vanno dalla minima punizione dell’omicidio colposo a quella massima dell’omicidio volontario.

 

Non più di una settimana fa si è discusso dell’imputazione di omicidio volontario, mossa a carico dell’intero equipaggio di un’auto che ha ucciso una donna e provocato numerosi feriti in un quartiere romano. Un reato che prevede pene non inferiori a 21 anni di carcere. Che bisogno c’è, pertanto, di duplicare questa ipotesi di reato istituendone una autonoma (l’ “omicidio stradale”, appunto, oltre alle lesioni personali stradali)?

 

INCIDENTE STRADALE INCIDENTE STRADALE

E che bisogno c’è di portare la pena a 12 anni (18 in caso di omicidio plurimo o di ulteriori lesioni), ancora aumentabili se il conducente si dà alla fuga? Non sarebbe bastato intervenire, anche pesantemente, sulle misure accessorie, prevedendo – pure per periodi lunghi – la revoca della patente e il divieto di conseguirne una nuova? Non sarebbe stato più utile, non solo in termini di deterrenza ma anche di prevenzione?

 

Si tratta, in tutta evidenza, di un provvedimento dai forti connotati emotivi, che – per l’ennesima volta – non si pone in alcun modo il problema dell’efficacia bensì solo ed esclusivamente quello della sua capacità di suggestione. Non è certo il primo caso. Anzi. Solo nella legislatura in corso si contano almeno 30 interventi normativi che introducono nuovi reati o elevano i massimi edittali per reati già vigenti (mentre la delega per la depenalizzazione è ancora inattuata).

RENZI ALFANORENZI ALFANO

 

L’elenco delle fattispecie introdotte ex novo o aggravate comprende un vasto repertorio: dall’auto-addestramento al terrorismo all’incendio di rifiuti, dalla coltivazione di sementi vietate alla tratta di persone. Insomma, un campionario che porta il segno di quel populismo penale che percorre la società e larga parte dell’informazione e che, nella gestione politica, assume i tratti di una vera e propria demagogia punitiva. 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…