di maio salvini visco

LE MANI DELLA POLITICA SU BANKITALIA - LA RIFORMA PROPOSTA DA LEGA E M5S: LE CAMERE DECIDERANNO IL DIRETTORIO. A CHI GRIDA ALL'INDIPENDENZA DELL'ISTITUZIONE, BAGNAI REPLICA: ''SONO LE STESSE REGOLE DEI TEDESCHI. NON SONO I MIGLIORI?'' - INTANTO I DIVIDENDI DI VIA NAZIONALE VANNO A COMPORRE IL TESORETTO PER EVITARE LA PROCEDURA D'INFRAZIONE - VISCO NOMINA ANGELINI AL POSTO DI BARBAGALLO A CAPO DELLA VIGILANZA BANCARIA

 

  1. LE MANI SUI DIVIDENDI DI BANKITALIA PER PAGARE I DEBITI CON L'UE

Angelo Scarano per ''il Giornale''

 

Il governo è a caccia di risorse per parare il colpo della procedura d'infrazione voluta dalla Commissione Europea.

 

 

GIUSEPPE CONTE E ANGELA MERKEL

Come anticipato dal Giornale, l'esecutivo gialloverde potrebbe mettere nel mirino pensioni e militari per recuperare risorse necessarie per calmare i venti di tensione che arrivano da Bruxelles. Ma non solo: il governo potrebbe anche mettere le mani su Cassa depositi e Prestiti. Non fisce qui però. A quanto pare i gialloverdi potrebbero anche usare parte dei dividendi di Bankitalia per l'assestamento di bilancio che, salvo altri scontri con Bruxelles, potrebbe essere varato mercoledì prossimo in Cdm. L'obiettivo del governo, come sottolinea Repubblica, è quello di ripsondere alle critiche dell'Ue senza aumentare le tasse o prevedere tagli alla spesa. L'esecutivo prova a usare le risorse disponibili che riesce a recuperare in ogni voce di cassa.

 

Questa mossa potrebbe avere effetti concreti sui negoziati con l'Ue. La procedura d'infrazione potrebbe slittare a settembre e dunque per il governo si aprirebbe una finestra temporale più lunga per trovare soluzioni efficaci anche in vista della prossima legge di Bilancio. Nel conto potrebbero rientrare anche le risorse risparmiate da quota 100 e dal reddito di cittadinanza. In questa fase l'assestamento di bilancio prevede un conto da 2 miliardi da Cassa depositi e prestiti e dai dividendi di palazzo Koch.

fabio panetta ignazio visco 1

 

Di fatto a riempire il piatto da offrire all'Ue arriverebbero altri 3-4 miliardi derivanti dalla fatturazione elettronica. Da quota 100 potrebbe arrivare un altro miliardo. Il piano dell'esecutivo dunque inizia a prendere forma. L'obiettivo resta quello di allungare i tempi del negoziato per evitare una procedura già d'estate. Di certo il braccio di ferro durerà a lungo e lo scontro definitivo potrebbe essere rinviato al (caldo) autunno che attende il governo...

 

 

  1. BANKITALIA:SALVINI APPOGGIA RIFORMA, BCE DARÀ PARERE

 (ANSA) - Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non "l'ha ancora letta" ma la riforma della governance di Banca d'Italia, contenuta nel ddl firmato dai due capigruppo della maggioranza al Senato, ha l'appoggio esplicito del leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini. "C'è già una proposta della Lega. Io rispetto il Parlamento, sicuramente la riforma ha l'appoggio della Lega" afferma. Il provvedimento non ha ancora iniziato l'iter Parlamentare e con ogni probabilità potrebbe entrare nel vivo della discussione solo a settembre ma la sua presentazione è un nuovo tassello nel rapporto conflittuale fra maggioranza e istituto centrale, fatto di attacchi frontali, schiarite, minacce di nazionalizzazioni e di uso delle riserve d'oro oltre a un sostanziale gelo.

salvatore rossi ignazio visco fabio panetta

 

Un filo costante è invece aperto con il premier Conte, il ministro dell'economia Tria. Per il presidente della commissione Finanze del Senato, il leghista Alberto Bagnai, il disegno di legge "sarà incardinato a luglio, per poi avviare le audizioni e la discussione generale" ma l'iter partirà con la richiesta di una parere preventivo alla Bce. Bagnai spiega che la decisione di interpellare la banca centrale europea è stata presa "con la presidente del Senato Casellati che aveva segnalato l'esigenza" che è stata condivisa. L'obiettivo della riforma "è un'adeguamento del nostro ordinamento agli standard europei più virtuosi dei paesi del Nord".

 

Le norme - sottolinea - sono analoghe a quelle previste per la Bundesbank, la banca centrale tedesca. "Dico questo - aggiunge - perche' non vorrei si scatenasse una polemica pretestuosa e tossica sull'attacco all'indipendenza della banca centrale che noi rispettiamo. Vorrei proprio sapere, da chi lo dice, come la governance della Bundesbank mini l'indipendenza e le norme europee!". Anche per questo Bagnai, che prevede di coinvolgere nel dibattito anche i vertici della vigilanza, non nasconde di essere curioso e interessato a quello che dirà la Bce.

 

vincenzo la via, salvatore rossi, ignazio visco, valeria sannucci, luigi federico signorini, fabio panetta

Nel testo, firmato appunto da Massimiliano Romeo (Lega) e Stefano Patuanelli (M5s), si punta ad attribuire a Parlamento e Governo il meccanismo di nomine dei componenti del direttorio e del direttore generale che proprio nei mesi scorsi è stato protagonista di un braccio di ferro fra esecutivo e organi sociali della banca. Attualmente l'indicazione dei componenti del direttorio è di competenza del consiglio superiore (formato da 13 personalità esterne alla banca) ma poi la nomina del presidente della repubblica deve essere solo promossa dal consiglio dei ministri che ha perciò un ruolo limitato.

 

Nel caso del vice dg Luigi Signorini l'iter venne 'congelato' per mesi, da febbraio a maggio con un rischio, se non di paralisi, certo di intralcio del funzionamento della banca. L'impasse sulla carica di direttore generale (e degli altri due componenti in scadenza) venne sciolto solo con la rinuncia di Salvatore Rossi e la 'promozione' di Fabio Panetta a marzo. Per evitare accuse di attentare all'indipendenza della banca centrale e di separazione dal ministero dell'economia, uno dei 'pilastri' dei paesi occidentali (e anche non occidentali), gli esponenti di Lega e M5s insistono che la situazione è così in molti altri paesi, fra cui la Germania.

alberto bagnai ospite di 'mezz'ora in piu' 1

 

Va comunque considerato che la Bundesbank ha una reputazione e un ruolo tali nella società e nella politica tedesche che è difficile pensare che possa subire interferenze. Inoltre come ulteriore garanzia nella costituzione (la legge fondamentale) si rileva come "le funzioni e competenze possono essere trasferite, nel quadro dell'Unione Europea, alla Banca Centrale Europea, che è indipendente ed è vincolata allo scopo primario della garanzia della stabilità dei prezzi".

 

 

3. BANKITALIA, ANGELINI A CAPO DELLA VIGILANZA LA POLITICA ALZA I TONI

Carlo Marroni per ''il Sole 24 Ore''

 

 

CARMELO BARBAGALLO IGNAZIO VISCO

Prima nomina di "peso" nella prima linea della Banca d' Italia dopo il parziale rinnovo e le conferme del direttorio dell' Istituto. Il Governatore Ignazio Visco - sentito il direttorio - ha nominato Paolo Angelini nella carica di capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria dell' istituto, una delle funzione strategiche di Palazzo Koch. Prende il posto di Carmelo Barbagallo - che guidava il dipartimento dal 2014 e di cui Angelini era vice - cui viene attribuito, dal primo luglio, un ruolo di "alta" consulenza del direttorio in materia di vigilanza bancaria e finanziaria e nei rapporti con il Single Supervisory Mechanism (Ssm, la Vigilanza europea).

 

Angelini, senese, 61 anni, si è laureato con lode in economia nell' Università di Siena ed ha conseguito un Ph.D. in economia alla Brown University. Dal 1990 al 2011 ha lavorato presso il Servizio Studi della banca: nella sua lunga esperienza in Bankitalia è stato impegnato e ha approfondito il tema-chiave della stabilità finanziaria. Infatti dal 2011 al 2013 ha diretto la Segreteria tecnica per l' Eurosistema e la stabilità finanziaria ed è membro del comitato tecnico consultivo - in seno al Comitato europeo per il rischio sistemico - del Comitato per la Stabilità Finanziaria - nell' ambito del Sistema Europeo delle Banche Centrali - e del Consiglio direttivo dell' Einaudi Institute for Economics and Finance.

Finora dentro il direttorio - composto dal Governatore Visco, dal dg Fabio Panetta, e dai vice dg Luigi Federico Signorini, Daniele Franco e Alessandra Perrazzelli - non sono state attribuite le deleghe sulle aree di competenza.

 

paolo angelini

Intanto il fronte politico torna ad interessarsi di Bankitalia. Il vice premier Matteo Salvini, ieri mattina ha ribadito che una riforma della governance di Bankitalia - che attribuisca maggiori poteri di nomina al governo e al Parlamento - va fatta e «c' è già una proposta della Lega. Io rispetto il Parlamento, sicuramente la riforma ha l' appoggio della Lega».

E ha poi rincarato: «Bankitalia era pagata per vigilare. Ha vigilato?». Il pdl, che non ha ancora iniziato l' iter in Parlamento, reca le firme dei capigruppo della Lega e del M5s al Senato, Massimiliano Romeo e Stefano Patuanelli.

daniele franco

 

Il progetto, nelle intenzioni dei suoi proponenti mira a «evitare che attraverso l' indipendenza si possa esulare dal sistema di bilanciamento e controllo dei poteri tipico delle democrazie liberali» e attribuirebbe quindi a Governo e Parlamento il potere di nomina dei membri del Direttorio e non più dal Consiglio Superiore della Banca (composto da 13 personalità esterne all' istituto, presieduto dal Governatore) come avviene oggi. Anche la nomina del direttore generale verrebbe attribuita, nella legge, all' esecutivo e al Parlamento e non più al Consiglio.

 

Insomma, un cambio profondo, che prevederebbe il parere della Bce, che deve vigilare per tutto il sistema sull' indipendenza delle banche centrali. Del tema ha parlato anche Alberto Bagnai, leghista e presidente della Commissione Finanze del Senato: il pdl di riforma «prevedo sarà incardinato a luglio, per poi avviare le audizioni e la discussione generale» ma l' iter prevede anche la richiesta di una parere preventivo alla Bce. La decisione di interpellare la banca centrale europea - ha aggiunto - è stata presa «con la presidente del Senato Casellati che aveva segnalato l' esigenza». L' obiettivo della riforma «è un adeguamento del nostro ordinamento agli standard europei più virtuosi dei paesi del Nord». E sottolinea che le norme indicate sono analoghe a quelle previste per la Bundesbank, la banca centrale tedesca.

 

alberto bagnai ospite di 'mezz'ora in piu' 2

Sul tema è stato interpellato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella conferenza stampa al termine del Consiglio Europeo: «Non posso commentare una proposta che non conosco, non l' ho letta» ha glissato il premier.

 

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA (PER ORA) DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...