manifestazione pro regime iraniano

A MANIFESTARE CONTRO "L'IMPERIALISMO AMERICANO" SONO RIMASTI I VECCHI SESSANTOTTINI UN PO' RINCOJONITI DALL'ETA' - IN ITALIA, LE MANIFESTAZIONI CONTRO L'ATTACCO DI USA E ISRAELE SONO DESERTE: A ROMA, DAVANTI ALL'AMBASCIATA DI TEHERAN, UN VECCHIETTO CON IN MANO LA BANDIERA DI HEZBOLLAH STREPITA CONTRO "IL SIONISMO E L'IMPERIALISMO USA" E DIFENDE IL REGIME DEGLI AYATOLLAH - A DARE LA SVEGLIA AI "PACIFINTI", CI PENSANO GLI IRANIANI CHE VIVONO IN ITALIA, CHE INVECE SCENDONO IN PIAZZA FELICI PER LA MORTE DI KHAMENEI - A FIRENZE, UNA DI LORO DA' UNA LEZIONE RICORDANDO I 40 MILA MORTI DEL REGIME: "SONO STUPITA DALL'ATTIVISMO SELETTIVO IDEOLOGICO DI SINISTRA"

 

IL NO AI BOMBARDAMENTI E QUELLO CHE MANCA NELLE PIAZZE DEI PACIFISTI

Estratto dell'articolo di Roberto Gressi per il "Corriere della Sera"

 

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Un giorno di ormai tanti anni fa, un ragazzo partì per Baghdad, con una scacchiera sotto il braccio, per sfidare la minaccia della guerra. Disse: «Mi siederò nella piazza al centro della capitale, per giocare a scacchi con chi vuole». Arrivato lì gli dissero: «Grazie, grazie di cuore, la scacchiera te la teniamo noi, tu ci servi di più come scudo umano davanti a un obiettivo militare». [...]

 

E allora che dire delle manifestazioni di gioia della comunità iraniana a Roma, intorno alla statua di San Francesco a piazza San Giovanni, sede di innumerevoli manifestazioni operaie? Che siano la corrente mediorientale del movimento Maga che sostiene Donald Trump è quantomeno improbabile.

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Che invece festeggino la scomparsa dalla faccia della terra del capo dei tiranni che offendono, umiliano, torturano e uccidono ogni anelito di libertà del popolo iraniano, è assolutamente certo. E che pensare invece della quasi contemporanea manifestazione sotto l’ambasciata iraniana, in via Nomentana, sempre a Roma?

 

Tanto per cominciare, non c’è quasi nessuno. Ma un anziano signore, con lucenti capelli bianchi, issa una bandiera che inneggia a Hezbollah, spiega che tutti sono venduti al servizio degli Usa, dice a morte il sionismo e l’imperialismo americano e si schiera con l’Iran. Cosa che, intendiamoci, in democrazia si può per fortuna fare.

 

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Ma come si può non spendere nemmeno una parola su un popolo martoriato, sui giovani massacrati in piazza a decine di migliaia, sulle donne imprigionate, picchiate, stuprate, accecate dalla polizia morale solo perché, con un coraggio che non ci appartiene più, rivendicano il loro diritto a essere libere?

 

Attenzione, che qui si scivola. Anche solo immaginare Trump come il liberatore dei popoli sarebbe poco serio, tanto più nel pieno di una tragedia. Una domanda però resta. Chi le ha viste, nelle settimane e nei mesi scorsi, manifestazioni in Italia contro il regime degli ayatollah, che reprime con il sangue i giovani e il loro futuro? Per onore di cronaca bisogna dire che Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e Riccardo Magi ci hanno provato.

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Il 16 gennaio scorso sono scesi in piazza del Campidoglio. Ma, non certo per loro volontà, si è trattato di poco più di un presidio, di quelli che impegnano la coscienza ma non salvano l’anima. La molla popolare della solidarietà non è scattata. A Firenze, Leila Farahbakhsh, un’esule iraniana, ha affrontato la prima fila di un corteo dell’estrema sinistra per la pace e contro Israele e Usa:

 

«Ora io vi voglio dire una cosa. Come avete potuto restare in silenzio quando il regime iraniano in due giorni ha chiuso Internet, ha ucciso 40 mila persone e ne ha chiuse in carcere e messe alla tortura altre 50 mila? Dove eravate? Eravate accecati».

 

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Manifestare contro la guerra è non solo un diritto, ma un diritto nobile. Ma ieri a Roma era annunciato, poi saltato, un presidio sotto l’ambasciata americana, il titolo era: «Contro l’aggressione imperialista all’Iran! Giù le mani dall’Iran!». Oggi, sotto l’egida dell’Arci, i pacifisti si danno appuntamento a Milano. Hanno aderito molte associazioni, organizzazioni e realtà sociali e politiche milanesi.

 

La manifestazione si intitola «No War», ed è aperta a tutti coloro che vogliono ribadire il loro no alla guerra. Si legge nel volantino di convocazione: «Gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e le risposte iraniane hanno segnato una nuova, gravissima escalation militare. I bombardamenti non aprono scenari di libertà ma moltiplicano guerra, sofferenza e instabilità. [...]

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LEILA, DESIGNER A FIRENZ

Estratto dell'articolo di Jacopo Storni per il "Corriere della Sera"

 

«Perché siete stati in silenzio con 40 mila morti?» Con queste parole Leila Farahbakhsh, una donna iraniana che lavora come designer a Firenze da 15 anni, ha momentaneamente interrotto, domenica pomeriggio, il corteo per la pace in Medio Oriente promosso da varie sigle della sinistra pacifista nel capoluogo toscano.

 

«Perché si scende in piazza contro la guerra all’Iran e non si è scesi in piazza contro lo sterminio di migliaia di iraniani?», ha chiesto Leila rivolgendosi alle persone che sfilavano in strada, riferendosi alle migliaia di vittime civili massacrate durante le proteste delle settimane scorse in Iran. Leila si è poi detta stupita di «questo attivismo selettivo ideologico di sinistra» [...]

a roma la manifestazione pro regime iraniano 5a roma la manifestazione pro regime iraniano 4khamenei ispeziona le milizie volontarie per la palestina nel 2000a roma la manifestazione pro regime iraniano 11khamenei visita le tombe dei martiri 2025meme sulla morte di khamenei a roma la manifestazione pro regime iraniano 12a roma la manifestazione pro regime iraniano 10iran il complesso residenziale dove era nascosto ali khameneia roma la manifestazione pro regime iraniano 7

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