giorgia meloni marcello veneziani

“NON BASTA SFILARSI DICENDO: NON CONDIVIDO E NON CONDANNO” – MARCELLO VENEZIANI SULLA “VERITÀ” DÀ UN’ALTRA BOTTA A GIORGIA MELONI E AL SUO EQUILIBRISMO DI FRONTE ALLA GUERRA DI TRUMP IN IRAN: “QUANDO LA PARTITA COINVOLGE L’UMANITÀ, LIMITARSI A CAMPARE PUÒ ESSERE COMPRENSIBILE PER I SINGOLI SUDDITI INERMI, NON PER CHI DEVE GUIDARE I POPOLI E GLI STATI. CERTO, CON REALISMO, CON PRUDENZA, MISURANDO LE PROPRIE FORZE, CERCANDO SPONDE; MA CI SONO PUNTI FERMI E BENI NON NEGOZIABILI” – L’INQUIETUDINE DELL’INTELLETTUALE DI DESTRA DI FRONTE ALLA PREGHIERA DEGLI EVANGELICI CON IL TYCOON E ALLE PIPPE FILOSOFICHE DI PETER THIEL: “VEDO POCO CRISTO, E UN ODORE SULFUREO D’ANTICRISTO IN QUEL DIO BOMBA CHE RISOLVE IN QUEL MODO DRASTICO OGNI PECCATA MUNDI. DIREI INNANZITUTTO LASCIAMO STARE L’ANTICRISTO NELLE DUE VERSIONI, MALEFICA E SALVIFICA; POI RISPONDIAMO CON L’INTELLIGENZA CRITICA, LA LIBERTÀ RESPONSABILE E L’UMANESIMO INCARDINATO SULLA CIVILTÀ E SULLA TRADIZIONE…”

Estratto dell'articolo di Marcello Veneziani per “La Verità”

 

marcello veneziani (5)

L’aggressione di Stati Uniti e Israele all’Iran è stata una violazione del diritto internazionale. lo ha detto perfino Guido Crosetto che non mi pare un indomito nemico delle armi, degli Usa e dell’Occidente.

 

La giustificazione di Donald Trump è ancora più preoccupante, soprattutto per l’avvenire: «Non ho bisogno del diritto internazionale. I miei poteri sono limitati solo dalla mia morale personale, dalla mia mente».

 

giorgia meloni al senato

Non sono un cieco devoto del diritto internazionale, conosco le ipocrisie e le viltà che si nascondono sotto la sua veste e so quanti crimini sono stati compiuti in suo nome ma una dichiarazione del genere pronunciata dall’uomo più potente (e prepotente) della Terra fa oggettivamente temere il peggio: se chi detiene il massimo potere non riconosce alcun limite esterno a sé stesso, sia esso una norma internazionale, un consesso sovrano o una tradizione a cui attenersi, e reputa che a decidere sia solo lui che poi ne risponderà alla sua morale e alla sua testa, siamo esposti a ogni rischio e a ogni sbalzo d’umore. Morale autarchica, mente autoreferenziale, affermazione da autocrate.

 

Tutto è nelle mani sue e della sua volontà di supremazia e di onnipotenza; individuo assoluto con potere assoluto di intervenire in ogni parte del mondo lui decida di farlo […].

 

GAZA RIVIERA - DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - BENJAMIN NETANYAHU - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

[…] A differenza di molti osservatori progressisti, non ho alcuna pregiudiziale nei confronti di Trump, anzi; ma la realtà dei fatti impone di trarre quelle conclusioni, anche perché è in gioco il futuro di tutti.

 

Ho trovato inquietante e per altri versi grottesca, quella catena pseudomistica nello Studio ovale della Casa Bianca, già teatro di altre nefaste performance, con quel gruppo di pastori evangelisti in preghiera attorno a Trump, come se fosse un santone o un capo spirituale (ma non è lo stesso amico di Epstein e quanto pesano quei dossier sulle sue decisioni?).

 

E dire che i fondamentalisti religiosi dovrebbero essere quelli abbattuti a Teheran...

 

[…] Preoccupa questo Dio nazionalista che vuole la guerra e tifa per il suo popolo eletto (sia esso Israele, lo Stato islamico o gli Stati Uniti). Sconcerta quell’immagine di pastori evangelici che toccano il messia Trump in una preghiera di Stato, invocando un Dio a stelle e strisce che benedice le guerre e le incursioni aeree, anche quando colpiscono scuole di bambini.

 

PETER THIEL

[…] Vedo poco Cristo, e un odore sulfureo d’Anticristo in quelle parole e in quelle immagini, in quel Dio Bomba che risolve in quel modo drastico ogni peccata mundi, assumendo come universale e oggettivo il punto di vista di un potente della Terra.

 

Già l’Anticristo. Domenica prossima […] verrà a Roma Peter Thiel, imprenditore e intellettuale, fondatore di PayPal e Palantir, mentore di Vance, sostenitore di Trump e teologo di un tecno-spiritualismo elitario, che potremmo definire tecno-gnosi.

 

giorgia meloni cameriera di trump e putin - video vitosfrankai

Lessi qualche tempo fa il suo libretto Il momento straussiano pubblicato lo scorso anno da Liberilibri (ma è un saggio di quasi vent’anni fa). Thiel ha buone letture: Leo Strauss, René Girard, Carl Schmitt, e perfino Tolkien.

 

E ha capito tre cose di non poco conto: innanzitutto, la sfida che si sta aprendo nel mondo è prima di tutto spirituale, che lui legge con un risvolto apocalittico e con toni che evocano Armageddon e l’Anticristo. In secondo luogo, occorre aprirsi al futuro e ai suoi possibili scenari, confrontarsi in modo spregiudicato con le nuove tecnologie; osare, scompaginare i campi, non restare chiusi nel recinto prudente e ottuso dell’oggi.

 

Infine, o meglio nel mezzo, bisogna liquidare l’ideologia woke, il suo intreccio liberal e radical, nefasto al mondo. In chiave macropolitica il tema di Thiel è superare la democrazia e ridefinire la libertà, affidarsi a un’élite di titani per cambiare il mondo attraverso la tecnologia.

Critica della ragione digitale - Eugenio Mazzarella

 

Il sottofondo tematico è la religione ripensata con l’Ia. Insomma il pensiero di Thiel è una teologia tecno-politica. In un libro appena pubblicato, Critica della ragione digitale (edizioni Castelvecchi), Eugenio Mazzarella dedica molte pagine finali del suo saggio a Thiel, al suo tecno-spiritualismo a sfondo teologico.

 

E alle sue applicazioni, a quel che viene definita «la giusta miscela di violenza e di pace» esercitata da coloro ai quali, scrive Thiel, «toccherebbe il terribile potere che è legato a una centralizzazione economica e tecnica estesa a tutto il mondo».

 

L’Intelligenza artificiale, il silicio dei chips, è considerato da Thiel «l’Anticristo della nostra epoca»; ma diventa alla fine il rimedio, il Kathéchon, la salvezza del mondo a partire dall’Occidente dall’Apocalisse, se è nelle mani di questi Oltreuomini o Superuomini. Insomma, l’Anticristo ha due facce.

marcello veneziani

 

È come mutare il veleno in farmaco. Tutto questo, come su altri versanti sostiene Elon Musk, conduce a uno scenario transumano, animato da una fede entusiasta nella tecnica e nei suoi prodigiosi sviluppi. Non ha torto Mazzarella a vedere in questa manipolazione l’uso degli esseri umani da parte di altri esseri umani speciali, che potremmo definire nietzscheanamente la Razza dei Signori, tramite l’Intelligenza artificiale.

 

La risposta del filosofo italiano all’escatologia inquietante del tecnognostico Thiel è affidarsi alla triade rivoluzionaria della modernità: libertà, uguaglianza, fraternità. Io invece direi innanzitutto lasciamo stare l’Anticristo nelle due versioni, malefica e salvifica; poi rispondiamo con l’intelligenza critica, la libertà responsabile e l’umanesimo incardinato sulla civiltà e sulla tradizione.

 

EUGENIO MAZZARELLA

Ma ogni discorso di principio è insufficiente, non può risolversi solo in un ordine teorico, ci sono forze in campo e soggetti in azione, occorre rispondere a quelli. Rispetto a questo scenario non basta sfilarsi dicendo: non condivido e non condanno, non ho elementi per giudicare... Quando la partita coinvolge l’umanità, limitarsi a campare può essere comprensibile per i singoli sudditi inermi, non per chi deve guidare i popoli e gli Stati. Certo, con realismo, con prudenza, misurando le proprie forze, cercando sponde; ma ci sono punti fermi e beni non negoziabili. Lasciamo stare l’Anticristo ma non laviamoci le mani davanti a Cristo in croce.

DONALD TRUMP E GIORGIA MELONI giorgia meloni al senato con i ministri - comunicazioni sulla guerra all iran - foto lapresse marcello venezianiguerra in iranguerra iranGIORGIA MELONI E DONALD TRUMP

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…