marsilio meloni

“C’E’ CHI MI CONTESTA DI ESSERE ROMANO. QUESTA STORIA HA ASSUNTO ANCHE DEI TRATTI RAZZISTELLI” – MARCO MARSILIO, CANDIDATO MELONIANO A GOVERNATORE DELL’ABRUZZO, RESPINGE LE CRITICHE DEI CAMERATI MARSICANI CHE, COME DAGO DIXIT, GLI RIMPROVERANO IL FATTO DI VIVERE A ROMA – “LA MIA FAMIGLIA È ABRUZZESE DAL 1700, HO SPESO TUTTI I MIEI RISPARMI PER COMPRARE LA CASA DEI MIEI SOGNI A CHIETI. QUESTI ABRUZZESI DOC SECONDO I QUALI DEVI VIVERE, MANGIARE E FARE L’AMORE IN ABRUZZO ALTRIMENTI NON SEI ABRUZZESE, APPENA DIVENTANO DEPUTATI SI PRENDONO CASA A ROMA” – LA GAFFE SULL’ABRUZZO BAGNATO DA TRE MARI E ARIANNA MELONI “TIMIDA”… - VIDEO

 

 

Stefano Cappellini per la Repubblica - Estratti

 

(...)

Lei e Meloni siete amici da più di trent’anni. Un caso di amichettismo?

marco marsilio

«Ma quale amichettismo! Se invece si vuol ricordare che sono amico di Meloni, questo lo rivendico a voce alta, e penso che gli abruzzesi siano contenti di avere un presidente che entra a Palazzo Chigi e ne esce con un miliardo e cento milioni non in tasca sua, ma per la Regione».

 

D’Amico, il suo rivale per la presidenza della Regione, dice che è mortificante che l’Abruzzo dipenda da vincoli politici e personali.

«Meloni ricuce e sana trent’anni di pochezza della classe dirigente abruzzese».

In Abruzzo ha governato più volte anche la destra.

«Non facevo distinzioni di schieramento. L’Abruzzo ha ancora nostalgia di Remo Gaspari. Qualcosa a sinistra aveva fatto Franco Marini. L’ultimo potente che ha un po’ colmato la debolezza della politica locale è stato Gianni Letta».

 

Lo sente spesso?

«Certo».

marsilio meloni

D’Amico è uno stimato professore di Economia ed ex rettore all’università di Teramo.

«Se l’alternativa a Marsilio è un D’Amico che non si vergogna di dire che Meloni deve chiedere scusa a De Luca, anziché dargli del cafone, per gli abruzzesi si mette male. Vorrà dire che, se vincerà lui, avranno un presidente che sventola bandierine in piazza per far contenti Schlein e Conte. Ma non vincerà lui».

 

Non ha paura dopo il risultato della Sardegna?

«L’unica sarda che mi fa paura è mia moglie».

 

Pensa che sul risultato sardo possano aver influito le scene di Pisa?

«È possibile che una parte di elettori di sinistra siano stati motivati ad andare a votare».

 

(...)

In Abruzzo c’è chi le contesta di essere romano.

«Questo è il migliore argomento contro di me? Questa storia ha assunto anche dei tratti razzistelli.

marsilio meloni

Sono nato a mezz’ora da Carsoli, la mia famiglia è abruzzese dal 1700, però non sono degno di governare l’Abruzzo. Detto poi dai campioni della tolleranza e del mondo senza confini».

 

Ma è vero che non si ferma mai in Abruzzo e torna quasi tutte le sere a Roma?

«Anche Giovanni Lolli (ex presidente ad interim della Regione, ndr) tornava a Roma».

 

Perché non vive in Abruzzo?

«Ho speso tutti i miei risparmi e acceso un mutuo che pagherò fino a 75 anni per comprare la casa dei miei sogni a Chieti. Se quando sono all’Aquila e ho finito di lavorare, a notte fonda, sento l’esigenza di andare a dare un bacio a mia figlia e mia moglie, non penso che possa essermi contestato».

 

D’Amico è abruzzese.

«Questi abruzzesi doc secondo i quali devi vivere, mangiare e fare l’amore in Abruzzo altrimenti non sei abruzzese, appena diventano deputati si prendono casa a Roma.

Come Luciano D’Alfonso, che è poi è il vero candidato della sinistra».

La sfottono per aver detto che l’Abruzzo è bagnato da tre mari.

meme su marsilio e i tre mari

«Davvero qualcuno può credere che io l’abbia detto? L’esame di Geografia all’università l’ho dato con Paratore».

 

(...)

Si ricorda la prima volta che ha incontrato Meloni?

«Ero un dirigente nella sezione del Movimento sociale di Garbatella dove Giorgia si iscrisse».

 

Era come oggi?

«Non è cambiata, è una che se deve andare a un appuntamento alle 7 di mattina, esce di casa alle 5».

 

(...)

Eravate insieme anche nella corrente dei Gabbiani, nella sezione romana di Colle Oppio.

«Un’esperienza bellissima, una comunità che ancora oggi è unita e ha prodotto tanta classe dirigente».

Una comunità che non ha mai rotto abbastanza con il passato.

meme abruzzo tre mari

«Noi Gabbiani già all’epoca eravamo quanto di più lontano potesse esserci dal neofascismo».

Rampelli, lo storico capo dei Gabbiani, oggi è il principale avversario interno di Meloni in FdI.

«Rampelli non merita questa definizione. Dispiace anche a me che i rapporti con Giorgia non siano più quelli di un tempo».

 

Anche lei come Truzzu e molti suoi colleghi di partito ha difficoltà a definirsi antifascista?

«Essendo da sempre contro tutti i totalitarismi, ho difficoltà solo a ricevere lezioni di democrazia, magari da quelli che quando ero ragazzo cercavano di menarmi».

 

Chi la voleva menare?

MARCO MARSILIO

«Alla facoltà di Lettere alla Sapienza i collettivi facevano il cordone per non farmi entrare. Una volta un dirigente di polizia mi disse: lei entri, se la menano li incriminiamo per rissa».

Lei è molto amico anche di Arianna Meloni.

«Arianna avrebbe potuto essere al posto di Giorgia ma era timida. Quando le davamo un megafono in mano diventava rossa. Giorgia andava avanti anche se le strappavano il microfono di mano».

 

Giorgio Almirante, storico leader del Msi, l’ha conosciuto?

«Ero al picchetto d’onore al suo funerale, ma non lo frequentavo, all’epoca avevo meno di vent’anni».

La toglierebbe la fiamma dal simbolo?

«Quando nacque Fratelli d’Italia ci fu una consultazione interna sul simbolo. Io votai per il nodo tricolore, perché pensavo che una cosa nuova dovesse avere un simbolo nuovo».

marsiliomarsilio

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