maria elisabetta alberti casellati giorgia meloni

“NO, VE PREGO, NON COMINCIAMO COSÌ” – PRIMA DEL GIURAMENTO DEL GOVERNO MELONI, NELL’OTTOBRE 2022, MARIA ELISABETTA ALBERTI CASELLATI SPEDÌ I SUOI PIÙ FIDATI COLLABORATORI IN AVANSCOPERTA PER CAPIRE SE L’UFFICIO CHE LE ERA STATO ASSEGNATO FOSSE ABBASTANZA AMPIO E DEGNO DI UNA EX PRESIDENTE DEL SENATO – E FU UNA BELLA ROGNA PER LA SORA GIORGIA GESTIRE L’IRA DELLA “SERBELLONI MAZZANTI VIEN DAL MARE”…

Estratto da “La marcia sul posto”, di Valerio Valentini (ed. Nottetempo)

 

giorgia meloni mario draghi

[…] In ogni caso, di fronte a quella piccola forzatura dei tempi per il giuramento, Draghi era rimasto un poco sorpreso: lui quel sabato proprio non poteva stare a Roma, per impegni  personali già fissati da tempo.

 

E s’era deciso così di rinviare il passaggio della campanella all’indomani, nella convinzione  condivisa da tutti che una minima infrazione al protocollo […] non avrebbe poi significato granché. 

 

Successe invece che le consuete manifestazioni di piccineria – gli arrivismi più spudorati, quel certo caos che sempre accompagna le ore convulse dell’insediamento del nuovo governo, in questa piccola, stracciona repubblica della politica romana fondata sull’“a fra’, che te serve?” –, potendo proliferare stavolta nel corso di un’intera giornata, degenerarono più che in passato. 

 

valerio valentini - la marcia sul posto

E così quella pletora di funzionari, capi di gabinetto, responsabili degli uffici legislativi, una schiatta di questuanti che alla prima riunione di governo si affannano per accompagnare i nuovi  ministri a Palazzo Chigi, e mettersi in mostra, e dare sfoggio di  affidabilità e di ruffianeria, con l’ambizione di vedersi riconfermati nell’incarico o comunque gratificati con un’altra nomina,  ebbero tutto un pomeriggio, e poi la sera, e poi ancora la mattina seguente per fare telefonate, per accreditarsi, per rivendicare  che pure loro, in realtà, erano di destra, che pure loro, mesi  prima, o anni prima, o magari durante l’università, al liceo, erano stati da quella parte, e per chiedere all’amico dell’amico che  era amico di Meloni o di un qualche suo consigliere, o della sua  segretaria, di metterci una buona parola (“Ti ricordi di quella  volta che mi avevate chiesto quel favore? E quell’emendamento lì, che avevate a cuore? E quella volta, al mare insieme, ti ricordi?”).

 

MARIA ELISABETTA ALBERTI CASELLATI - GIORGIA MELONI

Ci fu perfino chi, come Elisabetta Alberti Casellati, dopo la certezza della sua nomina a ministra per le Riforme, e dunque con la dotazione di una stanza nel palazzo di Largo Chigi a pochi passi da quello occupato dal capo del governo, mandò dei suoi fidati collaboratori in avanscoperta per capire se l’ufficio assegnatole fosse abbastanza ampio, e con una giusta vista, e coi mobili adeguati, e se insomma fosse degno di una ex presidente del Senato.

 

E furono belle rogne che Meloni, alle prese con ben altri pensieri, scaricò sui suoi collaboratori liquidando il tutto con un laconico: “No, ve prego, non cominciamo così”. 

 

roberto chieppa

Per lei in quelle ore, in quei primi giorni, già gestire l’ordinario, amministrare l’avvio della macchina del governo, è fonte di preoccupazioni, ogni decisione gravata dall’ansia di commettere errori.

 

Quando Roberto Chieppa, il segretario generale uscente di Palazzo Chigi – quello che tiene in piedi la baracca della presidenza del Consiglio sul piano amministrativo e operativo, e che come spesso capita si trattiene qualche giorno in più rispetto agli altri nella transizione da un governo al  successivo, così da garantire che tutto il passaggio di consegne  avvenga senza intoppi –, le sottopone gli atti da firmare, lei ogni  volta sospira, impacciata e autoironica (“Sa, è la prima volta che  faccio il presidente del Consiglio”), la sua mano trattenuta da  quel timore che è caratteristica dei neofiti prudenti.

 

CARLO DEODATO

“Anche questo?” gli chiede, all’ultimo foglio che lui le porge. 

 

“Questo, presidente, è il decreto di nomina del mio successore”, cioè di quel Carlo Deodato che Meloni aveva già individuato come nuovo segretario generale di Palazzo Chigi (quello che, per prima cosa, stabilirà che Meloni va chiamata “il Signor Presidente”). 

 

Meloni sorride, di nuovo. “Ah, ad averlo saputo, quasi quasi le proponevo di restare, Chieppa”.  È una battuta, quasi certamente.

 

E del resto Chieppa, il primo nella storia repubblicana a essersi sciroppato un’intera legislatura alla guida della macchina di Palazzo Chigi, e per giunta con tre governi diversi, sempre con la benedizione del Quirinale, aveva già in programma un viaggio in Asia e poi il ritorno al suo mestiere di magistrato amministrativo: difficilmente avrebbe preso sul serio la proposta. 

 

maria elisabetta alberti casellati

Se insomma con Chieppa è stata più una questione di celia, quel che è certo è che invece con altri esponenti dell’esecutivo Draghi, con altri ministri o funzionari che in quel governo hanno ricoperto ruoli di rilievo, il tentativo di convincerli a restare è stato reale.

 

In certi casi la continuità fu quasi obbligata, nel senso che fu suggerita da Mattarella, raccomandata dallo stesso Draghi, auspicata da tutto un mondo istituzionale che Meloni,  ancora malferma nelle sue intenzioni sul da farsi, ancora timorosa per le possibili ritorsioni degli accidenti eventuali, si guardò bene dallo scontentare.  […]

matteo piantedosi maria elisabetta alberti casellati giuramento governo meloni

 

 

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO