marine le pen

HAI CAPITO MARINE! - DOPO AVER INCONTRATO L'IMAM DEL CAIRO, LA LE PEN COLPISCE UNA DELLE POTENZE SUNNITE: "IL QATAR FINANZIA IL TERRORISMO". E GLI EMIRI QUERELANO IL SUO VICE. "BENE, PORTEREMO LE PROVE IN TRIBUNALE" - MA PURE IL PADRE LA PORTA IN GIUDIZIO

1. E' GUERRA APERTA TRA MARINE LE PEN E GLI EMIRI DEL QATAR

Paolo Levi per l'ANSA

 

marine le pen in egitto con il patriarca coptomarine le pen in egitto con il patriarca copto

E' ormai scontro aperto tra il Front National e gli emiri del Qatar: "Dimostreremo che hanno finanziato i fondamentalisti islamici", avverte Marine Le Pen, difendendo il suo braccio destro, Florian Philippot, denunciato per diffamazione dagli avvocati della piccola monarchia sunnita. Un fatto rarissimo. Motivo? Philippot, dopo l'attacco a Charlie Hebdo, ha sostenuto che l'emirato paga "l'islamismo che uccide". A Doha quell'uscita proprio non è piaciuta.

marine le pen e ahmed al tayeb imam del cairomarine le pen e ahmed al tayeb imam del cairo

 

Così, anche se la stessa Le Pen la va ripetendo da anni, ha deciso nei giorni scorsi di lanciare un primo avvertimento, querelando solo il giovane vice. "Trovo che questa denuncia sia incredibile, credo sia la prima volta che un Paese sporge denuncia contro un parlamentare, ma meglio così, faremo il processo al Qatar, useremo questo processo per dimostrare che si tratta di una potenza che ha finanziato i fondamentalisti islamici", ha attaccato Le Pen, intervistata da I-Télé.

jean marie le pen florian philippotjean marie le pen florian philippot

 

Quanto alle prove, ha aggiunto la leader dell'estrema destra anti-Islam francese, "le riserviamo alla giustizia. Ci sono decine di rapporti, in particolare, dei servizi segreti francesi (...) che spiegano come il Qatar abbia finanziato, e forse continui a finanziare gli integralisti in tutto il mondo. E in ogni Paese serio gli 007 lo sanno bene". "Dai, avanti! Denunciate anche me", ha insistito la Dama Nera. "Del resto mi sorprende che il Qatar abbia scelto di querelare Philippot e non direttamente la sottoscritta. Faremo venire decine di testimoni per dimostrare i comportamenti di questo Paese".

francois hollande con l emiro del qatar tamim al thanifrancois hollande con l emiro del qatar tamim al thani

 

In una nota diffusa lunedì, Doha, che intrattiene strette relazioni diplomatiche e commerciali con Parigi, ha tenuto a ribadire la sua ferma condanna del terrorismo. "Nelle ore immediatamente successive agli attacchi terroristici di gennaio a Parigi - recita il comunicato dal Golfo Persico - il Qatar ha denunciato quegli atti nei termini più duri, affermando il sostegno alla Francia e la solidarietà alle vittime. E continuiamo a farlo ancora oggi", assicurano gli emiri. Ma il Fronte non demorde. Anzi, insiste. In un tweet, Philippot parte alla carica contro la "fatwa" pronunciata da quella che bolla come una "dittatura islamista".

 

nicolas sarkozy con i genitori dell attuale emiro del qatarnicolas sarkozy con i genitori dell attuale emiro del qatar

Di più. Dice di sentirsi oggetto di "crescenti minacce" e chiede una "protezione di polizia". Ma il ministero dell'Interno risponde picche. "Nessuna minaccia reale nei suoi confronti", sentenziano gli esperti antiterrorismo. Mentre fonti sindacali delle forze dell' ordine non usano mezzi termini: la scorta a Philippot "è una richiesta infondata e le sue proteste assolutamente ridicole". Giusta o eccessiva che sia, la denuncia del Qatar contribuisce a dare ancora maggiore visibilità al partito populista francese.

 

marine le pen in egittomarine le pen in egitto

"Ancora pubblicità gratuita per l'estrema destra", deplorano sui social network. Ma intanto si consumano anche fiumi di inchiostro sull'altra guerra dei Le Pen: quella "in famiglia" tra Marine e il padre Jean-Marie. "Sta conducendo un'operazione di sabotaggio mediatico e politico", ha commentato oggi la figlia, reagendo in questo modo all'ultimo episodio dell'infinita telenovela lepenista: il ricorso in tribunale annunciato ieri da Jean-Marie, il vecchio patriarca "duro e puro" che contesta la sua sospensione dal partito.

 

jean marie e marine le penjean marie e marine le pen

La lotta interna nel clan Le Pen non accenna dunque a placarsi. Una prima udienza, a quanto riferisce l'anziano fondatore del partito, dovrebbe tenersi il 12 giugno. La sospensione di Jean-Marie Le Pen, dopo le ennesime dichiarazioni shock sull'Olocausto e sul regime del maresciallo Petain, era stata decisa a inizio maggio.

 

 

2. MARINE LE PEN ATTACCA IL PADRE,'CI VUOLE SABOTARE'

 (ANSA) - La decisione di Jean-Marie Le Pen di fare causa al Front National "è una mossa mediatica. Mio padre conduce un'operazione di sabotaggio mediatico e politico": la leder del Front National, Marine Le Pen, ha reagito in questo modo all'annunciato ricorso in tribunale del padre e storico fondatore del Front National, che contesta la sua sospensione dal partito. La guerra famigliare e politica nel clan Le Pen non accenna dunque a placarsi.

MARINE E JEAN MARIE LE PEN MARINE E JEAN MARIE LE PEN

 

In una dichiarazione ripresa dai media francesi, Le Pen padre ha spiegato di essersi rivolto al tribunale di Nanterre, la cittadina alle porte di Parigi dove ha sede il Fn, per confutare la sua "esclusione come aderente e quindi l'interpretazione estensiva" dello statuto del partito "che mi priva della mia presidenza onoraria, cosa che punta a mettermi una museruola in vista del congresso".

 

LE PEN PHILIPPOTLE PEN PHILIPPOT

Una prima udienza, a quanto riferisce l'ex leader di estrema destra, dovrebbe tenersi il 12 giugno. La sospensione di Jean-Marie Le Pen, dopo le ennesime dichiarazioni shock sull'olocausto e il regime del maresciallo Petain, era stata decisa a inizio maggio l'ufficio politico del Front National, riunito in formazione disciplinare per volontà della presidente del partito, Marine Le Pen, ormai sempre più in rotta con il padre. Nella stessa occasione, i vertici del Fn hanno annunciato la convocazione di un'assemblea generale, entro tre mesi, per ratificare la decisione di privarlo del titolo di presidente onorario

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…