MARZIANI AL QUIRINALE - TRA QUALCHE MESE I GRILLINI ENTRERANNO IN PARLAMENTO E NAPOLITANO RICEVERA’ BEPPE PER LE CONSULTAZIONI - GRILLO SI PRESENTERA’ IN TUTA SPAZIALE? O FARA’ ADDORMENTARE NONNO GIORGIO PARLANDO DI WI-FI E BANDA LARGA? L’UNICA COSA CERTA E’ CHE NON SARA’ UN INCONTRO MA UNO SCONTRO (NAPOLITANO NON DIMENTICA LE PRESE PER IL CULO)…

Andrea Scanzi per Il Fatto Quotidiano

L'incontro ci sarà, anche se Re Giorgio ne avrebbe fatto a meno. Con il Movimento 5 Stelle dato al 21 per cento nelle intenzioni di voto, è improbabile che nella prossima legislatura non ci sarà un gruppo nutrito di deputati e senatori "grillini". Novizi della politica. Neanche un anno fa, gran parte dei politologi - e degli statisti tipo Veltroni & D'Alema - si dicevano certi che il M5S sarebbe arrivato a fatica al 4 per cento. La realtà è appena diversa. Tra pochi mesi, una delegazione di grillini salirà al Quirinale.

Sarà un incontro storico, tra due mondi antitetici: i "gggiovani" iconoclasti da una parte, l'istituzionalità ingessatissima dall'altra. Grillo, che non si candiderà alle elezioni (ma che non si lascerà sfuggire l'occasione di incontrare Napolitano), ha già avuto contatti diretti con le istituzioni. Nel 2006 portò il programma delle primarie online a Prodi. "Prima ha chiuso gli occhi per concentrarsi, poi s'è appisolato". L'anno successivo consegnò le firme del V-Day a Franco Marini. "Mi disse che suo figlio è ingegnere elettronico, dunque va in Rete. Lui no, mica è ingegnere elettronico".

Tornò in Senato qualche anno dopo, per chiedere a Schifani che fine avessero fatto quelle firme. Schifani, inizialmente, accettò. Poi Grillo gli disse che avrebbe mostrato l'incontro in streaming. E Schifani si dileguò. Il 10 giugno 2009, si presentò alla commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama. Usò le parole "psiconano" e "zoccole". Ghedini non gradì. Il 13 giugno scorso, in un'intervista al Fatto Quotidiano, Grillo ha dichiarato: "Se arriviamo primi alle prossime elezioni, vado al Colle solo per dirgli: ‘Stavolta l'hai sentito il botto?'". Non ha mai conosciuto Napolitano. Pertini, sì. "Mi invitava il 1° giugno nei giardini del Quirinale. Parlavamo in genovese. ‘Cumme scia stà, presidente?'. E lui: ‘A bagasce'...".

I rapporti tra Grillo e Napolitano sono molto conflittuali. Il secondo lo ha accusato di populismo, qualunquismo e variazioni sul tema. Il primo continua a tratteggiarlo come un Morfeo che monita soltanto sulle facezie. Del loro incontro parleranno i libri di storia. Ecco qualche possibile scenario.

Sacralità violata. Col gusto consueto per il colpo di scena cazzaro, Grillo si presenta all'appuntamento in tuta spaziale tipo Baumgartner. Oppure planando con un biposto, tipo D'Annunzio a Vienna. Ferma la condanna degli osservatori terzisti: "Sprezzo delle istituzioni", "Democrazia vilipesa da un guitto". Sferzante l'editoriale di Scalfari: "L'Europa ci guarda". Ancor più vibrante la protesta del centrosinistra. Il quale, all'unisono, dichiara: "Mumble".

Il mio Colle per un cavillo. Napolitano si rifiuta di ricevere Grillo: "Non è stato eletto". Grillo replica: "Hai incontrato ben di peggio". Scontro tra giuristi. Nel frattempo passano tre anni. E Napolitano non è più Presidente.

Per rompere il ghiaccio. In qualche modo l'incontro avviene. C'è tensione. Per superare l'imbarazzo, Grillo dà due vigorose pacche sulle spalle a Napolitano e urla: "Belin, Giorgio, cosa ti sei detto veramente con quel mona di Mancino? Deve essere una roba pazzesca".

Connettività. Grillo parte con una intemerata di mezzora su wi-fi e banda larga. Napolitano lo guarda come Renzo Bossi osserverebbe I Karamazov. Guru. All'incontro partecipa Gianroberto Casaleggio, che sciorina tutto il suo ottimismo contagioso: la carta morirà, l'informazione perirà, una terza guerra mondiale digitale ci seppellirà. Napolitano, uscendo clamorosamente dal protocollo, chiosa: "A cumpa', Non ci resta che piangere l'ho visto anch'io e Troisi lo conoscevo meglio di lei. Non ce la meni, provi a godersi la vita e soprattutto si tagli quei capelli da Yoko Ono triste" (di questo virgolettato, l'unica cosa improbabile è che Napolitano citi Yoko Ono).

Monitando. Stordito dalla irritualità dell'evento, dal look poco sobrio dei grillini e dal lessico scarsamente ortodosso di Grillo, Napolitano gioca la carta che preferisce: il monito. Partendo dalle guerre puniche, non senza appassionanti accenni all'alto senso civico mostrato dall'uomo di Cro Magnon nella preistoria, Re Giorgio esorta gli interlocutori a (nell'ordine): volersi bene; non dire falsa testimonianza; ricordarsi di santificare le feste; comprarsi un loden; andare a letto presto. Al termine della reprimenda, per la prima volta in vita sua, Beppe Grillo si chiede chi mai gliel'abbia fatto fare. E se non era il caso di continuare coi monologhi a Sanremo su Marisa Laurito e Toto Cutugno.

 

DAL BLOG DI BEPPE GRILLO - NAPOLITANO CON LA BANDIERINA DEL MOVIMENTO CINQUE STELLEBEPPE GRILLO SUL TRENO IN SICILIAgiorgio napolitano GRILLO E CASALEGGIO esizer giorgio napolitano BEPPE GRILLO NUOTA NELLO STRETTO DI MESSINA BEPPE GRILLO E GIANROBERTO CASALEGGIO ALLARRIVO IN SICILIA

Ultimi Dagoreport

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...