massimo dalema d'alema giorgia meloni carlo nordio marina berlusconi

“QUELLI DI SINISTRA CHE VOTANO ‘SÌ’ AL REFERENDUM NON SONO COMPAGNI CHE SBAGLIANO, MA CHE HANNO CAMBIATO OPINIONE” – MASSIMO D’ALEMA TIRA FUORI TUTTO IL SUO VELENO, AFFERMA CHE LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA È “INUTILE, SBAGLIATA E PERICOLOSA. C’È LA PRETESA DEL GOVERNO DI CAMBIARE LA COSTITUZIONE AVENDO UNA CONCEZIONE PARTIGIANA DELLE REGOLE”. E ATTACCA “IL TRAVESTIMENTO GARANTISTA” DELLA DESTRA CHE “IN REALTÀ ERA E RESTA FORCAIOLA. TRANNE POCHE ECCEZIONI, COME MARINA BERLUSCONI” – “BAFFINO” SI DIVERTE A INFILZARE NORDIO: “AVRÀ RIFLETTUTO SULLA SUA ESPERIENZA DA MAGISTRATO, QUANDO PER 8 ANNI INDAGÒ SUL RAPPORTO TRA IL PCI E LE COOPERATIVE, COSTRUENDO UN MONSTRUM PER IL QUALE FU CONDANNATO DOPO UNA MIA DENUNCIA. ORA CHE NON PUÒ PIÙ DARE CATTIVI ESEMPI RITIENE DI DARE BUONI CONSIGLI…”

Estratto dell’articolo di Francesco Verderami per il “Corriere della Sera”

 

massimo dalema (3)

Sostiene Massimo D’Alema che la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati sia «inutile, sbagliata e pericolosa». Perciò voterà no al referendum. Ritiene che le personalità della sinistra decise a votare sì non siano «compagni che sbagliano, ma compagni che hanno cambiato opinione». E attacca «il travestimento garantista» della destra che «in realtà era e resta forcaiola. Tranne poche eccezioni, come Marina Berlusconi». [...]

 

Il sorteggio non spezza l’egemonia delle correnti?

GIORGIA MELONI CARLO NORDIO

«È falsa l’idea che così verrebbero eliminate le correnti: i magistrati, sia pure estratti a sorte, potranno continuare a far parte di associazioni note e persino di consorterie ignote. Solo che in questo modo si trasferirebbe il potere dalle correnti democraticamente legittimate col voto, a gruppi che vincono alla lotteria del sorteggio. La democrazia è più trasparente».

 

Considera trasparente l’attuale gestione del Csm, che assolve il 75% dei magistrati chiamati davanti alla sezione disciplinare e promuove ogni anno il 99% delle toghe con una logica correntizia spartitoria?

massimo d alema silvio berlusconi

«Assolutamente no. Considero la cosa gravissima e penso che si dovrebbe intervenire in senso garantista. Infatti ai tempi della Bicamerale decidemmo di mantenere un solo Csm con due sezioni, perché l’unitarietà delle carriere rende più difficile la chiusura corporativa e auto-referenziale.

 

Mentre per l’azione disciplinare proponevamo un’Alta corte separata dal Csm. Il corpo separato dei pubblici ministeri non ha nulla di garantista. Si deciderebbero la carriera da soli. Con il sorteggio, certo. Ma se penso ad alcuni pm... Venissero estratti bisognerebbe fuggire all’estero. Quindi tutto lascia immaginare che questo disegno anticipi dell’altro».

 

MARINA BERLUSCONI DIVENTA CAVALIERA DEL LAVORO

Cioè la sottoposizione della magistratura al potere politico? Ma non è previsto dalla riforma.

«È così, ma in tutti i Paesi al mondo dove i pm sono separati dei giudici essi normalmente dipendono dal governo. E questo ha una logica perché almeno i governi debbono rispondere in Parlamento del loro operato. Se noi diamo luogo ad un ordinamento che non appare sostenibile è ragionevole sospettare che la riforma prepari il passo successivo».

 

Possibile che questo «sospetto» non sia venuto alle personalità della sinistra decise a votare sì al referendum? Augusto Barbera, Cesare Salvi e molti altri ancora sono quindi «compagni che sbagliano»?

«Non sono compagni che sbagliano, sono compagni che hanno cambiato opinione ( sorride, ndr ). Io ricordo che Salvi in Bicamerale votò contro la separazione delle carriere. Ma gli voglio bene lo stesso. Più in generale penso che noi dovremmo essere più disponibili a riforme garantiste per rendere più equilibrato il rapporto tra difesa e accusa. Noi... Chi guida oggi il centrosinistra. Io sono un pensionato».

 

carlo nordio - inaugurazione anno giudiziario - foto lapresse

Che mette in guardia per i rischi celati dietro la riforma.

«C’è la pretesa del centrodestra di cambiare la Costituzione avendo una concezione partigiana delle regole».

 

[...]

 

Sta paventando un processo di fascistizzazione dell’Italia?

«Non arrivo a parlare di fascismo, però c’è un’impronta di decisionismo autoritario inaccettabile. Eppoi, questo travestimento garantista della destra... Si possono fare eccezioni. Marina Berlusconi, per esempio, è garantista. E penso anche che la revisione di Carlo Nordio sia autentica.

 

pierluigi bersani massimo dalema dario franceschini foto lapresse

Magari avrà riflettuto sulla sua esperienza da magistrato, quando per otto anni indagò sul rapporto tra il Pci e le cooperative, costruendo un monstrum per il quale fu condannato dopo una mia denuncia. E ora che non può più dare cattivi esempi ritiene di dare buoni consigli».

 

Quando si dice una buona parola...

«Credo alla buona fede del ministro della Giustizia. Ma la destra è forcaiola. Basti pensare ai provvedimenti proposti contro i giovani che manifestano nelle piazze».

 

Così fa sorgere il sospetto che il no al referendum abbia al fondo una ragione politica: che la battaglia contro la riforma sia la linea Maginot della sinistra per evitare che Giorgia Meloni rivinca nel 2027 e il centrodestra conquisti il Quirinale.

 

cesare salvi

«No. Io ho espresso critiche nel merito, sul testo della riforma. È chiaro però che oltre al testo c’è il contesto. Per mille ragioni auspico un’alternativa al governo di Giorgia Meloni. Ma questo è un voto sul referendum. È nel 2027 che ci saranno le elezioni politiche. A meno che non abbiano in mente qualche altra riforma...».

giorgia meloni carlo nordio ELLY SCHLEIN MASSIMO DALEMA - MEME

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