volodymyr zelensky vladimir putin giampiero massolo

"LE INGERENZE DI MOSCA SULLA POLITICA ITALIANA? LA PROVA CHE LE SANZIONI MORDONO E DANNO FASTIDIO ALLA RUSSIA CHE MIRA A DIVIDERE L’OCCIDENTE” – L’EX CAPO DEI SERVIZI GIAMPIERO MASSOLO COMMENTA L’INTERVENTO DELLA PORTAVOCE DEL MINISTERO DEGLI ESTERI DI MOSCA, LA VISPA MARIA ZAKHAROVA, PER LA QUALE L’ITALIA È SPINTA AL “SUICIDIO ECONOMICO” DALLA “FRENESIA SANZIONATORIA EURO-ATLANTICA" – ''I DANNI DELLE SANZIONI PER MOSCA SI VEDRANNO NEL LUNGO PERIODO - L'ITALIA VENTRE MOLLE DELL’UE? NON MI SEMBRA PROPRIO. LA RUSSIA IN TUTTI QUESTI ANNI NON HA FATTO ALTRO CHE INTERFERIRE. EPPURE, NON MI SEMBRA CHE…”

Giulia Belardelli per Huffington Post

 

giampiero massolo 2

L’ennesimo tentativo di ingerenza russa sulla politica italiana. Il senso di impazienza per l’efficacia ancora limitata delle sanzioni a Mosca. La sfida di leggere gli eventi come un film in movimento, anziché fermarsi allo scatto di un’istantanea. Giampiero Massolo, presidente di Atlantia e dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, già segretario generale del Ministero degli Esteri e direttore generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza presso la Presidenza del Consiglio, non si tira indietro quando c’è da riflettere sui tempi intensi che stiamo vivendo.

 

La prima domanda, d’obbligo, è sull’ultimo intervento a gamba tesa della portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, per la quale l’Italia è “spinta al suicidio economico dalla frenesia sanzionatoria euro-atlantica".

 

il video di maria zakharova che mangia le fragole 8

Ambasciatore, da ex capo dei Servizi segreti, cosa pensa di questi tentativi d’ingerenza?

“Dichiarazioni di questo tipo ci sono state in passato e ce ne saranno in futuro, anzi mi aspetto che si intensifichino. Dal mio punto di vista, dichiarazioni simili dimostrano due cose. La prima è che Mosca mira a dividere il fronte occidentale e a esasperare le situazioni che ritiene di maggiore debolezza; noi siamo sicuri che così non sia, ma la percezione russa potrebbe essere diversa.

 

Ingerire e dividere - storicamente e anche oggi, con mezzi più sofisticati di ieri - resta sempre l'obiettivo russo. Il secondo punto che possiamo dedurre dalle affermazioni di Zakharova è che queste sanzioni a Mosca danno proprio fastidio, tanto è vero che si fa di tutto da parte russa per giocare a pieno il proprio non irrilevante potenziale di ricatto pur di vederle attenuate se non eliminate”.

 

giampiero massolo foto di bacco (2)

Molti si aspettavano di vedere un impatto più veloce delle sanzioni sull'economia russa, che tutto sommato - per ora – regge. Secondo lei, come si respinge questo senso di impazienza?

“Io vorrei uscire da un equivoco, perché sento dire 'le sanzioni sono inefficienti', 'le sanzioni si ripercuotono su chi le mette'. Certo, una componente degli apparati sanzionatori è anche questa: è chiaro che qualsiasi restrizione, in qualche modo, danneggia sia il destinatario sia, entro certi limiti, chi la impone. C'è però da considerare che l'efficacia di un sistema sanzionatorio non si misura in settimane e neppure in mesi; va misurata su tempi più lunghi.

 

È vero che dal punto di vista delle sanzioni energetiche queste misure, in questa fase, hanno portato comunque a dei proventi maggiorati per Mosca. Ma questa è una fase. I prezzi delle materie prime energetiche - che si tratti di greggio o di prodotti petroliferi - erano andati in rialzo anche prima della guerra, che ha solo aggravato ulteriormente un fenomeno già in corso per cause più strutturali.

 

L'apparato sanzionatorio, invece, - come dimostrano le reazioni russe irate nei confronti del G7 che stabilisce il tetto sul greggio, e irate nei confronti dell'Ue che osa considerare un tetto al prezzo del gas - morde eccome, se lo si guarda su una prospettiva temporale”.

GIAMPIERO MASSOLO

 

Ci sono segnali o elementi che consentono di cogliere questa prospettiva di lungo periodo?

“Intanto, alcune conseguenze ci sono già: il reddito russo mostra segni di contrazione per la cessazione di gran parte delle attività delle imprese straniere che operavano in Russia prima dell'invasione. Ci sono stime su una contrazione assai rilevante del reddito russo già in questo anno.

 

In secondo luogo, le sanzioni puntano a contenere, a limitare, a togliere ai russi l'accesso ai mercati e alle tecnologie occidentali. Questo provoca due risultati: da un lato i russi non possono riconvertire prontamente - come minacciano - la direzione delle loro esportazioni di prodotti energetici di gas dall'Occidente verso l'Oriente, per la semplice ragione che non ci sono i gasdotti e costruirli è impegnativo e lungo.

 

Il secondo risultato è che ci troviamo di fronte a un'economia che, perdendo l'accesso alle tecnologie e ai mercati occidentali, ha grossissimi limiti destinati ad aggravarsi all'importazione delle parti di ricambio e all'importazione delle tecnologie.

giampiero massolo foto di bacco

 

Queste tecnologie e queste parti di ricambio non sono prontamente fungibili da parte di altri fornitori. Malgrado Putin parli di autosufficienza dell'economia russa, siamo chiaramente di fronte a un'economia dove l'autosufficienza è inflittiva e perdente. Veramente crediamo che - se l'economia russa fosse stata veramente autosufficiente e riconvertita per tempo a non essere solo un'economia basata sull'export dei prodotti energetici - sarebbe ancora inferiore, per dimensioni, a quella italiana? Ci sono poi altri due elementi relativi alle sanzioni”.

 

Quali?

“È chiaro che se sei escluso dai mercati e dalle tecnologie, devi sussidiare il tuo sistema produttivo e questo logora il bilancio dello Stato e fa crollare anche le riserve valutarie. Il discorso sulle sanzioni non può essere inteso come lo scatto di una fotografia, bisogna immaginare un film in movimento. Se lo si fa, si capisce anche la veemenza delle reazioni russe: se le sanzioni non mordessero, e se loro davvero pensassero di poter indefinitamente accumulare proventi sulla vendita di prodotti energetici che prima o poi non venderanno più a nessuno, non si spiegherebbe il perché di tanta veemenza”.

 

lavrov zakharova

Per ora, se c’è un film che viene facile immaginare, è quello di un autunno/inverno di crisi energetica e inflazione...

 "È comprensibile che noi concentriamo la nostra attenzione sugli aspetti più immediati, che in questo momento sono:

1) il nostro bisogno di forniture di prodotti energetici;

2) l'urgenza di rimpiazzare al più presto possibile quelli della Russia;

3) la necessità di farlo ai prezzi più bassi possibile. Se questa è l'emergenza sulla quale siamo concentrati, credo sia importante uscire da un'altra logica che mi sembra fuorviante: l'idea che esista una soluzione immediata, unica, che ci risolva tutti questi problemi.

Maria Zakharova

 

Anche qui, non c'è una soluzione unica, immediata e del tutto risolutiva; esiste un combinato disposto che è fatto di assunzione di responsabilità da parte dei governi, dell'Unione europea e dei nostri maggiori alleati".

 

 Come si articola questo combinato disposto?

“Da un lato, c'è il tema degli aiuti e dei sostegni. È indubbio che cittadini e imprese, soprattutto in alcuni settori nevralgici e più vulnerabili, vadano sostenuti. In secondo luogo, è illusorio pensare che si possa fare a meno di una razionalizzazione dei consumi.

 

È chiaro che si va verso una razionalizzazione dei consumi, ma non - secondo tutte le stime - verso un'interruzione dei consumi che sarebbe irrealistica. Tanto più questa razionalizzazione sarà moderata ed equilibrata, quanto più rapidamente arriveranno gli aiuti, ci sarà un tetto del gas, avremo i rigassificatori e sarà viabile la diversificazione degli approvvigionamenti. Anche qui non è un fotogramma singolo quello che dobbiamo scattare, ma una sequenza di immagini, uno sviluppo in movimento.

MEME SU PUTIN E IL GAS

 

Lei parte da un presupposto che non è scontato: l’assunzione collettiva di responsabilità. Può spiegare cosa intende?

"Intendo dire che i singoli Paesi hanno la responsabilità di procedere con gli aiuti, con la

 razionalizzazione dei consumi, con la diversificazione degli approvvigionamenti, con l'approntamento rapido di rigassificatori e così via, ovviamente senza perdere di vista - più a lungo termine - gli investimenti in rinnovabili e in transizione energetica. Ma anche l'Unione europea e i nostri maggiori alleati - gli Stati Uniti - devono fare la loro parte.

 

L'Ue, intanto, deve adottare un regime del tetto del gas che non sia diretto solo verso Mosca, ma verso tutti i produttori. Da questo punto di vista, le intese Macron-Scholz sono - spero - non egoistiche ma premessa per uno sviluppo dell'Ue in questa direzione.

 

giampiero massolo 3

Poi, evidentemente, anche l'Ue deve fare la sua parte sui sostegni e andare incontro ai Paesi che sopportano maggiori sacrifici. Quanto all'alleato americano - che non può accrescere indefinitamente le proprie forniture a causa di limiti strutturali oltre i quali è difficile andare - serve a livello di amministrazione un discorso serio su quello che è il prezzo all'utente finale, ovvero i Paesi europei.

 

Questo discorso non lo si può chiedere alle aziende americane, ma si può fare un discorso con l'alleato americano. Quello che delineo è uno scenario con varie misure che devono essere sinergiche e devono basarsi sulla solidarietà europea e sulla collaborazione con gli alleati".

 

Pensa che ci sia, nel dibattito pubblico, la tendenza a perdere di vista la dimensione valoriale degli eventi, ovvero che quello che stiamo vivendo è la conseguenza dell'aggressione russa a un Paese sovrano?

PUTIN E IL GAS - BY EMILIANO CARLI

"Credo sia necessario partire da una premessa che è valoriale ma anche geopolitica. Non possiamo consentire che l'aggressore l'abbia vinta, e non solo perché gli ucraini sono vittima di un sopruso e perché uno Stato sovrano è stato aggredito. Lo facciamo anche per noi stessi, perché se noi consentissimo all'aggressore di averla vinta sarebbe la fine di ogni ordine europeo basato sulle regole: sarebbe il dominio, sotto una forma o l'altra, della Russia in Europa. Io non credo, sinceramente, che questo sia qualcosa che non solo i governi ma anche le opinioni pubbliche siano disponibili ad accettare. Certo, c'è un compito per i governi: si chiama leadership.

 

Leadership significa continuare a tenere alta l'attenzione delle opinioni pubbliche su questo, spiegare qual è la posta in gioco, ricercare la solidarietà europea e quella alleata, perché altrimenti le opinioni pubbliche potrebbero anche rischiare di perdere di vista questo obiettivo che - ripeto - non è solo 'morire per Kiev', è salvaguardare noi stessi".

PUTIN E IL GAS - BY EMILIANO CARLI

 

Allargando lo sguardo, è un discorso che può applicarsi anche alla Cina?

"Su un’altra scala. Quello che è successo, con la guerra di Putin in Ucraina, è un rallentamento del processo di bipolarizzazione del mondo tra Washington e Pechino, con l'apparente formazione di due schieramenti: l'Occidente da un lato e gli altri dall'altro. È interesse dell'Occidente evitare che questi altri si trasformino in degli altri a guida cinese, con l'attiva partecipazione dei russi.

 

Da questo punto di vista, il rischio da evitare è che si vada verso un equilibrio che regali completamente i russi alla Cina e che in qualche modo renda più stretto lo spazio dei diritti, della democrazia, del liberalismo e quant'altro. Io credo che ci sia ancora spazio perché questo non accada. Credo che il ritorno dell'attenzione americana verso l'Europa possa condurre verso la futura creazione di equilibri più ampi... però credo anche che non sia questo, ancora, il tempo in cui se ne possa parlare compiutamente".

giampiero massolo

 

Come valuta invece la situazione sul campo di battaglia? Quale evoluzione immagina?

"Con queste regole d'ingaggio - l'Occidente che non vuole un confronto diretto con Mosca e Mosca stessa che non reagisce confrontando direttamente l'Occidente ma casomai ricattandolo con le forniture energetiche e minacciando iniziative sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia o aggravando conflitti locali - credo che la situazione sia destinata a configurarsi come uno stallo. Sul terreno un po' si avanza, un po' si retrocede, ma siamo in una situazione di stallo - uno stallo che però ha ancora nell'impiego delle armi la sua caratteristica distintiva.

 

PUTIN E IL GAS - BY EDOARDOBARALDI

Non credo che, dopo tutti gli orrori di questa guerra, si possa facilmente arrivare a una situazione di pace. Piuttosto, penso che si possa evolvere verso una situazione di conflitto più o meno congelato, che si può riacutizzare a seconda dei momenti. Il che non è affatto rassicurante, poiché significa che avremo in Europa una lunga fase di contrapposizione e deterrenza, prima di poter un giorno – che io vedo lontano - riprendere a parlare di cooperazione. Di fronte alla prospettiva di un lungo antagonismo, dovremo smettere di meravigliarci ogni volta che la signora Zakharova apre bocca”.

 

A questo punto torniamo agli infaticabili propagandisti russi. Pensa che i loro tentativi di ingerenza avranno un impatto sul voto degli italiani?

"Oggettivamente dipende molto dalle forze politiche. Anziché tradurre tutto in immediato consenso elettorale, le forze politiche devono mantenere i nervi saldi e spiegare all'opinione pubblica come stanno le cose. A quel punto, l'impatto della signora Zakharova è nullo sull'elettorato italiano o è molto contenuto".

MASSOLO

 

Giudica allarmanti questi tentativi?

"Che i russi tentino di influire è nella loro tradizione, addirittura prima dell'Unione sovietica. Adesso sono più abili e hanno a disposizione mezzi tecnologici per le loro campagne di disinformazione, di intelligence e di influenza. Questo è evidente. Però poi dipende da noi. Se noi siamo sufficientemente solidi nella nostra coesione il problema non si pone".

 

Siamo o no il ventre molle dell’Ue?

"Non mi sembra proprio. La Russia in tutti questi anni non ha fatto altro che interferire. Eppure, non mi sembra che l'elettorato italiano si sia spostato di una virgola, né che la solidità del nostro sistema di alleanze ne sia uscita scossa. Questo basta a confortarmi, almeno per ora

putin al telefono putin al telefono

Ultimi Dagoreport

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...