GREMBIULINI ALLE URNE - IL 2 MARZO LA MASSONERIA VA A VOTARE PER ELEGGERE IL NUOVO GRAN MAESTRO DEL “GRANDE ORIENTE D’ITALIA” - TOSCANA CONNECTION: FINISCE L’ERA RAFFI, IL FAVORITO E’ STEFANO BISI (QUELLO DEL “GROVIGLIO ARMONIOSO” DI SIENA)

Gianni Barbacetto per "il Fatto Quotidiano"

Si va alle urne. Il 2 marzo si vota. Non per le elezioni politiche, ma per eleggere il nuovo Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia (Goi), la più grande comunione massonica italiana. Quel giorno finirà l'era di Gustavo Raffi, al vertice del Goi dal 1999. Dopo tre mandati consecutivi non può più ricandidarsi: aperte le grandi manovre per la successione.

Candidati, Stefano Bisi, giornalista di Siena, l'ex vicesindaco socialista di Livorno Massimo Bianchi e il notaio di Messina Silverio Magno. Raffi lascia la scena dopo 15 anni di governo massonico. Arrivò a Villa il Vascello, la splendida sede romana del Goi, promettendo di rinnovare l'Istituzione e far dimenticare le ombre del passato. Veniva da Ravenna e diceva che la massoneria "doveva ripudiare l'affarismo e diventare una casa di vetro".

Dichiarava che "la P2 sta al Grande Oriente come le Br al Partito comunista". Una volta gli sfuggì addirittura che "il cuore della massoneria batte a sinistra". Ma subito smentì e fu poi subissato di critiche: lo accusarono di essere un falso amico della sinistra, venendo sì dai repubblicani, ma quelli presidenzialisti e un po' golpisti di Randolfo Pacciardi; e di essere lui il vero affarista. Si è raddoppiato l'emolumento annuo (portato a 130 mila euro) e ha perfino favorito il fratello (non massonico, di sangue) affidando all'agenzia turistica di famiglia l'organizzazione dei viaggi e soggiorni a Rimini per l'annuale Gran Loggia, il parlamento massonico.

Raffi ha sempre respinto al mittente le accuse velenose dei fratelli coltelli, esibendo i suoi successi. I massoni del Goi erano 13 mila nel 1999, oggi sono esattamente 22.181. Le Logge sono aumentate: erano meno di 600, oggi sono quasi un migliaio. L'età media si è abbassata. La comunione ha riallacciato le relazioni (che erano state sospese) con la massoneria svizzera, belga e francese. Con la riforma elettorale ("un Maestro un voto"), Raffi ha esteso la partecipazione alle elezioni massoniche a tutti i Maestri (oggi sono 16.252), mentre prima votavano soltanto i Maestri Venerabili (quelli a capo di una Loggia).

Ecco dunque il voto del 2 marzo. Sarà eletto al primo turno il candidato che raccoglierà almeno il 40 per cento dei voti. Sennò, ballottaggio il 23 marzo, a ridosso del giorno esoterico dell'equinozio di primavera. Stefano Bisi, il favorito, è giornalista e dirigente del Corriere di Siena. È l'inventore della definizione "groviglio armonioso" affibbiata a Siena e al Montepaschi: un "sistema" capace di tenere insieme gli opposti e di durare dal Medioevo fino a oggi.

Con lo scandalo della banca e il crollo del suo presidente Giuseppe Mussari, il groviglio ha preso il sopravvento e l'armonia è finita, anche perché sono finiti i soldi che il Montepaschi distribuiva a pioggia. Anche ai giornali di Bisi, naturalmente, che ringraziava invitando Mussari come ospite "profano" ai convegni massonici e assumendo la direzione responsabile di Siena News, il giornale on-line fondato dal portavoce di Mussari, David Rossi, morto tragicamente nei giorni più drammatici dello scandalo.

La voce di Bisi è rimasta registrata più volte nelle intercettazioni dell'inchiesta sull'aeroporto di Ampugnano, mentre parlava con due degli indagati, il presidente Mussari e l'amministratore delegato della società aeroportuale Enzo Viani, ex dirigente Montepaschi ma anche fratello massone, nonché amministratore di Urbs, la società che controlla il grande patrimonio immobiliare del Goi, da Villa il Vascello all'ultima delle Logge, vera cassaforte dei massoni.

Massimo Bianchi è definito da qualcuno dentro le logge "candidato di disturbo": ha fatto una campagna elettorale d'opposizione alla gestione Raffi, dopo essere stato però per 15 anni il suo numero due, come Gran Maestro Aggiunto. Gli oppositori della passata gestione faranno dunque confluire i voti sul notaio messinese Silverio Magno. C'è chi, dentro il Grande Oriente, mostra preoccupazioni per il pericolo di infiltrazioni mafiose.

Tra questi, l'avvocato calabrese Amerigo Minnicelli, che già nel 2012 segnalava che molti tra gli indagati e gli arrestati in Calabria per mafia e corruzione erano appartenenti al Goi. Per tutta risposta, è stato accusato di fomentare una campagna denigratoria contro la massoneria ed è stato espulso dal Grande Oriente. Un anno dopo, lo stesso Raffi ha dovuto evidentemente prendere atto che il problema era reale, tanto che ha provveduto a sospendere la Loggia Verduci, nella Locride, proprio per infiltrazioni mafiose.

Oggi Minnicelli solleva di nuovo il problema. Delle tre regioni ad alta presenza massonica - Piemonte, Toscana e Calabria - quest'ultima ha ben 2 mila iscritti, di cui circa 1.500 Maestri votanti. Minnicelli calcola che si può risultare eletti con 4-5 mila voti validi. I massoni calabresi sono dunque determinanti: lo furono alle ultime elezioni, quando Raffi vinse grazie ai mille voti ricevuti in Calabria, che gli permisero di superare per una manciata di voti (meno di 400) il suo sfidante Natale Di Luca. Ma per sapere quale sarà il futuro della massoneria italiana dovremo aspettare l'equinozio di primavera.

 

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