MASTELLA POCO CLEMENTE CON NUNZIARELLA - ‘’MI HA SCRITTO UOMO DI MERDA, HA COMPRATO I MIEI FEDELISSIMI E LA PROTEGGONO PERCHÈ HA SPOSATO BOCCIA’’

Conchita Sannino per "La Repubblica"

«La signora ministro mi accusa di sciacallaggio? Io vado oltre, da politico di un'altra scuola mi rivolgo al segretario Renzi. Matteo, perché non parli di questa storia? Non mi dirai che il motivo è che Francesco Boccia, marito del ministro De Girolamo, si è schierato con te alle primarie?». A Clemente Mastella non sembra vero di poter diventare, dopo rovinosa e archiviata caduta, «il censore» e non più «il processato».

Mastella, cosa risponde alla De Girolamo?
«Io ho la mia dignità, il mio stile. Che ho mantenuto anche in momenti durissimi, dal punto di vista familiare e personale. Piuttosto, se devo analizzare il termine "sciacallo", colgo dagli atti pubblicati da Repubblica, che alcuni autorevoli referenti della signora ministro avrebbero promosso sciacallaggio contro chiunque fosse o si ritenesse ancora
mastelliano. Ci sono nomi, cognomi».

Lei è indagato da sei anni con moglie, cognato e consuocero, oggi è di nuovo dinanzi al Gup di Napoli per quell'accusa di associazione per delinquere da cui fu assolto, ma che la Cassazione ha annullato con rinvio. Lei sa bene che c'è una prassi consolidata nei decenni: che dirotta manager, direttori e primari nelle Asl a prescindere dai meriti.
«Questa è un battaglia di civiltà. Ho sempre detto e ripeto: se è previsto che la politica indichi un nome, indichi un dirigente. Se non si può, allora cambiamo le regole. Non è che io e mia moglie siamo stati massacrati, solo noi. Perché io sono contento se di altri non si vedano cose ben consistenti. Sono contento per loro».

Cosa intende?
«Ho solo detto che io non sono stato così fortunato. Non è una cosa contro la De Girolamo. Prenda il sindaco de Magistris: aveva messo nello staff del vicesindaco anche la compagna del suo assessore Realfonzo. Due al prezzo di uno: come il Dash. Poi, cacciato via Realfonzo, ha cacciato anche la compagna. Tutto negli atti. Lo avessi fatto io, sarei andato in galera»

È vero che la chiamano politici di Prima, Seconda e Terza Repubblica per solidarizzare dopo l'sms della De Girolamo?
«Mi stanno chiamando tanti colleghi e cittadini. Più che altro stupiti da atteggiamenti gratuiti, diciamo arroganti. Mi ha fatto pensare quello che mi ha detto in queste ore Marco Follini: la classe politica è su una scala a chiocciola, sta scivolando sempre più giù. Gli ho detto: hai pienamente ragione, e tu che se libero da impegni diretti e coinvolgenti, fatti promotore di una grande riflessione nel paese insieme ad altri».

Si aspettava che la De Girolamo le avesse chiesto scusa?
«E come potevo? La seconda parte di quell'sms era già chiara e nessuno la conosce...».

E cosa diceva?
«Io le mostrai che ero ferito per quel riferimento gratuito anche a mio figlio, oltre che per l'insulto. Lei sa cosa ha risposto? "Hai ragione. Ho detto sei una merda. Ho dimenticato di dire "Uomo" di merda».

 

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