merkel

‘MEGLIO NON GOVERNARE CHE GOVERNARE MALE’: I LIBERALI SCARICANO LA MERKEL, E LEI OGGI ANDRÀ DAL PRESIDENTE CON UN PUGNO DI MOSCHE. ‘SONO DISPIACIUTA, AVREMMO POTUTO TROVARE UNA SOLUZIONE’ - LA COALIZIONE TRA DEMOCRISTIANI, BAVARESI, LIBERALI E VERDI NON SI PUÒ FARE. E ORA C’È LA PAURA DELLE NUOVE ELEZIONI

1.MERKEL, ASSUMO RESPONSABILITÀ, DOMANI DAL PRESIDENTE

 (ANSA) - Angela Merkel ha definito quella di oggi una "giornata quasi storica". La cancelliera ha detto che "anche in tempi difficili" come questi, la Cdu si "assume la responsabilità" della situazione, e ha annunciato che domani si recherà dal presidente della Repubblica "per informarlo dello stato delle cose".

merkel 2

 

"Farò tutto come cancelliera ancora in carica affinché il paese, in questi difficili settimane, sia guidato bene", ha aggiunto.

 

2.MERKEL, DISPIACIUTA, AVREMMO POTUTO TROVARE SOLUZIONE

 (ANSA) - "Noi riteniamo che si poteva trovare il filo per arrivare una soluzione. Mi dispiace, con tutto il rispetto per l'Fdp, che non si sia potuta trovare una prospettiva". Lo ha detto Angela Merkel, in uno statement, dopo l'annuncio di Christian Lindner che ha fatto saltare il tavolo per il governo Giamaica. "La maggioranza della popolazione si sarebbe augurata che trovassimo una soluzione", ha aggiunto la cancelliera, comparsa davanti alla stampa insieme al leader della Csu Horst Seehofer.

 

 

3.LIBERALI FUORI, SALTA IL TAVOLO A BERLINO MERKEL E L' INCUBO DEL RITORNO ALLE URNE

Danilo Taino per il “Corriere della Sera”

 

angela merkel tifosa 2

Una coalizione di governo tra i cristiano-democratici della Cdu e della Csu, i Liberali e i Verdi in Germania non si può fare. Dopo quattro settimane di colloqui tra i partiti, e 56 giorni dopo le elezioni del 24 settembre, questa notte i colloqui tra le quattro delegazioni sono falliti. Poco prima di mezzanotte, i Liberali di Christian Lindner hanno fatto sapere che si ritiravano: troppe differenze sul programma. La politica tedesca entra in un territorio mai calpestato prima, instabile. A Berlino, stanotte, pochi erano in grado di dire con certezza cosa succederà.

 

La stessa posizione di Angela Merkel, prima sconfitta del flop dei negoziati, è molto meno solida. «Giornata quasi storica - ha detto la cancelliera -. Ci assumiamo la responsabilità della situazione». Il liberale Lindner si è alzato dal tavolo dopo che la scadenza che era stata posta per un accordo è stata superata giovedì scorso e una seconda volta ieri alle 18, dopo ore di trattative durissime. Probabilmente, una maggioranza tra i quattro partiti non era nelle carte sin dall' inizio. Era l' unica numericamente possibile, in seguito alle elezioni e al fatto che i socialdemocratici di Martin Schulz avevano deciso di passare all' opposizione.

christian lindner

 

Ma Lindner ha detto che nei colloqui si è capito che tra i quattro non c' erano né idee comuni né fiducia. Differenze strutturali. Mettere assieme un partito nettamente di centro, la Cdu, uno più conservatore, la gemella bavarese Csu, i Liberali decisamente pro-business e i Verdi che propendono a sinistra si è dimostrato impossibile.

Il leader liberale ha detto di non volere accusare nessuno per il fallimento: ognuno si è battuto per i propri principi.

 

christian lindner leadr liberali tedeschi

«È meglio non governare che governare male - ha affermato -. C' erano questioni aperte e obiettivi confliggenti». Alcuni Verdi, invece, lo accusano di avere ceduto a posizioni populiste. Il punto di rottura è stato sul ricongiungimento familiare degli immigrati siriani che hanno ottenuto asilo: il governo uscente di Grande Coalizione li aveva sospesi per due anni, fino al prossimo marzo; i Verdi chiedevano che fossero ripristinati subito dopo; la Csu che si mettesse un tetto ai nuovi arrivi; i Liberali che si facesse prima di tutto la riforma della legge sull' immigrazione.

 

Per quanto si siano cercati compromessi, però, le differenze erano anche su molto altro: la politica energetica, la messa al bando dei motori a combustione interna, la chiusura delle centrali a carbone, l' abolizione della tassa di solidarietà per le regioni dell' Est ex comunista, la politica sociale, il futuro dell' Europa, la politica estera, la vendita di armi, il ruolo tedesco in Afghanistan. Un compromesso su tutto questo era francamente un' idea «ambiziosa».

 

seehofer e orban

Il problema è cosa succederà ora. Con i socialdemocratici che ancora ieri hanno ribadito di non volere fare un governo di Grosse Koalition , alternative di alleanza a questo punto non ci sono. Merkel potrebbe sentire se Schulz vuole aprire un colloquio: successo improbabile. Ha annunciato che oggi andrà dal presidente federale Frank-Walter Steinmeier - ieri sera molto insoddisfatto - per «informarlo della situazione». Da verificare se c' è la possibilità di un governo di minoranza: strada mai percorsa nella Germania post-bellica. Oppure si possono indire nuove elezioni a distanza di poco tempo: anche questo mai successo sin dai tempi della Repubblica di Weimar.

 

Per Merkel è una sconfitta a più dimensioni. Non è riuscita a dispiegare la sua capacità di unificare posizioni diverse. Ha visto svanire il suo obiettivo di lunga data di governare con i Verdi (le differenze tra Cdu, Csu e Liberali sarebbero state superabili). Soprattutto, finora non è riuscita a garantire alla Germania ciò che la Germania più vuole: un governo stabile. Ieri notte, la cancelliera da 12 anni si è resa conto in via definitiva che le elezioni del 24 settembre, in cui è arrivata prima ma con un crollo di consensi, l' hanno indebolita in misura forse irrecuperabile.

merkel seehofer

 

Avere l' incarico di fare un governo e non riuscirci in Germania è fallimento grave. Si vedrà presto, certo è che Frau Merkel rischia di prendere il viale del tramonto.

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