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LA MELONI È OSTAGGIO DEL “PACIFISTA” SALVINI – LA DUCETTA SPERAVA CHE BASTASSE SBIANCHETTARE LA PAROLA RIARMO DALLA RISOLUZIONE DI MAGGIORANZA, RISCRITTA PER ALLINEARSI ALLA LEGA, PER METTERE A TACERE I MALUMORI DEL CARROCCIO. E INVECE, NISBA: IL CAPOGRUPPO LEGHISTA ALLA CAMERA, RICCARDO MOLINARI, L’HA SFIDUCIATA (“NON HA IL MANDATO PER APPROVARE IL REARM EU”) E SALVINI HA FATTO IL FINTO TONTO, DICENDO DI NON SAPERNE NIENTE – LA TELEFONATA DI FUOCO E I DUE EVENTI PARALLELI A BRUXELLES: LEI DALLA PRESIDENTE DEL PARLAMENTO UE, ROBERTA METSOLA, LUI CON ORBAN E LE PEN A URLARE “OCCUPY BRUXELLES”

GIORGIA MELONI CON ROBERTA METSOLA

Estratto dell’articolo di Federico Capurso e Francesco Malfetano per “La Stampa”

 

Chissà come Giorgia Meloni si era immaginata quest'ultima giornata parlamentare, prima di volare a Bruxelles per il Consiglio europeo che si aprirà oggi.

 

Dopo aver fatto scrivere una risoluzione in lingua leghista, allineandosi a tutte le corse in avanti di Matteo Salvini contro il piano di riarmo europeo, forse pensava di ricevere qualcosa di più del voto compatto del centrodestra sul testo di quella risoluzione.

 

MATTEO SALVINI RICCARDO MOLINARI

Pretendeva, come detto in Aula, «lealtà e responsabilità». Certo non pensava di sentirsi dire dal capogruppo leghista Riccardo Molinari, in Aula, che «l'Italia non dà il mandato a Meloni di approvare il ReArm Eu». Tanto meno credeva di poter sentire Salvini lanciare lo slogan «Occupy Bruxelles», per poi vederlo scagliarsi contro il presidente francese Emmanuel Macron e l'Alto rappresentante Ue Kaja Kallas, colpevoli per il leghista di volere la guerra: «Questi sono pericolosi, sono estremisti. Vanno denunciati e fermati con tutte le armi che la democrazia ci mette a disposizione».

 

JORDAN BARDELLA VIKTOR ORBAN MATTEO SALVINI MARINE LE PEN

[…] Ma la premier entra in fibrillazione già in tarda mattinata, subito dopo l'intervento di Molinari. Quel veto sul ReArm Eu suona alle sue orecchie come il tentativo di toglierle agibilità politica in Europa. Quasi un commissariamento, come fanno notare le opposizioni.

 

[…] Quello di Molinari si trasforma così nell'ennesimo piccolo strappo nei rapporti tra Meloni e la Lega. La premier, dopo averlo ascoltato, esce dall'Aula e telefona a Salvini per chiedergli un chiarimento. Raccontano che il leader della Lega sia caduto dalle nuvole: «Ha detto che non hai il mandato a votare il ReArm? Non ne sapevo nulla».

 

giorgia meloni foto lapresse

Le avrebbe assicurato, anzi, che l'uscita del suo capogruppo, specie in questi termini, non fosse concordata con lui. La premier, per il leghista, non deve considerarlo un agguato. Eppure Molinari, parlando con La Stampa, offre una prospettiva diversa: «È la posizione della Lega, lo diciamo da giorni, non vogliamo fare nuovo debito per acquistare armi e il ReArm, in questo momento, è soprattutto nuovo debito nazionale».

 

Dal quartier generale del partito offrono la stessa versione: «Quella di Molinari è la nostra linea. Forse i toni erano un po' duri, ma il contenuto era condiviso». E se le proposte del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti in Europa non dovessero essere accolte?

 

giancarlo giorgetti e matteo salvini ancona

Dal partito sono netti: «Se non passerà la proposta di Giorgetti sul ReArm, chiederemo che Meloni si astenga al momento del voto al Consiglio Ue».

 

La Lega ha capito che questo è il momento di alzare il pressing. Vuole scardinare gli equilibrismi in cui si è nascosta la premier nelle ultime settimane europee. Lei, invece, vuole proseguire proprio in quella doppia direzione. Non aspetta nemmeno che la Camera voti la risoluzione, nel pomeriggio lascia l'Aula e vola a Bruxelles, dove si trova anche il leader del Carroccio.

 

giorgia meloni

Meloni incontra però la presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola per discutere di Ucraina e Medio Oriente, mentre il leghista riabbraccia il premier ungherese Viktor Orban e gli alleati francesi Marine Le Pen e Jordan Bardella. Con loro, chiede di "occupare" Bruxelles: «Dobbiamo riprenderci casa nostra, Paese per Paese, città per città, Parlamento per Parlamento».

IL DISCORSO DI GIORGIA MELONI SU VENTOTENE - VIGNETTA BY ELLEKAPPA giorgia meloni foto lapresse

 

M - LA SORELLA DEL SECOLO giancarlo giorgetti giorgia meloni foto lapresse. QUANDO GIORGIA MELONI LODAVA IL MANIFESTO DI VENTOTENE giorgia meloni in versione ducetta

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