giorgia meloni libia tripoli gas

MELONI A TUTTO GAS – LA PREMIER, VOLATA A TRIPOLI, HA PORTATO A CASA UN ACCORDO DA 8 MILIARDI DI DOLLARI PREVEDE PER L’ENI LA PRODUZIONE DI GAS IN DUE GIACIMENTI, A PARTIRE DAL 2026. UN’INTESA RAGGIUNTA ANCHE CON L’ASSENSO DEL GENERALE HAFTAR – CONTEMPORANEAMENTE LA DUCETTA HA SIGLATO UN “POTENZIAMENTO” DELLA COOPERAZIONE CON TRIPOLI PER LA GESTIONE DEI FLUSSI MIGRATORI, CON UN POTENZIAMENTO DELLA GUARDIA COSTIERA LIBICA. IL PD ATTACCA: “UNA SCELTA SCELLERATA”

1 – I CONTATTI CON HAFTAR. COSÌ IL GOVERNO SI È MOSSO SUI DUE FRONTI LIBICI

Estratto dell’articolo di Marco Galluzzo per il “Corriere della Sera”

 

giorgia meloni col premier libico abdul hamid ddeibah

Meloni atterra a Tripoli e lì si ferma. Vede il governo legittimo ma non fa tappa a Bengasi, non vede il generale Haftar, l’altro leader forte del Paese africano. In apparenza può apparire una scelta politica, per alcuni può essere uno strappo, per altri persino il frutto delle critiche rivolte al mega contratto fra Eni e Noc. In questo caso l’apparenza inganna: la missione del capo del governo in Libia è stata preparata a fondo sia dalla nostra diplomazia che dai nostri apparati di sicurezza […]

 

Nella prima versione del suo viaggio la presidente del Consiglio (che per ragioni di sicurezza ha rinviato di qualche giorno l’annunciata visita a Kiev) aveva preso accordi anche per un faccia a faccia con Haftar, l’autoproclamato capo dell’esercito nazionale libico. Per una serie di coincidenze sfortunate però, almeno così viene ricostruito da fonti italiane, il generale ha dovuto rinunciare al confronto con Meloni per ragioni personali: si trova in questi giorni a Parigi, per una serie di cure mediche.

antonio tajani giorgia meloni matteo piantedosi a tripoli

 

Ma i contatti con il nostro esecutivo non sono mai cessati e persino il grande contratto firmato dall’Eni su due giacimenti off shore è solo in apparenza mal visto da un pezzo forte del potere locale. Il nuovo capo della Noc, la compagnia locale di energia, che dal 1959 collabora con il nostro colosso nazionale, è stato nominato dal governo legittimo anche per fare un favore ad Haftar.

 

[…]

 

Anche queste dinamiche, al di là delle polemiche pubbliche delle ultime ore, avrebbero blindato gli accordi e rassicurato il governo italiano sulla scelta di confermare la missione nonostante l’assenza di Haftar. […]

 

giorgia meloni abdul hamid ddeibah

[...] l’accordo di ieri è un altro tassello nel massiccio processo di investimenti e diversificazione delle fonti energetiche che l’Eni ha accelerato dall’inizio della guerra in Ucraina. L’accordo viene definito «il più grande investimento nel settore energetico della Libia da oltre 25 anni. Con la potenzialità di raddoppiare l’attuale produzione di gas», ha affermato l’ad di Eni Claudio Descalzi. «Il fatto importante è che non solo svilupperemo gas ma cattureremo la Co2 di queste produzioni e svilupperemo anche energia solare», ha aggiunto. «Quindi in futuro progetti non solo di export di gas, ma anche di elettricità verso l’Italia sfruttando le condotte di Green Stream».

 

2 – MELONI A TRIPOLI FIRMA L’INTESA SUL GAS E DA ROMA ALTRE MOTOVEDETTE AI LIBICI

Estratto dell’articolo di Emanuele Lauria per “la Repubblica”

 

giorgia meloni a tripoli

Per Giorgia Meloni è un’altra pagina del suo “piano Mattei”. Dopo essere stata ad Algeri (e forse in vista di una successiva tappa a Tunisi), la premier vola in Libia, vede il primo ministro Abdul Hamid Dbeibah e il capo del Consiglio presidenziale Mohamed Yunis Al Menfi, portando a casa due accordi: il primo, definito “storico”, da 8 miliardi di dollari per aumentare la produzione di gas proveniente dalla Libia; l’altro sul «potenziamento » della cooperazione con Tripoli per la gestione dei flussi migratori. […]

 

giorgia meloni col premier libico abdul hamid ddeibah 2

 

Sull’immigrazione, l’intesa raggiunta a Tripoli prevede la «cooperazione con l’autorità libica in relazione alla guardia costiera». E nella pratica si traduce in un memorandum, firmato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che prevede la consegna di cinque motovedette. […] Nel Pd la candidata alla segreteria Elly Schlein parla di scelta scellerata «perché la guardia costiera libica viola i diritti fondamentali».

 

Ma il problema, secondo la responsabile Esteri Lia Quartapelle, è che «subordinare una vera politica per la stabilità della Libia alla questione immigrazione è un grave errore di prospettiva». «Ridurre tutto a un tentativo di contenimento costiero appare riduttivo», afferma il collega Enrico Borghi. Di certo, Meloni nei suoi colloqui ha spronato gli interlocutori istituzionali a fare di più per limitare i flussi: «Apprezzo gli sforzi — avrebbe detto — ma le partenze ultimamente sono aumentate. Bisogna trovare soluzioni più efficaci e risultati verificabili». Fra migranti ed energia, la scommessa è alta, in un Paese instabile.

HAFTAR

giorgia meloni col premier libico abdul hamid ddeibah 3 

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....