“MEMORIALE FRIGERIO”: “VI SPIEGO IO GLI AFFARI DELLA SINISTRA IN EXPO’ - I LEGAMI ATTUALI DEL COMPAGNO G CON EX PCI, NOTABILI PD E MINISTRI DELL’ESECUTIVO RENZI: ‘HA RELAZIONI CON FASSINA, BARCA E IL GUARDASIGILLI ORLANDO’

Giacomo Amadori per "Libero Quotidiano"

 

GIANSTEFANO FRIGERIO GIANSTEFANO FRIGERIO

Dalla sua cella nel carcere di Opera (Milano) Gianstefano Frigerio, 74 anni e quasi cieco, continua la sua battaglia contro la carcerazione preventiva nell’ambito dell’inchiesta sull’Expo. E in un memoriale in due parti, lungo 20 pagine, inviato al procuratore meneghino Edmondo Bruti Liberati, lancia accuse pesantissime alla sinistra e alle cooperative rosse e invia messaggi sibillini al Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

 

Il linguaggio è felpato, allusivo, ma la sostanza è urticante come un cespuglio di ortiche. In apertura il detenuto - accusato di associazione per delinquere con finalità di turbativa d’asta - si rivolge all’«illustre procuratore» e si affida alla «sua alta funzione di garanzia».

NAPOLITANO VEDE ITALIA COSTARICA SULLA BATTELLO PER CAPRI NAPOLITANO VEDE ITALIA COSTARICA SULLA BATTELLO PER CAPRI

 

Quindi l’ex notabile lombardo della Dc gli chiede «umilmente la grazia» per lui «vitale» di essere interrogato. Ai convenevoli seguono le prime bordate che lasciano intravedere lo spirito combattivo di questo ex parlamentare democristiano. Frigerio non ha digerito la perquisizione inflitta al figlio: «C’è forse da aspettarsi in futuro una pioggia di avvisi di garanzia su tutti i fruitori di protezioni familistiche? Sto pensando alle generose consulenze di Finmeccanica, Ferrovie, Eni a favore dei figli dei vertici del Paese».

 

Qui il riferimento neppure tanto velato è agli eredi del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ma non solo a loro. «Sto pensando a molti rampolli dell’alta burocrazia o forze dell’ordine o magistratura che hanno trovato un futuro nelle grandi banche o nelle grandi istituzioni finanziarie». A fianco alla parola «magistratura» si intravede, cancellato, l’aggettivo «milanese».

primo primo

 

I riferimenti a Napolitano ritornano quando elenca gli argomenti dei suoi colloqui con l’imprenditore piddino Primo Greganti, altro componente della presunta «cupola dei tre vecchietti al bar» degli appalti per Expo 2015 (il terzo membro è l’ex senatore Luigi Grillo). «Con Greganti io parlavo solo di politica; del presente di cui era molto scontento (la linea di Renzi gli era indigesta) (…) e soprattutto del passato con grande nostalgia. Emergevano allora i ricordi dei miei rapporti molto solidi e duraturi con Gianni Cervetti (uno dei leader, assieme a Napolitano dei miglioristi)».

 

wmc12 gianni cervettiwmc12 gianni cervetti

Quei miglioristi del Partito comunista che ai tempi di Tangentopoli finirono nel mirino dei pm milanesi. «Con Greganti parlavamo spesso delle paure dentro il Pci di un colpo di Stato, dei finanziamenti da Mosca, dei rapporti con gli altri Paesi comunisti, delle tensioni dei miglioristi (in particolare Napolitano) con Berlinguer, della vicinanza dei miglioristi a Craxi (giunta Tognoli) e dopo le elezioni dell’’83 con Berlusconi». Manda bigliettini Frigerio, molto in alto. Fa intendere, allude. Quasi a dire: Enrico Berlinguer, il santino della sinistra e dei grillini, era molto diverso da Napolitano, re Giorgio era più in sintonia con

Silvio Berlusconi.

 

E Greganti, il compagno G. delle tangenti rosse, l’uomo del conto Gabbietta, ora in carcere per l’Expo? «Mantiene tuttora forti collegamenti col mondo delle coop, coi leader del vecchio Pci (Fassino, D’Alema, Bersani, Moretti ecc.) e coi giovani turchi (Barca, Orlando, Fassina ecc.) e con numerose realtà internazionali (Cuba, Cina, Vietnam)». Sorpresa: l’”uomo nero” della sinistra avrebbe tuttora legami stretti con tre ex segretari di Pds-Ds-Pd, con l’amministratore delegato di Finmeccanica Mauro Moretti, con l’ex viceministro dell’Economia Stefano Fassina, con l’ex ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca e con il Guardasigilli Andrea Orlando.

CRAXI MANI PULITE CRAXI MANI PULITE

 

Ovviamente sono tutte affermazioni senza riscontri o rilievi penali, ma potenzialmente di grande valenza politica. Frigerio entra anche nel merito delle accuse a lui rivolte e in particolare al presunto interesse della “cupola” a mantenere al suo posto Giuseppe Nucci, l’ex ad della Sogin. Nucci doveva “turbare” la gara europea per la centrale di Saluggia (Vercelli)? Ecco la perfida chiosa: «Il responsabile unico della procedura era l’ingegner Cittadini (collaboratore strettissimo e fidato di Nucci), molto legato a Bersani» e nonostante Grillo abbia presentato Nucci a Gianni Letta, Bersani e ad altri politici, alla fine Enrico Letta alla Sogin «nominò il suo amico Casale».

 

Frigerio scrive anche che il grande progetto della Città della salute non era sponsorizzato solo dall’ex governatore lombardo Roberto Formigoni: «Tutta l’elìte politica milanese, a cominciare dal sindaco (Giuliano Pisapia ndr) era favorevole a collocare la città della salute sull’area del Cerba del professor Umberto Veronesi, favorendo anche Mediobanca e Ligresti».

 

Berlusconi Silvio Berlusconi Silvio

Nel memoriale del “vecchietto” terribile c’è spazio pure per Angelo Paris, il manager Expo finito agli arresti domiciliari, che Frigerio sostiene di aver messo in contatto con «il fratello dell’autorevolissimo segretario generale del Quirinale». «Paris era convinto che si stesse saldando un legame del tutto privilegiato tra Sala e il Pd: questo mi fu ampiamente confermato da Greganti. Del resto nel mondo politico di sinistra prendeva sempre più forza la candidatura di Sala a sindaco (di Milano ndr)». Per Frigerio tutte le gare per l’Expo hanno visto «una semplificazione delle procedure», «un’ansiosa corsa contro il tempo», con «ben 4 direttive in tal senso dal governo Letta-Lupi e Renzi-Lupi».

 

Massimo D Alema Massimo D Alema

La conseguenza? «Una giungla di fantasiose procedure anomale con tutti i poteri decisionali nella mani di Giuseppe Sala (l’ad di Expo spa, ndr)». Ma la “deregulation” dei governi di sinistra avrebbe avuto «un altro risultato riassuntivo evidente». Quale? «Il trionfo delle coop rosse». Che si sarebbero spartite la torta con il mondo vicino a Comunione e Liberazione: «In queste grandi opere si era realizzata una saldatura profonda tra le coop rosse e le imprese della Compagnia delle opere». Per Frigerio «solo la gara per la piastra (la più contestata dai pm ndr) era coerente con le normative europee».

 

Alla fine il detenuto invia un messaggio in bottiglia alla procura e le ricorda che nel 2010 il ministro Giulio Tremonti aveva mandato gli ispettori in Lombardia a studiare «i sovracosti per l’Erario dei project financing» per le grandi opere. Al termine dell’ispezione «Tremonti mandò i fascicoli dell’indagine ministeriale in procura. (…) Come mai ora è calato l’oblio e tutti soffrono di vistosi vuoti di memoria?». Quesito interessante a cui qualcuno, forse, dovrà dare una risposta. Insieme con i saluti, Frigerio chiede a Bruti Liberati di «segretare integralmente» il contenuto della suo j’accuse «per evitare gli slogan roboanti e ad effetto dei media reali e virtuali». La Procura ha preferito non farlo.

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....