giorgia meloni sergio mattarella

CON UN'OPPOSIZIONE PIU' IMPOTENTE CHE MAI, MENO MALE CHE C’È MATTARELLA A METTERE UN ARGINE ALL’ARMATA BRANCAMELONI – I CINQUE STOP IMPOSTI DAL QUIRINALE AL GOVERNO SULLA MANOVRA CHIUDONO UN ANNO A DIR POCO COMPLICATO DI COABITAZIONE CON L'ESECUTIVO DELLA DUCETTA – AL COLLE SPIEGANO CHE GLI EMENDAMENTI BOCCIATI NON C'ENTRAVANO NIENTE CON LA LEGGE DI BILANCIO. UN MODO EDUCATO PER DEFINIRE LE FURBIZIE INSERITE SURRETTIZIAMENTE IN DECRETI LEGGE DEL TUTTO ESTRANEI ALL'OGGETTO DAGLI ESPONENTI DELLA MAGGIORANZA - IL QUIRINALE SI TROVA NON SOLO ALLE PRESE CON LA MANOVRA FINANZIARIA, LA RIFORMA ELETTORALE E IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA: PER AVERE MANI SEMPRE PIU' LIBERE DALLE NORME PREVISTE DALLA COSTITUZIONE, I FRATELLI DI MELONI FESTEGGERANNO LA FINE DELL'ANNO CON UN BLITZ PER IMBRIGLIARE LA CORTE DEI CONTI, CHE RIDUCE L’AUTONOMIA DEI MAGISTRATI E L’EFFICACIA DELLE INDAGINI...

Estratto dell’articolo di Concetto Vecchio per “la Repubblica”

 

sergio mattarella e giorgia meloni

I cinque altolà imposti l'altro giorno dal Quirinale al governo sulla manovra chiudono un anno di coabitazione non sempre semplice con l'esecutivo di Giorgia Meloni. Al Colle spiegano che gli emendamenti bocciati erano del tutto fuori contesto. Non c'entravano niente con la legge di bilancio.

 

Un modo educato per definire le furbizie degli esponenti della maggioranza di centrodestra che hanno cercato di trarre vantaggio dalla confusione di una legge vasta e complessa come la finanziaria. [...]

 

MAURIZIO LEO E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE

Non è la prima volta che succede. Anzi. Ma al Quirinale fanno ancora il Quirinale e quindi vigilano, correggono, e nel caso bloccano. Nei mesi scorsi reiterate sono state le bocciature degli uffici del presidente Mattarella per emendamenti inseriti surrettiziamente in decreti legge del tutto estranei all'oggetto. E anche stavolta, si fa notare, è stata superata una soglia.

 

Il caso più clamoroso di questi giorni riguarda la tutela agli imprenditori condannati per avere sottopagato i lavoratori. L'aveva proposta in Commissione il senatore di Fratelli d'Italia, Matteo Gelmetti (prima di lui ci aveva provato nel decreto Ilva il collega Pogliese).

Avrebbe limitato la possibilità per i lavoratori di ottenere gli arretrati salariali, anche nei casi in cui un giudice stabilisce che la retribuzione percepita è stata troppo bassa.

 

EVITA DE' NOALTRI - VIGNETTA BY MACONDO

[...]  Era del tutto incongruo rispetto alla natura della legge di bilancio, fanno notare al Quirinale. Una questione di metodo, insomma. Ma qui non si può non sottolineare che sui salari troppo bassi, le mancate tutele dei lavoratori, la piaga del precariato, Mattarella tuona, inascoltato, da dieci anni. Due emendamenti li ha presentati la Lega. E prevedevano meno paletti per chi passava da un incarico pubblico a uno privato e viceversa.

 

[...] Poi c'erano due emendamenti di Claudio Lotito, il senatore di Forza Italia e presidente della Lazio. Uno era sui magistrati fuori ruolo e puntava a a ridurre da dieci a quattro anni l'anzianità di servizio per poter essere autorizzati al collocamento fuori ruolo, e quindi fare altro. Un'altra norma che non c'entra nulla con la legge di Bilancio, è stato fatto notare, invitando il ministro per i Rapporti col Parlamento, Luca Ciriani, a depennarle. E infatti ai dirigenti dei gruppi di maggioranza è arrivato un foglietto con su scritto «norme da sopprimere».

 

MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE

Lotito voleva anche rivedere la disciplina per il personale della Covip, l'Autorità che vigila sui fondi pensione. Ieri fonti di governo hanno fatto sapere che in quest'ultimo caso il Quirinale intendeva cambiare sola una parte della norma, ma per un difetto di comunicazione è stata cassata per intero. «Non volevamo esporci a rischi di incostituzionalità» del testo: sintetizza il viceministro all'Economia Maurizio Leo spiegando lo stralcio delle cinque norme.

 

Resta il fatto che finora tutte le petizioni di Mattarella, espresse in varie lettere di accompagnamento alle leggi, non sono servite granché. A ottobre, sul pasticcio della festività di San Francesco, aveva richiamato tutti all'ordine: «Non posso non sottolineare l'esigenza che i testi legislativi presentino contenuti chiari e inequivoci».

 

SERGIO MATTARELLA GIORGIA MELONI

Alla fine dalla maggioranza ci provano comunque a fare passare leggi mancia, norme elettorali, emendamenti per gli amici degli amici. Come il condono edilizio. Non sarebbe mai passato, hanno fatto trapelare da lassù. E a quel punto al Senato, anche su pressione delle opposizioni, l'hanno derubricato a ordine del giorno.

GIANCARLO GIORGETTI - APPROVAZIONE DELLA MANOVRA AL SENATO - FOTO LAPRESSESERGIO MATTARELLA E GIORGIA MELONI

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...