UN MERITO TRUMP CE L'HA: HA MESSO A TACERE PUTIN E I PIFFERAI DELLA SUA PROPAGANDA - IL PRESIDENTE RUSSO E I PROPAGANDISTI (DI SOLITO INCENDIARI) HANNO ABBASSATO I TONI IN MERITO AL SEQUESTRO DELLA PETROLIERA RUSSA DA PARTE DELLA MARINA AMERICANA: PER DUE GIORNI PUTIN AVREBBE TENTATO DI CHIAMARE TRUMP, CHE NON GLI HA RISPOSTO MA HA RILASCIATO L'EQUIPAGGIO RUSSO DELLA NAVE - IN MERITO ALL'ARRESTO DI MADURO, DA MOSCA E' ARRIVATA UNA TIMIDA CONDANNA, NULLA A CHE VEDERE CON LE SOLITO SPARATE DELLA ZOCCOLOVA ZAKHAROVA: IN QUESTO MOMENTO, IL CREMLINO NON HA INTERESSE A IRRITARE TRUMP..
Estratto dell'articolo di Paolo Valentino per il "Corriere della Sera"
SEQUESTRO DELLA PETROLIERA RUSSA MARINERA
Da Mosca raccontano che per due giorni Vladimir Putin abbia cercato di telefonare a Donald Trump, per averne un resoconto del sequestro nel Nord Atlantico da parte americana della Marinera, la petroliera della «flotta ombra» che batteva bandiera russa ed era scortata da un sommergibile della Marina di Mosca, e per chiedere l’immediato rilascio dei marinai russi. Ma che il capo della Casa Bianca si sia negato lasciando lo Zar con un palmo di naso, anche se poi Trump ha fatto liberare sua sponte due membri dell’equipaggio, entrambi cittadini della Federazione.
In pubblico Putin è rimasto zitto. Così come aveva taciuto, quando il chirurgico raid militare ordinato dal presidente americano contro il Venezuela, aveva decapitato il regime di Caracas, portando alla cattura del dittatore Nicolas Maduro e di sua moglie, che ora languono in una prigione di Brooklyn.
A parte le blande dichiarazioni del ministero degli Esteri, che ha invitato Washington a rispettare le regole della navigazione internazionale, salvo poi «ringraziare la dirigenza degli Stati Uniti» per la liberazione dei marinai, a parlare in Russia sono state soprattutto le seconde file: deputati, analisti, propagandisti. [...]
Ancora più duro il numero due della Commissione Difesa, Aleksey Zhuralev, che aveva equiparato l’azione Usa contro la Marinera a un «attacco al territorio russo». Mentre, secondo Dmitrij Suslov, consigliere di politica estera del Cremlino, la cattura di Maduro e il sequestro della petroliera dimostrano che «gli Usa rimangono un avversario della Russia».
Ma il tono generale, soprattutto da parte dei soliti pifferai della propaganda, è stato all’insegna della cautela e di una ostentata minimizzazione. Significativa in proposito la retromarcia di Dmitrij Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza, uso a sbracare, il quale prima ha definito le azioni di Trump «illegali», poi ha corretto il tiro, dicendo che la scelta di concedere alla Marinera la bandiera provvisoria russa, per proteggerla da azioni illegali americane, non era del tutto adeguata non avendo gli Stati Uniti mai ratificato la Convenzione Onu sul diritto internazionale marittimo del 1982.
SEQUESTRO DELLA PETROLIERA RUSSA MARINERA
Quanto all’editorialista di Komsomolskaya Pravda , Aleksandr Kots, normalmente incendiario, ha gettato acqua sul fuoco, spiegando che «nessuno dei principali attori vuole un inasprimento»: «Gli stessi americani sottolineano che le loro azioni non sono dirette contro la Russia». Detto altrimenti, non ci sarà reazione dura da parte di Mosca, nonostante lo schiaffo ricevuto.
E qui torniamo all’assordante silenzio di Vladimir Vladimirovic, segnale inequivocabile della sua volontà in questa fase di non irritare, tantomeno inimicarsi l’amico Donald. La ragione? «Putin ha un solo obiettivo: vincere in Ucraina, tutto il resto è subordinato a questo», dice al New York Times Hanna Notte, politologa di Eurasia. [...]
Putin Trump
xi jinping donald trump vladimir putin
LA ROTTA DELLA PETROLIERA RUSSA MARINERA
ARRESTO DI NICOLAS MADURO
VENEZUELA - ATTACCO AMERICANO A CARACAS PER ARRESTARE NICOLAS MADURO
la mappa del mondo diviso tra vladimir putin donald trump e xi jinping di Kirill Dmitriev
VENEZUELA - ATTACCO AMERICANO A CARACAS PER ARRESTARE NICOLAS MADURO
LA PETROLIERA RUSSA MARINERA
