meloni masiello

“AI MIEI TEMPI, GLI STUDENTI SAREBBERO STATI FELICI DI ACCOGLIERE TRA I BANCHI, FACENDO ECO A PASOLINI, I COMPAGNI IN DIVISA" – FRANCESCO MERLO INTERVIENE SUL CASO DEL RIFIUTO DELL'UNIVERSITÀ DI BOLOGNA DI ORGANIZZARE CORSI DI FILOSOFIA PER GLI ALLIEVI DELL'ACCADEMIA DI MODENA E SULLO SCONTRO TRA IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL’ESERCITO CARMINE MASIELLO E L’UNIVERSITÀ DI BOLOGNA. GIORGIA MELONI ACCUSA L’ATENEO DI AVER PRESO UNA DECISIONE “INCOMPRENSIBILE E SBAGLIATA, INACCETTABILE” - IL PD E AVS DIFENDONO L'UNIVERSITA' BOLOGNESE E PARLANO DI "GRAVE INGERENZA DEL GOVERNO SULL'AUTONOMIA UNIVERSITARIA" - MA L’ATENEO DI ROMA 3 OFFRE CORSI AI MILITARI…

 

ROMA TRE OFFRE I CORSI AI MILITARI  

Dalla rubrica delle lettere di “Repubblica” 

 

Caro Merlo, ho letto allibita il rifiuto dell'Università di Bologna di organizzare corsi di filosofia per gli allievi dell'Accademia di Modena. Da filosofa appassionata la pregherei di girare al generale Masiello la mia disponibilità immediata (dopo 40 anni di docenza universitaria) di offrire corsi di Filosofia morale, Storia della filosofia e Teoretica. 

Francesca Brezzi -Un. Roma Tre  

meloni masiello

 

Risposta di Francesco Merlo 

La sua disponibilità è estremamente appropriata e dovrebbe fare riflettere i suoi colleghi bolognesi. Non si militarizza una scuola accettando i soldati come allievi. Casomai, lo si farebbe inserendo corsi di argomento bellico o di tendenza militarista nel piano di studi. 

Comunque è l'esercito che dovrebbe preoccuparsi di mettere in discussione sé stesso con la filosofia che è fatta per mettere in discussione tutto, anche le più marmoree certezze militari. 

 

Giovanni Molari

Caro Merlo, i collettivi degli studenti di Filosofia di Bologna che si sono opposti ai corsi agli allievi dell'Accademia militare si sono attenuti al modello triadico dello Stato ideale di Platone (La repubblica): gli Artigiani usano le mani per procurare cibo e beni per il popolo, i Guardiani armi per difenderlo, i Filosofi la mente per governarlo. Un modello che Karl Popper ("La società aperta e i suoi nemici"1945) considerò totalitario e autoritario. Dopo due millenni e mezzo continua a vincere Platone. 

Luciano Mecacci  

 

Risposta di Francesco Merlo 

Caro prof Mecacci, ai miei tempi, gli studenti sarebbero stati felici di accogliere tra i banchi, facendo eco a Pasolini, "i compagni in divisa". 

 

NO AI CORSI PER MILITARI ALL’UNIVERSITÀ DI BOLOGNA LA PREMIER: INACCETTABILE 

Gianna Fregonara per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

giorgia meloni - foto lapresse

Lo scontro tra il capo di stato maggiore dell’esercito Carmine Masiello e l’Università di Bologna non si placa. E il no dell’Alma Mater al corso di filosofia per quindici allievi ufficiali di Modena da organizzare presso l’Accademia militare diventa un caso politico. Mentre la ministra dell’Università Anna Maria Bernini prova a gettare acqua sul fuoco proponendo che le lezioni le organizzi l’università di Modena e Reggio (a questo punto però il prossimo anno accademico),

 

la premier Giorgia Meloni con un post accusa l’ateneo bolognese di aver preso una decisione «incomprensibile e sbagliata, inaccettabile, un gesto lesivo dei doveri costituzionali che fondano l’autonomia dell’Università», in un tentativo «di isolare, delegittimare o frapporre barriere ideologiche a un dialogo istituzionale così fondamentale per l’interesse nazionale». 

 

Parole durissime, che colpiscono anche il rettore Giovanni Molari, che in questi giorni aveva spiegato i motivi del no alla ministra Bernini (Bologna è l’ateneo in cui la ministra è professore). Secca è la replica dell’opposizione: «È surreale che la presidente Meloni, alla continua ricerca di diversivi rispetto all’attività di governo, trovi il tempo di attaccare l’Università di Bologna», replica Alfredo D’Attorre del Pd.

 

«È una grave ingerenza del governo sull’autonomia universitaria», incalzano da Avs. Le parole di Meloni sono condivise nella maggioranza e seguono le prese di posizione dei giorni scorsi dei ministri Piantedosi, Crosetto e Bernini. 

giorgia meloni - foto lapresse

 

Il caso era scoppiato sabato, quando il generale Masiello, parlando proprio a Bologna, aveva raccontato della sua idea di «provare a creare un pensiero laterale nell’esercito» attraverso un primo corso di filosofia per quindici ufficiali, ma a Bologna «non hanno voluto per timore di militarizzare la facoltà»: «Sono sorpreso e deluso — aveva concluso — perché un’istituzione come l’esercito non è stata ammessa all’Università». 

 

Il rettore Molari si difende: «Non abbiamo mai “negato” né “rifiutato” l’iscrizione a nessuno. Chiunque sia in possesso dei necessari requisiti può iscriversi liberamente ai corsi di studio dell’Ateneo, comprese le donne e gli uomini delle Forze Armate». 

 

(...)

 

francesco merlo

Questa volta, secondo la ricostruzione di Molari, il problema è logistico: è vero che l’Accademia avrebbe pagato i costi dei docenti, ma per questo percorso — 180 crediti formativi — «l’insieme delle risorse necessarie vanno ben oltre il costo di eventuali contratti di docenza».

 

Sta di fatto che il dipartimento di filosofia dell’Alma Mater il 23 ottobre decide di non deliberare: un rinvio che vale come no, nei giorni in cui i collettivi pro Pal, che occupano una parte dei locali dell’università, ne avevano tappezzato i muri di manifesti: «Nessuno spazio per l’accademia militare in via Zamboni 38». «La decisione è stata presa — spiega ancora Molari — dopo un articolato confronto interno al dipartimento» e comunicata all’Accademia: «Ci stupisce che il caso scoppi oltre un mese dopo». Ma tant’è. 

 

GUIDO CROSETTO GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Il ministro della Difesa Guido Crosetto su X ironizza: «Quegli ufficiali che oggi loro rifiutano sdegnati saranno sempre pronti a difenderli, se fosse necessario». 

 

Bernini è stata ieri all’Accademia di Modena e ha lanciato la sua idea: la creazione di un gruppo interforze delle università dell’Emilia-Romagna, guidato dall’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. 

carmine masiello

 

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