FIGLI DI TROIKA - BERLINO BOCCIA LA PROPOSTA DELLA BCE-FMI-UE DI TAGLIARE IL DEBITO PUBBLICO GRECO - SPREZZANTI: 'NON LA PRENDIAMO NEANCHE IN CONSIDERAZIONE' - A METÀ NOVEMBRE LA GRECIA, CHE NON HA MANTENUTO GLI IMPEGNI, SARÀ FALLITA SE NON ARRIVERÀ UN’ALTRA TRANCHE DI AIUTI DA 31 MLD € - È PARTITO IL CONTAGIO: ANCHE CIPRO HA BISOGNO DEI SOLDI EUROPEI…

1- GRECIA: BERLINO BOCCIA PROPOSTA TAGLIO DEBITO PUBBLICO
Radiocor - Il Governo tedesco boccia la proposta di un taglio del debito pubblico greco che, secondo quanto rivelato dal settimanale 'Der Spiegel', sarebbe stata avanzata dalla troika giovedi' scorso durante una riunione preparatoria di esperti per il vertice dei ministri delle Finanze dell'Eurozona del 12 novembre.

'Non la prendiamo neanche in considerazione', ha detto il portavoce dell'Esecutivo tedesco, Steffen Seibert, durante un briefing con la stampa, in quanto, ha precisato, 'la cancellazione di debito sovrano viola le norme di bilancio tedesche'. Il portavoce non ha voluto commentare le indiscrezioni su un prossimo terzo piano di aiuti per Atene: 'e' ancora in vigore il secondo programma di aiuti alla Grecia', ha sottolineato. Il piano di ristrutturazione del debito greco diventato operativo nel marzo di quest'anno, come premessa per la concessione di ulteriori aiuti per 130 miliardi da parte dei creditori internazionali, riguardava solo i creditori privati della Grecia.

2- A METÀ NOVEMBRE LA GRECIA SARÀ FALLITA SE NON ARRIVERÀ UN'ALTRA TRANCHE DI AIUTI DA 31 MLD €
Andrea Bonanni per "la Repubblica"

Si stanno facendo febbrili i negoziati tra la Troika, composta da Commissione, Bce e Fmi, e il governo greco per trovare una soluzione che eviti una nuova bancarotta di Atene. Ma dietro le quinte, a trattare, ci sono anche i diciassette governi dell'eurozona, che saranno chiamati a dare il via libera ad una soluzione comunque costosa per le casse pubbliche già prosciugate dalla crisi.

Mercoledì i ministri finanziari dei diciassette dovrebbero ritrovarsi in videoconferenza per ascoltare il rapporto provvisorio della Troika e decidere quale sia la strategia migliore da adottare. Il tempo stringe. La Grecia attende una tranche da 31 miliardi del prestito già concesso. Se non dovesse riceverla, visto l'inadempienza rispetto agli impegni assunti, secondo il primo ministro Samaras si troverebbe in bancarotta per la metà del mese di novembre.

«Occorre trovare una soluzione rapidamente. La Grecia ha un problema a lungo termine che non può risolvere in due anni senza aiuti esterni», ha spiegato ieri il governatore della banca nazionale austriaca Ewald Novotny, aggiungendo che una bancarotta del Paese avrebbe «effetti molto negativi» per le economie e l'occupazione dei suoi partner europei.
Il governo greco chiede con insistenza due anni di proroga per spostare il riaggiustamento dei conti dal 2014 al 2016. Ma anche una proroga costerebbe soldi, sotto forma di ulteriori prestiti di cui Atene avrebbe bisogno: si parla di una cifra tra i trenta e i quaranta miliardi.

Ieri il settimanale tedesco Spiegel ha pubblicato indiscrezioni di fonte tedesca secondo cui la Troika, in un rapporto provvisorio presentato giovedì, suggerisce che i creditori pubblici di Atene accettino di tagliare il debito pubblico del Paese che è in loro possesso in cambio dell'impegno del governo greco a varare altre 150 riforme. I creditori privati hanno già dovuto accettare un "haircut". Ma un taglio del debito in mano pubblica si tradurrebbe in una perdita secca per i contribuenti europei.

Secondo Spiegel la Bce, che detiene 40 miliardi di bond greci, non potrebbe accettare un taglio perché per trattato non può finanziare direttamente un governo, ma acconsentirebbe a restituire alla Grecia gli utili che lucrerebbe sugli interessi. L'ipotesi, anche se non confermata ufficialmente, è stata comunque respinta ieri dal ministro delle finanze tedesco, Wolgang Schauble: «è irrealistico parlare adesso di ulteriori tagli al debito greco», ha dichiarato in una intervista radiofonica, spiegando che non si possono dare più soldi «a chi non rispetta gli impegni».

Della questione parleranno probabilmente oggi anche Mario Monti e il premier spagnolo Mariano Rajoy nel corso di un vertice bilaterale previsto da tempo. Intanto si starebbe avvicinando la soluzione per un altro Paese in difficoltà: Cipro. Il ministro delle Finanze cipriota, Vassos Shiarly, ha annunciato che un accordo con la troika sulla concessione di un prestito europeo al governo dell'isola «è vicinissimo».

 

GRECIA CRACK EURO CRAC GRECIA GRECIA EURO CRAC MERKEL SAMARAS ANGELA MERKEL E SAMARASMARIO MONTI E MARIANO RAJOY

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)