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MEZZOGIORNO DI FUOCO PER GIORGIA MELONI: LA DESTRA HA PERSO IL SUD – NELLE REGIONI DEL MERIDIONE LA QUOTA DI ELETTORI DI CENTRODESTRA CHE HA VOTATO “NO” AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA È TRA IL 10 E IL 30% - C’È STATO UN 10% DI ELETTORATO “DORMIENTE” CHE SI È RISVEGLIATO NEGLI ULTIMI GIORNI E HA DECISO DI PUNIRE IL GOVERNO: LE CAUSE? UN PO’ LE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU, UN PO’ IL CARO BENZINA (IL CALO DELLE ACCISE PER VENTI GIORNI NON È SERVITO: È STATO PERCEPITO COME UNA PRESA PER IL CULO)

REFERENDUM: IST.CATTANEO, 12-15% DELL'ELETTORATO DI DESTRA NON HA PARTECIPATO

GIORGIA MELONI - MEME SUL REFERENDUM

(ANSA) - "Gli elettori del centrosinistra e di quello che allora veniva definito terzo polo (Azione-Italia Viva) hanno partecipato massicciamente al voto (presentano tassi di astensione prossimi allo zero in tutte le città esaminate), quelli del centrodestra si sono astenuti in una quota simile agli elettori del M5S (13-15%).

 

Ma, attenzione: gli elettori che nel 2022 avevano votato per il M5S hanno partecipato al referendum in una misura significativamente superiore rispetto alle Europee del 2024 e al ciclo delle regionali, quando il loro tasso di astensione rispetto alle politiche era stato intorno al 30%.

 

MAPPA DEL VOTO SULLE REGIONI - REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA -

Dunque, in occasione del referendum costituzionale, anche l'elettorato del M5S ha risposto in misura molto elevata alla campagna di mobilitazione del partito.

 

D'altro canto, la defezione dal voto di circa il 12-15% degli elettori che nel 2022 avevano votato per il centrodestra non può essere interpretata con certezza come il riflesso di una scelta politicamente motivata". E' scritto nell'analisi dell'Istituto Cattaneo sul referendum sulla giustizia.

    

"Un astensionismo aggiuntivo di questa entità, in occasione dei referendum rispetto alle elezioni politiche precedenti, è abbastanza fisiologico.

 

GIUSY BARTOLOZZI E ANDREA DELMASTRO A CENA A BISTECCHERIE D ITALIA - FOTO DEL FATTO QUOTIDIANO

Ad esempio, il tasso di partecipazione al combattutissimo referendum costituzionale del 2016 fu, nel complesso, di 10 punti percentuali inferiore a quello registrato nelle elezioni politiche di tre anni prima.

 

È dunque straordinario non tanto il tasso di astensione tra gli elettori di centrodestra quanto il tasso di partecipazione tra gli elettori dei partiti di opposizione.

 

Assumendo che il maggiore astensionismo tra gli elettori di centrodestra non sia politicamente motivato, possiamo dire, che se il tasso di partecipazione al voto referendario dell'elettorato di centrodestra fosse stato pari al tasso di partecipazione dell'elettorato di centrosinistra il Sì avrebbe potuto contare su circa 4 punti percentuali in più", si spiega.

 

 

LA MANINA ERA UNA MANONA - LA VIGNETTA DI GIANNELLI DOPO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM

Referendum: Ist.Cattaneo, 10-30% degli elettori di destra al Sud per il NO

(ANSA) -  "Sia gli elettori di centrosinistra e M5S sia gli elettori del centrodestra che sono andati a votare, hanno votato in maniera piuttosto compatta seguendo la posizione prevalente nel proprio campo.

 

La quota del 'voto divergente' è minima sia da una parte sia dall'altra, con una sola eccezione degna di nota: nelle città del Sud una quota variabile tra il 10% e il 30% di elettori del centrodestra ha optato per il No, così come è accaduto a parti invertite per gli elettori del centrosinistra.

 

Il voto al Sud sembra insomma avere avuto un carattere meno ideologico o comunque meno legato alla contrapposizione frontale tra gli schieramenti politici". Lo si legge nell'analisi dell'istituto Cattaneo sul referendum.

  

GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

"Come avevamo già potuto osservare in occasione di elezioni comunali e regionali, gli elettori che nel 2022 avevano votato per l'alleanza Azione-Iv si sono invece divisi: in circa i due terzi hanno votato Sì; un terzo ha votato No", si spiega.

 

IRAN, CARO BENZINA COSA (ALL’ULTIMO) HA MESSO IN MOTO I «DORMIENTI»

Estratto dell’articolo di Renato Benedetto per il “Corriere della Sera”

 

Un po’ le bombe di Trump e Netanyahu, un po’ l’incubo del caro benzina. Anche questo — accanto, certo, a un intreccio di motivazioni politiche e di merito — ha svegliato un elettorato «dormiente». Che ha deciso soltanto negli ultimi giorni, a ridosso del voto, di andare alle urne.

 

GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP

Si è mosso anche chi, nelle ultime tornate, come alle Europee di due anni fa, è rimasto a casa. Chi poco o nulla si riconosce nei partiti.

 

E invece, adesso, alle urne è andato e ha votato Sì (meno) o No, nel merito ma anche contro il governo, la posizione assunta in politica internazionale, le risposte date ai timori di una crisi economica.

 

È uno degli aspetti del fattore «sorpresa» di questa affluenza: una parte di elettori che a 15 giorni dal voto non veniva rilevata perché, semplicemente, non c’era.

 

«Noi stimavamo una partecipazione del 55-56%, alla fine è stata del 58,9%, non parlerei di sorpresa.

 

Però, sì, negli ultimi dieci giorni la partecipazione è aumentata del 10%, non si era mai visto uno scatto così», commenta Antonio Noto.  […]

IL PAESE OSSERVATORE - GIORGIA MELONI E IL BOARD PER GAZA - VIGNETTA BY GIANNELLI donald trump giorgia meloni foto lapresseDONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - G7 KANANASKIS - CANADA

giorgia meloni ammette la sconfitta al referendum sulla giustizia 4

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