michela marzano matteo renzi

LE GRANDI BATTAGLIE POLITICHE (COL PROPRIO CERVELLO) DI MICHELA MARZANO - ''LASCIO IL PD PERCHÉ LA LEGGE SULLE UNIONI CIVILI È INCOMPLETA. MA NON MI DIMETTO DA PARLAMENTARE: CONTINUERÒ LE MIE LOTTE''. SIAMO SICURI CHE DAL GRUPPO MISTO RIUSCIRÀ FINALMENTE A CAMBIARE IL PAESE

Luca Sappino per espresso.repubblica.it

 

La deputata e filosofa dopo l'approvazione del ddl Cirinnà alla Camera ha deciso di lasciare il partito Democratico. Qui spiega le sue ragioni

Ieri, durante la sua dichiarazione di voto, ha chiesto scusa. Perché?

«Ho chiesto scusa perché, quello che stavamo per votare, non era ciò che avevamo promesso, detto, assicurato alle persone che da anni aspettavano questa legge. Ho chiesto scusa perché per mesi è stato detto alle persone lgbt “noi porteremo avanti questo progetto nella sua interezza, perché se non lo approviamo così introduciamo una discriminazione”.

michela marzanomichela marzano

 

Ecco. Io penso che invece avremmo dovuto dire chiaramente che non c’erano le condizioni: quello che contesto è che anche quando si parla della pelle delle persone, della vita delle persone, si è disposti a dire tutto e il contrario di tutto, a rimangiarsi la parola data, e a fare propaganda, come sta avvenendo in queste ore, con tutti impegnati a promuovere quello che sembra prodotto, con toni commerciali e slogan come “facciamo la Storia”. Mi pare un po’ eccessivo».
 

 

Le condizioni si sono verificate strada facendo, però. Tra le resistenze del Pd, le condizioni degli alfaniani, il denunciato “voltafaccia” dei 5 stelle. Così funziona...

«In quello che dico sicuramente non è senza peso il fatto che io insegni filosofia morale, lo riconosco. Ma a me pare che spesso si promettano invece cose sapendo di non poterle o volerle mantenere dal principio. E promettere cose sapendo di non poterle mantenere sbriciola la credibilità della politica, sbriciola la fiducia nella politica, cosa molto grave nel tempo della disillusione, dell’antipolitica. È questo il tema, e per questo chiedo scusa: è questa la vera questione morale».

 

michela marzano michela marzano

La legge sulle unioni è comunque un passo avanti. Tant’è che l’ha votata anche lei.

«Si è colmata una lacuna. Ma, come ho scritto su Repubblica , non possiamo raccontare adesso che non cambia nulla se invece che ancorare la legge all’articolo 29 della nostra Costituzione - come accade per il matrimonio - lo facciamo all’articolo 2 e all’articolo 3 della Costituzione che assicurano i diritti inviolabili dell’uomo e affermano il principio costituzionale di uguaglianza.

 

Definire l’unione civile come una “specifica formazione sociale”, non è quello che avevamo promesso dicendo che le famiglie sono tutte uguali». «Una legge che è senz’altro un passo avanti importante, ma che nasce "vecchia" e che non rispetta pienamente la dignità e l’uguaglianza delle persone omosessuali», sono queste le parole della deputata del Partito Democratico Michela Marzano. Dopo l'approvazione della legge sulle unioni civili la Marzano ha infatti deciso di lasciare il partito del premier Matteo Renzi.

 

E adesso lascia il Pd. Ha scritto al capogruppo Rosato comunicando le dimissioni dal gruppo.

«Devo essere coerente con me stessa e con le mie battaglie».

 

Si dimetterà anche da parlamentare? Sembrava intenzionata..

«No, non mi dimetto: finché dura la legislatura continuerò a portare avanti le mie idee e i miei progetti. Che poi sono quelli su cui lavoro da anni, studio e scrivo, e per cui mi fu chiesto di candidarmi».

 

Quando ha accettato la candidatura sapeva però che il Pd ha varie anime, alcune molto conservatrici. Potrei dirle che è la sua posizione su temi come la gestazione per altri o l’eutanasia, l’anomalia.

«Io invece non penso di esser l’eccezione. Nel Pd ci sono due anime, è vero, ma sono appunto due. Solo che una viene costretta in sofferenza. Lo abbiamo visto anche durante le votazione sulle unioni civili. Persino su alcuni ordini del giorno, che hanno un peso minimo: io ho votato, ad esempio, un ordine del giorno di Sinistra Italiana con un impegnoo sulle adozioni, e molti altri colleghi volevano come me premere verde. Però arrivavano da dietro le urla di cambiare colore».

 

Di cosa si occuperà?

 Michela Marzano Michela Marzano

«Ho già depositato una proposta di legge che rivede la legge sulle adozioni, altra cosa che il governo ha promesso di fare, per far digerire lo stralcio della stepchild, e che sarebbe il caso di mantenere. Lavorerò perché si arrivi veramente a cambiare l’articolo 6 che limita le adozioni alle sole coppie eterosessuali sposate da almeno tre anni: devono poter adottare tutte le coppie, anche omosessuali, e i single. Poi in commissioni Affari sociali si sta discutendo del testamento biologico, e anche lì c’è un testo a mia firma. Sono progetti che mi sembrerebbe ingiusto lasciare a metà».

Già nei mesi scorsi aveva dato segnali chiari di sofferenza. Finita la legislatura lascerà la politica, tornerà alla sola docenza?

«Finita la legislatura torno a tempo pieno al mio lavoro. Ci torno con una consapevolezza più grande, avendo imparato molte cose, perché comunque è un’esperienza molto importante, penso, soprattutto per un filosofo la cui tipica pecca è quella di filosofare senza conoscere anche i meccanismi del processo decisionale».

monica cirinnamonica cirinna

 

Tornasse indietro accetterebbe ancora la candidatura?

«lo rifarei, sì, perché ho imparato molto, ma ho fatto anche delle cose. A cominciare dal primo gesto, la ratifica della convenzione di Istanbul, arrivando poi all’ultimo, all’aver comunque spostato il Pd sul tema della gestazione per altri. Volevano introdurre il reato universale e, a forza di spiegare e spiegare, il dispositivo votato è diverso e si concentra sulla difesa dei bambini a prescindere dal modo in cui sono stati concepiti».


E dopo, anche da non parlamentare, non la interessano progetti politici più a sinistra? Si era detta vicina a Civati ...

«No, per ora non mi interessa nessun altro progetto. Resto nel misto e poi torno al mio lavoro. Poi vedremo, certo, ma lo dico perché nessuno può sapere con assoluta certezza cosa lo attende, quali scelte farà in futuro».

la festa per le unioni civili 6la festa per le unioni civili 6voto unioni civili alla cameravoto unioni civili alla cameraUNIONI CIVILIUNIONI CIVILIla festa per le unioni civili  la festa per le unioni civili

 

 

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…