enrico michetti 19

MICHETTI, CHI? IL CANDIDATO DEL CENTRODESTRA (IN QUOTA MELONI) PER IL CAMPIDOGLIO: "NON C’È UNA STRATEGIA CONTRO ROMA DA PARTE DEL GOVERNO MA ALCUNI MINISTRI AVREBBERO POTUTO FARE DI PIÙ PER LA CAPITALE. SE DIVENTERÒ SINDACO, CONTROLLERÒ IO STESSO I CONTI DEL CAMPIDOGLIO A PARTIRE DA QUELLI DELLA…" - "PER IL RILANCIO NON BASTA IL TURISMO, SERVE UNA BANCA AL SERVIZIO DI ROMA” – LA BORDATA A CHIARA FERRAGNI…

Davide Desario e Marco Esposito per www.leggo.it

 

enrico michetti

A Roma rimbomba una domanda: Michetti chi?

«Michetti è un avvocato, docente universitario che negli ultimi 25 anni si è occupato di pubblica amministrazione. Ha gestito diverse pratiche complesse; forse questa attenzione sollecitata anche da parte dei sindaci di qualsiasi partito è stata la ragione per la quale lo hanno candidato a sindaco di Roma».

 

 

 

Enrico Michetti, 55 anni, è l'uomo che il centrodestra ha scelto per il Campidoglio. Qualcuno ha ironizzato sul fatto che fosse poco conosciuto. E lui ha prontamente cavalcato la cosa: ha tappezzato la città con un manifesto con il suo viso e accanto la scritta Michetti chi?

 

 

Quando ha capito che c'era la possibilità di diventare candidato sindaco?

enrico michetti simonetta matone

«In realtà, già due anni fa fu chiesta la mia disponibilità per un eventuale candidatura, poi c'è stata un'accelerazione quando il mio nome è apparso sui giornali».

 

 

Lei ha detto che è stato determinante l'incontro con Giorgia Meloni

«Abbiamo avuto due incontri: nel primo abbiamo parlato di politica. Nel secondo siamo entrati concretamente nel discorso candidatura. È nato un grande rapporto, ed ho capito che l'unica cosa che mi chiede la coalizione è quella di garantire la buona amministrazione, che è il dovere di un sindaco. Il mio obbiettivo sarà il corretto esercizio del potere al servizio dei cittadini».

 

 

Questa sfida la spaventa?

michetti cartelloni

«No, anzi. Ne sono molto orgoglioso. È un'occasione straordinaria».

 

 

 

 

Perché allora tanti politici sono scappati dalla sfida di Roma?

«Credo abbiano paura della burocrazia di Roma che può annientarti. Io non ho paura di muovermi dentro l'attuale giungla normativa, anche se ammetto che non è semplice».

 

 

Burocrazia, troppe leggi. Come si risolve questo problema: molti sindaci iniziano ad aver paura di firmare anche una delibera.

antonio tajani giorgia meloni enrico michetti simonetta matone matteo salvini

«Serve un reale disboscamento normativo. Tutti si riempiono la bocca di innovazione tecnologica. Ma il digitale è solo un acceleratore delle procedure, ma non può eliminare le norme. E io tra le norme mi so muovere, le so leggere e le so scrivere».

 

 

 

Al ballottaggio alle ultime elezioni amministrative romane chi ha scelto tra la Raggi e Giachetti?

michetti cartelloni

«Nessuno dei due. Poi ho votato Fratelli d'Italia, mi piacciono i valori che sostengono: patria, tradizione, legalità, cristianità».

 

 

 

Da cosa deve ripartire Roma?

«Da una visione di quello che si vuol fare della città. E questa visione va trasferita in termini di programma a 3 milioni di persone che vanno appassionate, parimenti a 55mila dipendenti, diretti o indiretti, del Comune di Roma. Dobbiamo remare tutti nella stessa direzione».

 

 

 

 

In pratica?

«Questa città ha perso attrattiva e ricchezza. E il solo turismo non può bastare. È una città che rischia la desertificazione economica. Tante aziende stanno andando via».

 

 

Cosa fare per fermare l'impoverimento di cui parla?

«La macchina della pubblica amministrazione deve cambiare completamente indirizzo: non più ostativa ma al servizio del cittadino e dell'impresa. Sarò un sindaco amico delle imprese».

 

 

Che significa?

enrico michetti matteo salvini simonetta matone

«Significa avere una pubblica amministrazione che risponde alle istanze dei cittadini in 30 giorni. La vera semplificazione è quando la PA parla con il silenzio, dando le autorizzazioni e facendo le verifiche ex post a campione; ma intanto permette all'imprenditore di andare avanti. Ma serve anche altro».

 

 

Per esempio?

«Serve una banca. Una banca di Roma, che finanzi le attività della Capitale. C'è bisogno di tutto ciò che consente al ciclo economico di potersi sviluppare. Il resto viene di conseguenza: nuovi impianti per i rifiuti, potenziamento della rete metroferroviaria, decoro cittadino».

 

ilario di giovanbattista enrico michetti foto di bacco

Faccia un esempio di produzione di ricchezza

«Noi dobbiamo attrarre finanziamenti che vengono dal privato, facendo coincidere gli interessi del pubblico con quelli del privato».

 

 

Se andrà al ballottaggio chi teme di più?

«Non faccio questi calcoli. Temo solo l'astensionismo che sarebbe una sconfitta per tutti noi candidati. Vorrebbe dire che non siamo riusciti con i nostri programmi ad entusiasmare il popolo di Roma».

 

 

 

 

Intanto l'influencer Chiara Ferragni dice ai suoi 24milioni di follower che i politici fanno schifo.

«La politica è fondamentale, decide su tutti i temi importanti della vita. Io non sono d'accordo con la Ferragni. Il suo attacco mi sembra molto generico. Conosco diverse persone che fanno politica e che si sono spese interamente per questa attività e che lo fanno con amore, passione e serietà. Gente per bene».

enrico michetti ringrazia edoardo vianello foto di bacco (3)

 

 

 

 

A Roma c'è un problema di legalità?

«Per me la legalità è importantissima. La legge deriva dal popolo, dai cittadini che eleggono i nostri rappresentanti. Chi non rispetta la legge non rispetta il popolo. Io su questo sono intransigente, sono contrario ad ogni tipo di occupazione: non ci sono occupazioni buone e altre cattive. Per me il rispetto del principio di legalità è sacro».

 

 

 

 

Però sembra che il Paese non rispetti Roma: c'è un asse trasversale antiromano?

«Io respiro un clima di sfiducia nei confronti di Roma e dell'amministrazione. Non credo ci sia una strategia contro Roma da parte del governo, certo alcuni ministri avrebbero potuto fare di più per la Capitale».

 

 

 

enrico michetti 6

 

Forse non si vuole una Capitale forte come è in altri Paesi?

«Roma in questo momento non è attrattiva, ha bisogno di riconquistare una sua centralità nazionale e internazionale. Noi abbiamo tanti atenei che dovrebbero sfornare persone di grandi qualità, una nuova classe dirigente di cui la città ha bisogno».

 

 

 

 

Magari qualcuno che finalmente sappia anche far quadrare i conti.

«Se diventerò sindaco di Roma, prima controllerò io stesso i conti del Campidoglio a partire da quelli della gestione commissariale. Solo poi, nel caso, concederò la delega al Bilancio».

enrico michetti giampiero mughini foto di baccoenrico michetti foto di bacco (6)enrico michetti matteo salvini enrico michetti edoardo vianello foto di baccoenrico michetti 11enrico michetti 10enrico michetti 2enrico michetti ringrazia edoardo vianello foto di bacco (2)

Ultimi Dagoreport

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...