bettino craxi rosilde craxi paolo pillittieri e anna craxi

LA “MILANO DA BERE” SI RITROVA AL FUNERALE DELLA SORELLA DI BETTINO – CI SONO TUTTI: DA CUSANI A TOGNOLI. RIUNITA LA FAMIGLIA CRAXI. MA BOBO E STEFANIA SI SIEDONO DISTANTI – MOLTI PRESENTI SONO PASSATID A SAN VITTORE - MANCANO SOLO MARTELLI E INTINI. SOLO UN CASO? 

 

Stefano Zurlo per il Giornale

 

ROSILDE CRAXI

Il più defilato è Sergio Cusani che passeggia fuori dalla chiesa del Suffragio e schiva i fotografi lanciati al suo inseguimento. Il braccio destro di Raul Gardini è rimasto uguale, sortilegio del tempo: è lo stesso che Di Pietro processò in diretta televisiva, neanche una ruga, solo qualche capello grigio. Persino lo stesso maglione di allora. Ma è un' eccezione.

CUSANI AL FUNERALE ROSILDE CRAXI

 

La Milano da bere, la Milano rampante e craxiana degli anni Ottanta, è invecchiata e oggi indossa i capelli bianchi. Qualcuno ha il passo strascicato, altri si nascondono dietro occhiali scuri, anche perché la commozione è forte: è il giorno dell' ultimo saluto a Rosilde Pillitteri, moglie dell' ex sindaco della metropoli Paolo e sorella di Bettino Craxi.

 

PILLITTERI CON STEFANIA CRAXI

Inevitabilmente le navate in penombra si affollano di personaggi che hanno fatto la cronaca della città, hanno attraversato i mesi torbidi di Mani pulite, hanno ceduto il bastone del comando ad altri gruppi. Paolo Pillitteri, affranto, è a pochi metri da Carlo Tognoli che guidò la città della Madonnina dal 1976 all' 86 e gli lasciò lo scettro mentre Craxi era presidente del Consiglio. Un' altra Italia, morsa dalle inchieste del pool e messa alla gogna in quella stagione nera come la pece. Con Bettino colpito dagli insulti e dalle monetine nella cornice del Raphaël.

PILLITTERI TRA I FIGLI

 

Oggi quel furore non c' è più, oggi i potenti di allora stanno composti su e giù per le navate. Si scrutano, si riconoscono, si salutano, in qualche caso si evitano. Maurizio Prada, potente segretario dell' ultima Dc ambrosiana, impeccabile come sempre, ammonisce: «Certi rancori, certe divisioni fra correnti, certe antipatie non sfumano, anzi vanno avanti per l' eternità».

 

Ecco Giovanni Manzi, signore della aeroporti meneghini, poi protagonista di una lunga fuga ai Caraibi interrotta dai cronisti del Corriere della Sera. Più in là, Michele Saponara, penalista e avversario del pool in tanti processi e in tante foto ormai vintage. Gianstefano Milani, ex parlamentare dell' ala sinistra, è un fascio di capelli bianchi come Ugo Finetti, ex vicepresidente della Regione Lombardia, intellettuale, giornalista, autore di libri pregevoli, transitato pure lui per San Vittore: famose le sue lacrime nel parlatorio del carcere e la richiesta disperata rivolta gli avvocati: «Voglio conoscere la procedura per cambiare cognome, da oggi mio figlio si vergognerà di chiamarsi Finetti».

 

Ugo Finetti

Ma la schiuma non c' è più, Finetti ha ritrovato la fierezza perduta e stringe le mani dei vecchi compagni. Avanti, in prima fila ci sono i Craxi e i Pillitteri, un' unica grande famiglia: Paolo è stretto fra i figli. Mariavittoria e Stefano, assessore nella giunta Moratti. Con loro c' è Stefania. Sull' altra panca svetta Bobo, che ricorda il padre in maniera impressionante.

 

Ugo Intini e Martelli

Stefania prende il microfono e descrive la zia: «Ruvida», lontana dai modelli photoshoppati in voga oggi, «capace di guidare lo zio Paolo dalla retrovie, dalla casa di via Marcona, nei momenti in cui tutta la comunità socialista era colpita» dall' emergere di Tangentopoli. È un discorso breve quello di Stefania ma si capisce che l' occasione è adatta per ricordare con orgoglio quella stagione piena di luci, forse pure troppe, e ottimismo, poi colpita da anatemi, fulmini e scomuniche, oggi lentamente ma costantemente rivalutata.

 

Stefania finisce e tutti applaudono, così come hanno battuto le mani a Mariavittoria che ha elogiato la madre, «colonna della casa nel periodo cosiddetto di Mani pulite». Per un attimo il tempo sembra correre all' indietro. È solo un istante. Fra emozioni e assenze. Anna Craxi non c' è, provata dalle fatiche, così come Claudio Martelli e Ugo Intini. E chissà se è solo un caso.

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…