soldati italiani in iraq

BATTIAMO I TACCHI! - IL MINISTRO DELLA DIFESA, ELISABETTA TRENTA, PRONTA A CONFERMARE, AL VERTICE DI BRUXELLES, I NUMERI DELLA MISSIONE MILITARE IN AFGHANISTAN E QUELLI DELLA MISSIONE IN IRAQ - MA LA PRESENZA ITALIANA A MOSUL DA 1500 UOMINI E DONNE, NEL MOMENTO DI MASSIMO LO SFORZO CONTRO IL CALIFFATO DOVREBBE RIDURSI DELLA METÀ QUEST'ANNO

ELISABETTA TRENTA - GIUSEPPE CONTE

Francesco Grignetti per “la Stampa”

 

L'Alleanza atlantica non abbia preoccupazioni eccessive, il governo italiano onorerà gli impegni. E perciò nei vertici previsti tra oggi e domani a Bruxelles, la neoministra della Difesa, Elisabetta Trenta, si prepara a confermare i numeri della missione in Afghanistan e quelli della missione in Iraq. Non ha fatto in tempo a insediarsi, la ministra grillina e subito è chiamata alla prova del fuoco della Ministeriale.

 

elisabetta trenta

Significa che i ministri della Difesa si vedono al quartier generale dell' Alleanza atlantica e lì si confrontano, a porte chiuse, e con linguaggio franco. Così per la Trenta, abbastanza infastidita dalle polemiche dem nei suoi confronti («Un ministro della Difesa - ha detto ai suoi - si occupa di sicurezza nazionale e forze armate, non di replicare alle fantasie di Matteo Renzi»), ieri è stata una lunga giornata di preparazione sui diversi dossier. E da stamani è chiamata a esprimersi in quella sede in forma ufficiale. Resterà però deluso chi si aspetta rivoluzioni.

 

«Continuità», sarà la parola che la Trenta ripeterà più spesso. Continuità nell' adesione convinta all' Alleanza. Continuità nelle missioni all'estero. Anche quelle distanti dal focus mediterraneo quali Iraq e Afghanistan e su cui il «popolo» giallo-verde magari si attende novità. La Nato però sul punto non transige. Come precisato alla vigilia dal segretario generale Jens Stoltenberg, la Nato intende restare in Afghanistan con i numeri attuali e propone per di più di assumere il controllo della missione di addestramento in Iraq (attualmente in capo alla Coalizione anti-Isis).

SOLDATI ITALIANI

 

Dalle indiscrezioni della vigilia, la Trenta non si tirerà indietro. Con una importante postilla: grazie alle scelte del governo Gentiloni, che il governo Conte eredita e fa sue, la presenza italiana in Iraq si era già ridotta. Da 1500 uomini e donne, come nel momento di picco del 2017 quando era al massimo lo sforzo contro il Califfato, il contingente si dovrebbe ridurre della metà quest' anno.

 

E questo dirà la ministra a Bruxelles: si è già scesi a 1100 presenze nei primi sei mesi dell' anno, un' ulteriore sforbiciata era programmata dall' estate in avanti e così sarà. La presenza alla diga di Mosul, in particolare, è considerata ormai residuale. «La missione è virtualmente finita», confermano al ministero. Difficile, insomma, che sia rimpiazzato il 151° reggimento di fanteria «Sassari» che oggi è schierato a difesa della diga. D' altra parte Mosul è caduta e gli jihadisti non ci sono più.

SOLDATI ITALIANI IN IRAQ

 

Al ministero della Difesa, nei briefing a cui ha partecipato la ministra, ci si attende anche che gli americani torneranno alla carica sul punto delle spese militari. Non c' è giorno che Trump non tiri fuori la questione. E d' altra parte sono anni che Washington preme affinché gli europei spendano di più. Il governo giallo-verde lo sa. Ma anche qui, la parola d' ordine è «continuità».

 

Così il paradosso sarà che il governo giallo-verde si prepara a fare suo l' argomento principale degli ultimi governi italiani e cioè che se è vero che sotto il profilo della spesa, il «cash», l' Italia è sotto il livello pattuito del 2% del Pil, però sotto il profilo dell' impegno militare, la «contribution», siamo ai primissimi posti. E quindi la richiesta italiana è di un' analisi un po' più articolata di quello che l' Italia fa per la sicurezza comune.

SOLDATI ITALIANI IN IRAQ

 

La Nato si appresta a una riorganizzazione imponente delle forze di reazione rapida.

A breve, ci saranno a disposizione 30 gruppi di fanteria, 30 squadroni aerei e 30 navi da battaglia da schierare con minimo avviso. È questa la riforma che il ministro statunitense James Mattis ha voluto fortemente. In tutta evidenza è un mostrare i muscoli al vicino russo. Eppure, come è noto, i leghisti spingono in altra direzione.

 

Con la Russia vorrebbero stabilire relazioni ben diverse. Altro che sanzioni o truppe dell' Alleanza atlantica schierate in Lettonia. E quindi? Gli italiani partecipano a quest' ultima missione con un contingente simbolico, una compagnia di 140 soldati, che fu il compromesso escogitato dall' allora governo Renzi. Non è escluso che il tema della Lettonia venga fuori dagli incontri bilaterali della ministra.

SOLDATI ITALIANI IN IRAQ

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