matteo salvini roberto vannacci giorgia meloni massimiliano fedriga luca zaia

“MA QUALE VIMINALE, LO SANNO TUTTI CHE SALVINI NON ARRIVA COME LEADER DELLA LEGA ALLE PROSSIME ELEZIONI” – LA BATTUTA DI UN MINISTRO DI PESO CERTIFICA LO STATO IN CUI VERSA LA LEGA: DRENATO DAL BOOM DI VANNACCI A DESTRA, BALCANIZZATO AL SUO INTERNO DALLA LOTTA TRA “NORDISTI” E “SUDISTI”, IL CARROCCIO BY SALVINI È ORMAI A FINE CICLO – GIORGIA MELONI TEME UN CONTRACCOLPO SULLA MAGGIORANZA: PER QUESTO SI È MESSA IN CONTATTO CON ZAIA E FEDRIGA PER SALVARE IN EXTREMIS IL PARTITO – IL FRONTE DEI GOVERNATORI SPINGE PER IL MODELLO CDU/CSU: UNA DIVISIONE CONTROLLATA IN DUE LEGHE. MA I LEGHISTI “DEL SUD”, GUIDATI DA DURIGON, MINACCIANO: “VENTI DEPUTATI SONO PRONTI ALL’ADDIO SE TORNA L’ASSE DEL NORD”

“VENTI DEPUTATI PRONTI ALL’ADDIO SE TORNA L’ASSE DEL NORD”

Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”

 

CLAUDIO DURIGON AL MEETING DI RIMINI

«Claudio, se nasce la Lega meridionale in venti parlamentari se ne vanno». Deputati e senatori salviniani del Centro-Sud sono in subbuglio. Si sono visti mercoledì sera all'hotel Una, dietro via Veneto, dopo il federale-fiume nella sala Salvadori della Camera.

 

Convocati dal luogotenente del vicepremier sotto il Po, Claudio Durigon, vicesegretario nazionale del Carroccio. […]

 

Ce l'hanno tutti con il modello Cdu-Csu che sta spingendo il fronte dei governatori del Nord, facendo asse con Luca Zaia. […] Non vogliono diventare "la bad company" del Carroccio. […]  Fino alla minaccia di uscire. Per Salvini lo stop dell'ala "sudista" della Lega al progetto di Zaia può essere un assist. Ma se mal gestita, la questione rischia di trasformarsi nell'ennesima grana.

 

matteo salvini con mojito

“COSÌ SALVINI NON REGGE”, IL TIMORE NEL GOVERNO. E MELONI SENTE ZAIA

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

C’è un ministro di peso che si aggira al Senato, a due passi dalla buvette. Il governo è a Palazzo Madama, schierato quasi al completo. Inevitabilmente, la discussione vira su Matteo Salvini e sulla possibilità che il ministro dei Trasporti ottenga il gran ritorno al Viminale per non essere spazzato via da Roberto Vannacci.

 

«Non faccio dichiarazioni ufficiali», è la richiesta non negoziabile dell’esponente dell’esecutivo. Quindi aggiunge secco […]: «Ma quale Viminale, lo sanno tutti che Salvini non arriva come leader della Lega alle prossime elezioni».

 

giorgia meloni matteo salvini

Da qui bisogna partire per comprendere cosa si muove davvero nel governo. E soprattutto, per valutare le mosse di Giorgia Meloni e la svolta di Fratelli d’Italia nei rapporti con l’ex generale.

 

Se la premier ha deciso di inaugurare una nuova fase è perché […] ha preso coscienza di un dato di realtà: ignorare Vannacci e non spiegare che al momento si colloca all’opposizione del melonismo significa “autorizzare” fette dell’elettorato di destra a sostenere Futuro nazionale. Pescando nel bacino di consenso di via della Scrofa, ma soprattutto svuotando il Carroccio. Con un effetto ormai evidente: il collasso del partito.

 

Per questo negli ultimi giorni la leader si è mossa. Da tempo coltiva un rapporto istituzionale e politico con due pesi massimi leghisti, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga.

 

ROBERTO VANNACCI MATTEO SALVINI

Sono i candidati circolati per il ruolo di vicesegretario con poteri quasi assoluti sulla Lega del Nord. Di fatto, è in ballo una nuova leadership del Carroccio, anche se mimetizzata dietro la casella di numero due di via Bellerio.

 

Fonti leghiste di massimo livello lasciano trapelare che pochissimi giorni fa la presidente del Consiglio avrebbe avuto contatti telefonici con i due presidenti di regione. A loro […] avrebbe chiesto di contribuire a risolvere una situazione complessa, facendo il massimo per tenere in piedi una forza fondamentale della coalizione. Tradotto: i due governatori si muovano per risolvere il problema generato dall’opa ostile di Vannacci a Salvini.

 

luca zaia e massimiliano fedriga 4

Ritrovarsi Zaia o Fedriga in prima linea con ruoli di responsabilità servirebbe anche a Palazzo Chigi per dare una scossa alla Lega ed evitare che l’attuale segretario continui a perdere consensi a vantaggio di Futuro nazionale.

 

Parallelamente, Fratelli d’Italia procede con una svolta politica e di comunicazione nei confronti di Vannacci. Prima un fazzolariano come Francesco Filini, poi Giovanni Donzelli, infine ieri la premier in persona hanno messo nel mirino l’ex generale, veicolando sostanzialmente un messaggio: Fn è contro il governo, aiuta la sinistra, vota contro l’esecutivo, la vera destra siamo noi.

 

[…]

 

roberto vannacci matteo salvini meme by edoardo baraldi

RINVIATA LA RESA DEI CONTI L’ALA NORDISTA NON CEDE, IL «MURO» DEI FEDELISSIMI

Estratto dell’articolo di Cesare Zapperi per il “Corriere della Sera”

 

Attilio Fontana, che da qualche tempo si diverte a fare il grillo parlante leghista (memorabile la sua invettiva «col c... che ci vannaccizziamo»), il giorno dopo ammette che il Consiglio federale di mercoledì è stato «frizzantino». Un eufemismo che cerca di derubricare un confronto mai così duro e vibrante ai vertici del partito guidato da Matteo Salvini.

 

«Stiamo ancora tutti lavorando a delle soluzioni. Ne riparleremo quando avremo trovato, o non avremo trovato, un accordo». Così lo stato dell’arte nella sintesi del presidente della Lombardia. Nel senso che finora si è giocato solo il primo tempo di una partita che riprenderà mercoledì prossimo e che potrebbe necessitare anche di tempi supplementari da disputare il 3 e 4 luglio prossimi a Mogliano Veneto quando tutto lo stato maggiore leghista si troverà a rapporto dal leader.

 

ROBERTO VANNACCI RICEVE LA TESSERA DELLA LEGA DA MATTEO SALVINI

Ma che partita è? Parafrasando Garibaldi «qui si (ri)fa la Lega federale o si muore». I nordisti, uno schieramento che comprende i governatori (da Luca Zaia a Massimiliano Fedriga con Attilio Fontana e il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti), i capigruppo alle Camere (Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari) e diversi parlamentari eletti fra Lombardia e Piemonte, chiedono, o meglio pretendono, una modifica dello Statuto per riconoscere autonomia dentro il partito alle regioni nordiste.

 

Una autonomia non puramente formale ma molto sostanziale. Detto prosaicamente, potere di scegliere i candidati al Parlamento nella prossima tornata elettorale […] e possibilità di disporre di un proprio budget per sostenere le iniziative sui territori e la campagna elettorale.

 

MATTEO SALVINI E MASSIMILIANO ROMEO

Nelle scorse settimane Salvini, messo alle strette da un calo di consensi inversamente proporzionale alla crescita di quelli di Roberto Vannacci […] si è mostrato disponibile a venire incontro ad una vecchia richiesta di Zaia, quella di modificare l’assetto organizzativo del partito, distinguendo quello nazionale a trazione meridionale da quello del Nord.

 

Ma quando i correttivi sono stati messi a punto, al segretario è parso evidente il pericolo di vedersi intaccato il potere di decidere su tutto e per tutti. Ed è arrivata una brusca frenata, con il rinvio al secondo tempo della partita.

 

[…] Forse la tante volte evocata, a torto, resa dei conti interna non è così lontana. Per una elementare ragione. Sondaggio dopo sondaggio, l’asticella del consenso si sta abbassando (che via sia il sorpasso di Vannacci o no). Non fare nulla significherebbe rassegnarsi al declino. Ma anche fare qualcosa non è così semplice né è scontato che si arrivi ad una soluzione condivisa.

 

DUELLO VANNACCI-SALVINI I DUBBI DELLA PREMIER SULLA TENUTA DEL CARROCCIO

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “La Stampa”

 

giorgia meloni al senato foto lapresse.

[…]  Anche Meloni dubita della tenuta della Lega. La presidente del Consiglio è molto preoccupata che la debolezza del segretario del Carroccio e gli assalti da destra del generale possano compromettere la stabilità del governo nei mesi cruciali prima del voto.

 

Meloni è in contatto con Zaia e con Massiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, con cui da sempre coltiva un ottimo rapporto. Ci sono stati scambi di messaggi, telefonate, un confronto che va avanti anche sugli scenari politici e sul destino del partito.

 

[…] in Senato. Matteo Renzi ha appena concluso il suo intervento in Aula contro la presidente del Consiglio, esce e si ferma a parlare con i cronisti nel piccolo Transatlantico: «Meloni farà di tutto per tenere Vannacci dentro la coalizione, vedrete. Anche perché se non lo fa, alle elezioni perde di sicuro». Renzi si diverte a dare consigli non richiesti alla sua avversaria. Ha annusato il terrore che circola nel centrodestra e si fa trascinare nel gioco delle previsioni, tra istinto e numeri.

 

luca zaia e massimiliano fedriga 3

Anche Vannacci, secondo il leader di Italia Viva, si trova di fronte a un bivio: «Deve scegliere se puntare a un ministero se rivince Meloni, oppure non allearsi e prendersi la futura leadership del centrodestra».

matteo salvini bacia roberto vannacci creato con ia

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