descalzi renzi costamagna

MISTERI PETROLIFERI – LA CDP ENTRA IN SAIPEM, NONOSTANTE IL GRUPPO PERDA UNA BARCATA DI SOLDI E REGISTRI UN CROLLO DEGLI ORDINI (E HA PURE GUAI GIUDIZIARI) – RENZI, È QUESTO IL MODO DI INVESTIRE IL RISPARMIO POSTALE DEGLI ITALIANI?

Maurizio Belpietro per “Libero Quotidiano

 

SAIPEM ALGERIA SAIPEM ALGERIA

La Cdp non è la Compagnia dei palafrenieri e neppure il Corpo dei pompieri. L'acronimo sta per Cassa depositi e prestiti e anche se poco conosciuta ha, o dovrebbe avere, un ruolo importante in questo Paese. Nata 165 anni fa, dunque addirittura prima dell'Unità d'Italia, la società aveva come finalità l'utilizzo dei capitali privati per le opere di pubblica utilità.

 

Quando ancora c'era il Regno di Sardegna qualcuno pensò che per finanziare le infrastrutture non ci fosse bisogno di indebitare lo Stato ricorrendo a banchieri o grandi finanziarie, ma bastasse utilizzare il risparmio postale.

 

Come oggi,in molti si fidavano più degli uffici postali che degli sportelli bancari, pensando che i primi fossero garantiti dallo Stato e i secondi garantissero esclusivamente gli interessi dei banchieri. Risultato, per tramite della Posta, i vari governi riuscirono a disporre di grandi quantità di denaro da destinare con minimo interesse alle opere pubbliche.

 

SAIPEM ESPLORAZIONE SAIPEM ESPLORAZIONE

Vi state chiedendo perché la stiamo facendo tanto lunga con questa Cdp? Rispondo subito. Tempo fa la Cassa depositi e prestiti è stata trasformata in una Spa indipendente e non più in una succursale del ministero dell'Economia. Lo scopo non era di garantire alla società maggiore autonomia,ma solo dimetterla fuori dal perimetro del bilancio dello Stato, in modo che le sue operazioni e soprattutto i suoi debiti non ricadessero sui conti pubblici. Tuttavia, nonostante il trucco, la Cdp resta saldamente sotto il controllo del governo e non a caso Matteo Renzi ha recentemente sostituito i vertici della Cdp con uomini di sua fiducia. Tutto chiaro fin qui? Bene.

 

Stefano Cao ad di SaipemStefano Cao ad di Saipem

E allora addentriamoci in ciò che è meno chiaro e merita delucidazioni da parte del governo. Come detto la società dovrebbe occuparsi di finanziare grandi opere e attraverso il Fondo infrastrutture dovrebbe entrare nel capitale sociale di aziende che abbiano forti potenzialità di sviluppo per l'economia del Paese. Tuttavia, se si dà un'occhiata al portafoglio del Fondo strategico, fra società che raccolgono il plasma e altre che lavorano la carne, si fa fatica a capire quale sia la strategia di Cdp, soprattutto dopo che questa, tramite il solito Fondo strategico, ha deciso di rilevare una quota della holding inglese degli alberghi di lusso: che cosa c'è di strategico nell'acquistare il 10 per cento del capitale di una società con base a Londra?

 

descalzidescalzi

Ma tant'è.Questa è roba passata, voluta ancora dagli ex vertici. Veniamo invece alle ultime notizie, quelle che portano la firma dell'attuale dirigenza. L'operazione più recente della Cassa riguarda l'investimento in Saipem, ovvero nella società impiantistica dell'Eni. Per statuto la Cdp dovrebbe mettere soldi solo in aziende che abbiano una sostenibilità economico finanziaria, che, tradotto in lingua comprensibile anche al popolo, significa che l'impresa dev'essere sana e non in perdita.

 

COSTAMAGNACOSTAMAGNA

Al contrario Saipem nei primi sei mesi del 2015 ha presentato conti in passivo per 920 milioni di euro. Non solo: le prospettive di crescita della società non sono tra le più rosee,dato che nei primi nove mesi dell’anno gli ordini si sono attestati a 5,3 miliardi contro i 15 dei primi mesi dell’anno precedente.Come se non bastasse Saipem ha pure qualche guaio giudiziario, perché chi l'ha guidata in precedenza è nel mirino della magistratura per una tangente da quasi 200milioni di euro che sarebbe stata pagata in Algeria in cambio di commesse.

 

A che titolo dunque la Cassa depositi e prestiti ha investito i soldi in un’azienda con tali problemi? Perfino Giuseppe Guzzetti, il grande vecchio delle Fondazioni bancarie, le quali hanno quasi il 20 per cento di Cdp, si è fatto qualche domanda. E però dai nuovi vertici renziani non è giunta risposta. La Cassa è entrata in Saipem per salvaguardare l'occupazione? E allora perché il piano della società prevede tagli di quasi 9mila posti di lavoro?

n cc15 giuseppe guzzettin cc15 giuseppe guzzetti

 

L'ingresso nel capitale è giustificato dalle grandi potenzialità del settore? Ma ad oggi tutti sanno che a causa del prezzo del barile la ricerca petrolifera langue e anche l'estrazione. Dunque? Le domande non sono secondarie. In principal modo perché quei soldi usati con tanta disinvoltura sono dei pensionati o di chi li versa sui conti delle Poste, azienda ora quotata che li riversa in gran parte nel salvadanaio della Cdp.

 

BELPIETRO BELPIETRO

Si tratta di molti miliardi, ma come sappiamo anche quando sembrano tanti i miliardi non sono infiniti, mentre i disastri finanziari sì. Inoltre, avendo questo Paese alle spalle l'esempio dell'Iri, dell' Egam, dell'Efim e di tanti carrozzoni pubblici che in nome dell'interesse collettivo hanno bruciato una montagna di soldi degli italiani, vorremmo evitare di ripetere l'esperienza. È possibile avere qualche chiarimento da parte del governo? Restiamo in fiduciosa attesa.

 

 

 

 

Ultimi Dagoreport

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….