MONTE DEI PACCHI BOMBA? ALLARME DEI SERVIZI SEGRETI: C’E’ PERICOLO DI ATTENTATI ALLA PROCURA DI SIENA

Andrea Greco e Francesco Viviano per "La Repubblica"

Il palazzo di giustizia di Siena è "a grande rischio". Rischio attentato. La segnalazione proviene dai servizi segreti dell'Aisi, ed è stata subito smistata ai vertici della Procura e ai magistrati che indagano sulla banca. La segnalazione è stata allargata a un altro palazzo di giustizia della Toscana.

Così da ieri attorno all'arcigna costruzione realizzata da Pierluigi Spadolini è in allestimento una cintura di sicurezza, rafforzando i sistemi di vigilanza esterna ed interna nel quale sono impegnati carabinieri, poliziotti e Gdf.

L'episodio testimonia la grandissima tensione che soffoca la città murata, dopo il suicidio di David Rossi, capo comunicazione Mps che mercoledì scorso s'è gettato dalla finestra del suo ufficio. Tuttavia le indagini non si fermano, e si arricchiscono di nuovi sviluppi.

Insieme ai filoni sulla passata gestione Mps vanno chiarite le circostanze della fine di Rossi, comprese le pressioni professionali che potrebbero averlo segnato. Ieri c'è stata conferma che Nomura ha presentato un ricorso a Londra contro Mps, proprio lo stesso 1° marzo in cui il cda senese inoltrava al Tribunale di Firenze una richiesta di danni da 700 milioni contro la banca, controparte nella contestata operazione Alexandria.

E il management Mps, letta l'anticipazione sul Sole 24 Ore e La Nazione,
fece anche un esposto per fuga di notizie, perché adire per primi l'azione legale può dare notevoli vantaggi in termini di scelta del foro.

Gli inquirenti a metà settimana attendono i tabulati telefonici per individuare le "talpe" dei due quotidiani: sembra che Rossi non ne sapesse nulla, mentre i vertici di Mps hanno negato ogni ruolo, né paiono utili le perquisizioni ai consiglieri Gorgoni e Briamonte.
E mentre Nomura chiede che "il tribunale inglese certifichi che i propri contratti derivati con Mps sono validi", affiorano dagli ultimi atti depositati a Siena dettagli sulle anomalie
del "Cdo squared" costato carissimo ai senesi. Raffaele Ricci, manager di Dresdner dal 2000 al 2006, e di Nomura dal 2009, fu due volte controparte del capo della finanza Mps Gianluca Baldassarri su Alexandria.

Nel suo interrogatorio l'8 febbraio spiega come inizialmente Nomura (nel 2009) dovesse soltanto "ripulire" il veicolo di investimento in Cdo, mentre l'acquisto di Btp 2034 doveva passare da Jp Morgan. Ma la banca Usa si tirò indietro, così «facemmo un'operazione a quattro gambe», spiega Ricci.

Nomura si accollava «il costo della ristrutturazione Alexandria di 220 milioni, poi abbiamo creato un collegamento negoziale affinché il costo venisse a noi riconosciuto tramite l'operazione sui Btp, che di conseguenza sarebbero stati conclusi a prezzi fuori mercato».

Proprio la mancata comunicazione di quel "collegamento" ha originato le accuse di ostacolo alla vigilanza per gli ex vertici Mps. E quando Ricci chiese ai senesi di invitare anche i loro revisori di Kpmg all'ormai famosa telefonata tra Mussari e il capo di Nomura Sayeed, Baldassarri gli disse che «Kpmg non era disponibile a farlo, ma che ci avrebbe pensato lui a protocollare quel contratto». Tanto bene, lo protocollò, che rimase segreto fino all'ottobre 2012, nella cassaforte di Vigni ignota per un anno al suo successore Fabrizio Viola.

Sempre in quelle carte ci sono pesanti indizi del riciclaggio di fondi personali di Baldassarri: con una segnalazione di vigilanza all'Uif della Banca d'Italia, il 9 maggio 2012, la fiduciaria Galvani di Bologna informava di alcune operazioni del suo cliente, nella categoria "Riciclaggio", e con valutazione "Alto".
«Il cliente, con rapporto ultradecennale, si è limitato a investire con varie modalità le attività rimpatriate con lo scudo fiscale 2009». Tra questi fondi ci sono 6,4 milioni di polizze assicurative in Svizzera.

Forse per questo il gip di Siena, motivando la conferma degli arresti in carcere per Baldassarri, cita una nota del 4 marzo dell'autorità elvetica, in cui «Baldassarri risulta segnalato in via amministrativa e indagato per riciclaggio, essendovi indizi che questi abbia depositato o fatto transitare denaro provento di reato su banche svizzere». A febbraio già una ventina di milioni dell'ex manager furono sequestrate dai pm nella fiduciaria Galvani.

 

DAVID ROSSI FOTO INFOPHOTO TRIBUNALE DI SIENA PROCURA DI SIENA MONTE PASCHI GIANLUCA BALDASSARRI jpegGIUSEPPE MUSSARI FABRIZIO VIOLA

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