1. MONTI È PAZZO O C’È UN PAZZO IN GIRO CHE SI SPACCIA PER MONTI? - ALTRO CHE “CIVIL SERVANT” AL SERVIZIO DELLO STATO, IL PREMIER “SALITO IN POLITICA” VUOLE SALIRE ANCORA DI PIÙ: AL QUIRINALE! - MOLLATO DAI SUOI, UMILIATO DA NAPOLITANO, SCARICATO ANCHE DAL PPE, IL PROFESSORE È DIVENTATO COME I PEGGIORI POLITICI: TRAME E RIPICCHE PUR DI AVERE UNA POLTRONA - MONTI O MORTE: I MONTIANI POTEVANO AVERE MONTECITORIO MA IL PREMIER GIOCA SOLO PER SÉ. “SCELTA CIVICA” STA PER ESPLODERE

Fabio Martini per "La Stampa"

La solitudine del Professore si misura a vista d'occhio. Pochi minuti prima delle 17 Mario Monti entra nell'aula foderata di mogano e velluto cremisi di palazzo Madama, per partecipare alla votazione per l'elezione del presidente del Senato. Attorno a lui, che è pur sempre il Presidente del Consiglio dei ministri, si forma una cortina di silenzio. Monti si a va a sedere negli scranni dentro l'emiciclo quelli di solito occupati dai senatori a vita, e nessuno osa avvicinarsi, salutarlo, dirgli un parola.

Lui - mentre il presidente di turno Emilio Colombo prosegue la chiama - inizia a sfogliare una rassegna stampa e alza la testa soltanto una volta, quando sente le parole: «Si prepari Berlusconi». Ma Berlusconi non c'è, arriverà più tardi, con i suoi occhiali neri. Si racconta che col Cavaliere, Monti avesse parlato in precedenza al telefono, ma senza reciproca soddisfazione.

In aula a un certo a Monti si avvicina Mario Mauro, già vicepresidente del Parlamento europeo, uno dei personaggi di maggior spessore della sua truppa. I due parlottano, ma il presidente del Consiglio non sembra appassionarsi alla votazione in corso. Non si cura di dare uno sguardo ai suoi, neanche quando sono chiamati a votare, passando sotto la cabina-catafalco.

L'indicazione di voto data da Monti è stata scheda bianca e dunque, chi scruta i tempi di ingresso e di uscita dalle tendine della cabina, può capire se i singoli senatori siano stati ligi alle indicazioni dei partiti. E infatti i senatori Pd, Pdl e Lega, mediamente, restano dentro tra i 10 e i 13 secondi, quelli di Scelta civica e buona parte dei grillini si soffermano per 4-5 secondi.

E Monti? A passo lento entra nella cabina e ci resta 9-10 secondi. Poi, prima che sia reso noto l'esito della votazione, il premier lascia l'aula, ma nelle ultime 48 ore si era capito che a lui sarebbe piaciuto restarci a lungo a palazzo Madama: da presidente del Senato. Sin da lunedì - con una disponibilità che aveva spiazzato tutti, dal presidente della Repubblica ai leader di partito - Monti aveva fatto conoscere questa sua disponibilità a guidarla lui l'assemblea di palazzo Madama. Pronto a lasciare di punto in bianco palazzo Chigi.

Una "bulimia" che ha preso in contropiede. Anzitutto perché inattesa in un personaggio che ha sempre dimostrato di avere un profilo da civil servant, forte di due poco noti rifiuti di guidare un governo (1992, 1999). Inattese anche le motivazioni, che Monti ha confidato in un colloquio delle ultime ore con Pier Luigi Bersani: «Voi mi volete tenere inchiodato al mio ruolo di senatore a vita!».
Frase rivelatrice di uno stato animo e di una forma mentis.

Da alcune settimane Mario Monti si sente "ingabbiato" a palazzo Chigi, in qualche modo frustrato nelle sue potenzialità. E dunque fatica a capire come mai leader di partito e istituzionali non facciano il possibile per liberarne le "risorse". Una incomprensione certo non dissipata dal duro comunicato del Quirinale di ieri mattina: Monti resti al suo posto.

Frase rivelatrice, quella detta a Bersani, perché rivela una inquieta ambizione che nessuno era riuscito ad intuire. Neppure l'amico che otto mesi fa, parlando con Monti all'apice del suo successo e non immaginando la futura salita in politica gli aveva detto: «Una volta finita la legislatura, puoi tranquillamente aspettare la chiamata dall'Europa...». E Monti: «Nel frattempo che faccio?».

Nel frattempo, da fine dicembre fino a ieri. Monti si è messo a far politica. Cavalcando tigri di carta. La partecipazione alle elezioni. La decisione di due notti fa di rinunciare alla presidenza della Camera per uno dei suoi (Lorenzo Dellai), decisione che ha messo Scelta civica nel limbo e gli ha provocato critiche feroci da parte dei suoi.

Gran parte dei quali ieri sera (a microfoni spenti) sottoscrivevano le parole di Giuliano Cazzola: «Sarebbe stato meglio che alle conclusioni del Capo dello Stato, Monti ci fosse arrivato da solo, evitando una brutta figura davanti al Paese. Quando si "sale in politica" non si può pensare soltanto a se stessi e alla propria carriera. Si deve mettere in conto anche la possibilità di dover aspettare un'altra occasione. Anche perché Monti si è assunto delle responsabilità nei confronti di coloro che lo hanno votato».

 

MONTI MONTI - SCHIFANI - NAPOLITANO - FINIMARIO MONTI CON LATTRICE VALENTINA CORTESE jpegmonti berlu bersani voto MONTI E FASSINA DALLA ANNUNZIATA MARIO MONTI E LUCA DI MONTEZEMOLO jpegMONTI STAMANE A NAPOLI

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO