OLIO, TRAVAGLIO E PEPERONCINO - “COME RIUSCIRÀ IL GOVERNO A FAR INGOIARE A UN PARLAMENTO CORROTTO UNA LEGGE PER FERMARE CORRUZIONE ED EVASIONE? SE PERFINO MONTI RINGRAZIA PUBBLICAMENTE LETTA, CHE HA PASSATO LA VITA A DIFENDERE GLI INTERESSI DI BERLUSCONI, BERTOLASO, BISIGNANI E GUARGUAGLINI? - FORTUNA CHE ORA, A VIGILARE SU TUTTI I CONFLITTI D’INTERESSI, C’È L’AVVOCATO PITRUZZELLA, EX SOCIO DI SCHIFANI, CHE HA PURE SCRITTO UN LIBRO CON CUFFARO. SIAMO IN BUONE MANI”…

Marco Travaglio per il "Fatto quotidiano"

Il barone di Munchausen era noto per spararle grosse. Raccontava di un suo viaggio sulla luna, di una cavalcata su una palla di cannone e soprattutto di com'era uscito illeso dalle sabbie mobili, in groppa al suo cavallo, afferrandosi per i capelli e tirandosene fuori. Insomma, di aver saltato più alto di se stesso. Questo paradosso ben si attaglia all'avventura di Mario Monti, chiamato a saltare più alto della classe politica che gli ha dato la fiducia dopo averla data ai governi che ci hanno trascinati nelle sabbie mobili, soprattutto l'ultimo.

Visti i livelli raggiunti dalla corruzione e dall'evasione, dovrà fare leggi anti-corruzione e anti-evasione, ma soprattutto farle approvare da quei partiti che da 17 anni non ne hanno mai voluto sapere (dal 1999 si sono alternati tre governi di centrosinistra e due di centrodestra, ma nessuna maggioranza ha mai neppure tentato di ratificare la convenzione anti-corruzione siglata a Strasburgo nel 1999 dai tutti gli Stati membri del Consiglio d'Europa, Italia compresa).

Viste le dimensioni del conflitto d'interessi che infesta tutta la vita istituzionale, le autorità "indipendenti", le tv, i giornali, le banche, le borse, le aziende pubbliche e private, il mercato degli appalti, lo sport, le università e purtroppo anche il governo Monti (agoravox.it   pubblica un'inquietante inchiesta sui potenziali conflitti dei nuovi ministri, e speriamo non aumentino con i sottosegretari, visti certi nomi che circolano), urge una legge sul conflitto d'interessi; ma chi mai la voterà, visto che i partiti sono gli stessi che non l'hanno mai voluta fare, troppo impegnati a creare conflitti d'interessi?

Stesso discorso per l'ormai improcrastinabile potatura di caste e cricche, premessa indispensabile per rendere digeribile l'amara medicina dei tagli alle pensioni e allo stato sociale. Solo un governo tecnico ha qualche speranza di costringere la politica a ridurre i suoi costi e a rinunciare ai suoi privilegi. Ma il paradosso è che poi quei tagli tecnici dovranno passare sotto le forche caudine del Parlamento politico, dove caste e cricche pullulano e ingrassano.

Se poi perfino un galantuomo come Monti sente l'esigenza di ringraziare pubblicamente, nel suo discorso d'insediamento, un signore, Gianni Letta, che non è nemmeno parlamentare, che ha passato la vita a difendere gli interessi di Berlusconi e che dalle indagini emerge come il santo protettore di Bertolaso (inquisito per corruzione), Bisignani (che sta patteggiando per la P4) e Guarguaglini (indagato per corruzione), nonché del generale Pollari e di altri gentiluomini di campagna, bè, altro che saltare più in alto di se stesso.

L'Espresso rivela il ruolo di Letta anche in un altro mega-scandalo, molto trascurato dalla grande stampa anche perché investe un grande inserzionista pubblicitario della grande stampa: il caso della Menarini farmaci, accusata di aver truffato 860 milioni allo Stato col solito trucco dei rimborsi per medicinali a prezzi gonfiati. L'azienda, nella campagna elettorale del 2008, finanzia con 400 mila euro a 54 candidati del Pdl, tutti eletti. Un anno dopo passa all'incasso, tentando di piazzare un emendamento che dispensi i propri utili dai tagli delle Regioni.

E mobilita l'amica Maria Angiolillo, tenutaria del salotto più esclusivo e trasversale di Roma, la quale, come risulta dalle intercettazioni del Nas, spalanca alla Menarini le porte dei ministeri, in particolare del solito Letta. Faceva tenerezza, ieri, la scena del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, ex presidente dell'Antitrust, allievo e successore di Letta, che incontra Guarguaglini, protetto di Letta, per discutere dell'affare Finmeccanica, dove persino Giovanardi si vanta di aver piazzato un amico segnalandolo a Letta. Fortuna che ora, a vigilare su tutti i conflitti d'interessi, c'è l'avvocato Pitruzzella, ex socio di Schifani, che ha pure scritto un libro con Cuffaro. Siamo in buone mani.

 

MARCO TRAVAGLIO Mario MontiGianni Letta BisignaniSILVIO BERLUSCONI GUIDO BERTOLASO cuffaro Giovanni Pitruzzella

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO