NAPOLITANO COME SCALFARO: NON CI STO! - “COSTRUITA SUL NULLA UNA CAMPAGNA DI INSINUAZIONI E SOSPETTI, CON INTERPRETAZIONI TENDENZIOSE E MANIPOLATE. SONO SERENO E TRASPARENTE” - ORA CHE E’ TOCCATO A LUI BELLA NAPOLI SI SVEGLIA: “IL TEMA DELLE INTERCETTAZIONI VA RISOLTO” - SCALFARI SI GETTA IN DIFESA DI RE GIORGIO E CONTRO DI PIETRO: “SUL CASO MANCINO NAPOLITANO HA ESERCITATO I SUOI POTERI E DOVERI. SI TENTA DI INDEBOLIRE IL QUIRINALE PER FAR CADERE MONTI, SONO IRRESPONSABILI”…

1 - NAPOLITANO,CAMPAGNA DI INSINUAZIONI E SOSPETTI
ANSA - E' stata costruita "una campagna di insinuazioni e sospetti nei confronti del presidente della Repubblica e dei suoi collaboratori: una campagna costruita sul nulla". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, avvicinato dai giornalisti all'Aquila.

Il Capo dello Stato ha spiegato con toni estremamente decisi che questa "campagna" è stata costruita "sul nulla". Cioé, ha spiegato, "si sono riempite pagine di quotidiani con le conversazioni telefoniche intercettate in ordine alle indagini giudiziarie in corso sugli anni delle più sanguinose stragi di mafia degli anni 1992-93". E, ha detto ancora, "sono state fatte interpretazioni arbitrarie e tendenziose, ci sono state talvolta persino versioni manipolate". Ma Napolitano ha voluto anche sottolineare che "coloro che sono intervenuti sulla vicenda, e stanno intervenendo, avendo una seria conoscenza del diritto e delle leggi, e dando una lettura obiettiva dei fatti, hanno ribadito l'assoluta correttezza del comportamento della presidenza della Repubblica". Un comportamento "ispirato soltanto a favorire la causa dell'accertamento della verità anche su quegli anni".

2 - NAPOLITANO,INTERPRETAZIONI TENDENZIOSE E MANIPOLATE
(ANSA) - In queste settimane sono comparse sui quotidiani anche "interpretazioni arbitrarie e tendenziose, talvolta persino versioni manipolate" che riferivano di atti di indagini giudiziarie sulle "più sanguinose stragi di mafia degli anni Novanta". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlando a L'Aquila.

3 - NAPOLITANO,INTERCETTAZIONI?TEMA CHE VA RISOLTO
(ANSA) - Quella della riforma delle norme sulle intercettazioni è "una scelta che spetta al Parlamento", ma è una questione che già da tempo andava "affrontata e risolta sulla base di un'intesa la più larga possibile". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, oggi a l'Aquila.

Ai giornalisti che gli chiedevano se il nodo delle intercettazioni a suo avviso andasse risolto, il presidente della Repubblica ha premesso che "la scelta spetta al Parlamento". Ma ha anche ricordato che "per la verità si tratta di una scelta da molto tempo all'attenzione del Parlamento, e se è da molto tempo in Parlamento vuol dire che si tratta di una questione che già da tempo doveva essere affrontata e risolta sulla base di una intesa la più larga possibile".

4 - NAPOLITANO, IO SERENO E TRASPARENTE
(ANSA) - "Ho reagito con serenità e la massima trasparenza" agli attacchi che hanno investito il Quirinale. Lo ha garantito il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano spiegando che continerà "ad andare avanti nel modo più corretto ed efficace anche attraverso i necessari coordinamenti dell'azione della magistratura".

Il presidente Napolitano, conversando con i giornalisti a L'Aquila, ha assicurato di essere sereno e di aver agito "con la massima trasparenza". Ha infatti ricordato di aver deciso di rendere pubblico "il testo di una lettera riservata" del segretario generale del Quirinale, Donato Marra al procuratore generale di Cassazione. "E io continuerò, perché è mio dovere e prerogativa, ad adoperarmi perché vada avanti l'accertamento della verità nel modo più corretto e più efficace, anche attraverso i necessari coordinamenti dell'azione della magistratura. I cittadini - ha aggiunto - possono essere tranquilli che io terrò fede ai miei doveri costituzionali".

5 - SCALFARI: IRRESPONSABILI GLI ATTACCHI A NAPOLITANO C'È CHI PRENDE DI MIRA LUI PER FAR CADERE MONTI...
Da "la Repubblica"

«Sul caso Mancino, Napolitano ha fatto nient'altro che esercitare i suoi poteri e doveri. Non è la prima volta, il presidente si è mosso ogni volta che si sono verificati casi analoghi, per far sì che la magistratura andasse correttamente e compattamente in una direzione». Così, commenta il fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari in un intervento pubblicato su RSera. «Il segretario generale di Napolitano ha scritto una lettera al procuratore della Cassazione e gli ha detto che è opportuno che lui eserciti i suoi poteri per coordinare, per far sì che ci sia un'inchiesta e non inchieste parallele o dissensi all'interno degli uffici giudiziari».

Scalfari stigmatizza la posizione di Antonio Di Pietro: «I suoi attacchi al Quirinale non possono essere tollerati dal suo possibile alleato di centrosinistra Pd, quindi è arrivato il momento che il Pd dica che l'atteggiamento di Di Pietro è incompatibile. Qui si tenta di indebolire il Quirinale, non per queste ragioni pretestuose, ma per creare una situazione di marasma al vertice delle istituzioni dalla quale deriverebbe inevitabilmente la caduta del governo Monti». Conclude Scalfari: «Questo è il chiodo fisso di questa gente, che è legittimo quando non attaccano indebitamente le magistrature, è legittimo ma è politicamente inaccettabile per altre forze politiche responsabili. Questi sono degli irresponsabili ».

 

 

Giorgio NapolitanoDONATO MARRANICOLA MANCINO E GIORGIO NAPOLITANOeugenio scalfari Antonio Di Pietro

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