pnrr raffaele fitto

NEL GIOCO DELLE TRE CARTE SUL PNRR, A RIMANERE FREGATI SONO I SINDACI – NONOSTANTE LE PROMESSE DI FITTO, NON CI SONO LE RISORSE NAZIONALI PER TUTTI I PROGETTI DEI COMUNI USCITI DAL RECOVERY DOPO LA RIMODULAZIONE (IN BALLO 17 MILIARDI DI EURO) – GIORGETTI NON APRE IL PORTAFOGLI: UNA CIRCOLARE DELL’ECONOMIA BLOCCA I FINANZIAMENTI – DALLA QUINTA E DALLA SESTA RATA LA COMMISSIONE UE HA CONGELATO PER ORA 10,6 MILIARDI…

Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere Della Sera”

 

giancarlo giorgetti raffaele fitto

Giorgia Meloni non ha parlato molto del Piano nazionale di ripresa e resilienza nella conferenza stampa di inizio anno. Ma la premier ha confermato che presto un decreto concretizzerà la revisione del Pnrr e, senza citare il Piano, ha indicato fra le priorità del 2024 due delle sue grandi aree quali giustizia e burocrazia.

 

Restano dei nodi da sciogliere: a oggi non si sono reperite le risorse nazionali per tutti i progetti dei comuni usciti dal Pnrr, come promesso dal governo; i dati della spesa già rendicontata restano bassi; dalla quinta e dalla sesta rata, relative agli obiettivi di dicembre scorso e giugno prossimo, la Commissione Ue ha congelato per ora 10,6 miliardi di euro in aggregato su un totale di 31,2 miliardi, perché c’è affanno nell’attuazione di alcune misure […]

 

Le risorse mancanti

raffaele fitto presenta le modifiche al pnrr 6

La revisione esclude dal Pnrr progetti dei comuni per quasi 10 miliardi. Il ministro degli Affari europei Raffaele Fitto è sempre stato convinto che molti di quei piani fossero pulviscolari e di bassa qualità, mentre andavano reperite risorse per i grandi progetti industriali dell’energia. La Commissione Ue ha condiviso questa impostazione.

 

Fitto si è comunque impegnato con i comuni a rifinanziare i loro piani con risorse nazionali e ora i progetti in cerca di coperture, secondo due diversi osservatori informati, varrebbero 17 miliardi di euro. Su di essi si registrano tensioni fra la struttura di Fitto e il ministero dell’Economia.

 

giorgia meloni giancarlo giorgetti raffaele fitto

Nei giorni scorsi il ministero di via XX Settembre ha emanato una circolare, destinata a diventare norma, che blocca l’accesso ai fondi delle opere già definanziate dal Pnrr. Per queste ora si cercano risorse nel Fondo di sviluppo e coesione (che però ha uno stretto vincolo territoriale a favore del Sud), nel Fondo nazionale complementare al Pnrr da 31 miliardi e nei fondi regionali europei.

 

Il ministero dell’Economia non intende ampliare le emissioni di debito, eppure circa la metà dei piani comunali usciti dal Pnrr per ora è senza copertura. Si cercherà di dare la priorità ai progetti più avanzati; ma alcuni fra questi o quelli del Fondo complementare resteranno fermi in attesa di tempi migliori.

 

La spesa e le rate

raffaele fitto giorgia meloni

Sui livelli di spesa del Piano si saprà di più quando il governo presenterà al Parlamento la sua relazione sul Pnrr per il 2023. Per ora quella rendicontata dalla Ragioneria sembra essere di circa 16 miliardi per gli incentivi automatici (Superbonus e altri) e 12 per appalti e contratti. Non molto su 194 miliardi e anche per questo il governo ora fa appello all’efficienza delle grandi società partecipate. Un certo affanno si nota anche sulle riforme.

 

La quinta rata (dicembre 2023) avrebbe dovuto essere da 20,6 miliardi e invece sarà di 12,1, soprattutto perché sono rinviate di un anno e mezzo otto misure contro i ritardi di pagamento dello Stato. La sesta rata (giugno 2024) avrebbe dovuto essere di 12,6 miliardi ma, a sei mesi dalle scadenze, si è già concordato fra Bruxelles e Roma che sarà di 10,5 miliardi perché sono rinviati di due anni gli obiettivi sulle rete delle ricariche elettriche, di sei mesi le centrali per la telemedicina e vari progetti su irrigazione e reti fognarie.

 

GIANCARLO GIORGETTI RAFFAELE FITTO

Certo questi ritardi vanno messi in prospettiva, perché l’Italia resta il solo Paese ad aver già potuto chiedere la quinta rata. Ma essi sottolineano la delicatezza dell’anno che inizia, nella distrazione quasi generale del Paese e di ampie parti dello stesso governo. […]

raffaele fitto giorgia meloni RAFFAELE FITTO E PAOLO GENTILONI

Ultimi Dagoreport

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...