calderoli autonomia differenziata

NEL PIENO DELLA BATTAGLIA PER LA GIUSTIZIA, LA LEGA SCALPITA PER PIANTARE LA SUA BANDIERINA DELL’AUTONOMIA – DOMANI IN CONSIGLIO DEI MINISTRI ESAMINERÀ GLI SCHEMI PER CEDERE ALLE REGIONI DEL NORD LE COMPETENZE SULLE MATERIE NON LEGATE AI LIVELLI ESSENZIALI DI PRESTAZIONE (LEP,) OVVERO PROTEZIONE CIVILE, PREVIDENZA COMPLEMENTARE, TUTELA DELLA SALUTE – UNO SPOT SULL’AUTONOMIA, ALLA PRESENZA DEI GOVERNATORI DI CENTRODESTRA CIRIO, STEFANI, FONTANA E BUCCI – COSÌ LA MAGGIORANZA DÀ UNA BOCCATA D'OSSIGENO ALLA LEGA SCONQUASSATA DALLA SCISSIONE DI VANNACCI…

Estratto dell’articolo di Serena Riformato per “la Repubblica”

 

matteo salvini roberto calderoli

È il primo passo davvero concreto verso l'autonomia regionale. E mette già le opposizioni sul piede di guerra. Domani il Consiglio dei ministri esaminerà gli schemi preliminari d'intesa di Liguria, Veneto, Lombardia e Piemonte.

 

[...] A Palazzo Chigi saranno presenti i governatori interessati: Alberto Cirio, Alberto Stefani, Attilio Fontana e Marco Bucci. Diventano così atti di governo le pre-intese firmate dalle quattro regioni a novembre su protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica. Tutte materie non legate ai livelli essenziali di prestazione, per stare nei paletti tracciati a gennaio 2025 dalla sentenza della Consulta che ha bocciato sette punti della riforma.

 

sergio mattarella con fedriga, fitto, fontana e cirio

«Il cammino dell'autonomia prosegue e confido che anche altre realtà potranno seguirlo, al di là degli schieramenti ideologici», esulta il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli. Da mesi il lavoro sottotraccia, ora la coincidenza temporale è un dato politico: la maggioranza dà una boccata d'ossigeno alla Lega sconquassata dalla scissione vannacciana.

 

E non a caso, mercoledì scorso, dopo il federale della Lega nelle dichiarazioni l'antico cavallo di battaglia autonomista risuonava forte. Mandare un segnale al Nord. Peraltro su un tema non presidiato – anzi snobbato – da Vannacci.

 

PROTESTA DELLE OPPOSIZIONI CONTRO IL DDL AUTONOMIA

E infatti: «Un passaggio storico», lo definisce il presidente del Veneto Alberto Stefani: «Ricordo le 350 ore di ostruzionismo della sinistra in commissione alla Camera, contro la legge quadro di cui ero relatore». I testi esaminati dal dm non saranno identici alle pre-intese firmate a novembre: «Abbiamo limato le ultime questioni», dice il governatore lombardo Attilio Fontana. Tecnicismi, sostiene chi lavora al dossier.

 

Da lì partirà un iter lungo, con un timing definito: entro 60 giorni dovrà arrivare il parere non vincolante della Conferenza unificata (non è scontato: all'interno ci sono anche amministratori di centrosinistra). Poi l'approdo alle Camere, che avranno 90 giorni per dare il proprio via libera. Solo allora, il testo dovrà tornare al Consiglio dei ministri per uscirne in versione definitiva.

 

MATTEO SALVINI - ROBERTO CALDEROLI

Cinque mesi almeno, già carichi di tensioni politiche. I dem sono pronti a passare al vaglio le intese per ravvisare eventuali incostituzionalità: «L'ennesimo schiaffo all'unità dell'Italia da parte del governo più anti-meridionalista della storia repubblicana», commenta Marco Sarracino, deputato e responsabile Sud della segreteria Pd: «Continueremo la nostra battaglia in difesa della coesione del Paese». [...]

giorgia meloni 12

 

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